Milillo (Fimmg): “Accolta richiesta di ridiscutere le norme-bavaglio sulla libertà prescrittiva dei medici”
“L’auspicio –prosegue- è che il tavolo di confronto tra Ministero della salute, Regioni e Federazione dell’Ordine dei medici sappia correggere le molte distorsioni sul piano clinico e amministrativo da subito denunciate dalla Fimmg. A cominciare dall’effetto perverso dalla definizione di un decreto che sembra imporre al percorso diagnostico del medico obblighi di certezze e non di sospetto come è tipico delle cure primarie. Accogliamo inoltre con favore il chiarimento delle Regioni circa l’assenza dell’obbligo di prescrivere su ricette separate le prestazioni soggette a note che ne limitano la prescrivibilità solo nei casi ritenuti “appropriati”. Marchingegno burocratico che avrebbe comportato una proliferazione del super ticket fisso di 10 euro su ogni ricetta.
“I medici di famiglia –aggiunge Milillo-non si sono mai voluti sottrarre all’impegno di garantire la massima appropriatezza prescrittiva, ma questo non può significare sanzionare il medico prescrittore qualora gli accertamenti escludano una sospetta patologia. Un aspetto sul quale il documento conclusivo sottoscritto oggi non fa chiarezza”. “Così come permangono ombre sulle sanzioni a carico dei medici, demandate a un futuro accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni anziché a una commissione paritetica, come sarebbe stato auspicabile. L’obiettivo dell’appropriatezza prescrittiva –conclude Milillo- non si raggiunge minacciando i medici e il loro rapporto di fiducia con i pazienti ma coinvolgendoli nelle scelte che riguardano più che mai professionalità e competenza, da sempre riconosciutegli dagli assistiti italiani”.
12 Febbraio 2016
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