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Il problema diossina in Campania
Il problema diossina in Campania
Il problema diossina in Campania
Il problema della contaminazione da diossine in regione Campania non è più, ormai da lungo tempo, solo un’ipotesi. La realtà del problema è emersa per la prima volta nel 2001, nel corso dell’attuazione del Piano Nazionale Residui (PNR), quando in due campioni irregolari di latte ovi-caprino sono stati riscontrati livelli di diossine superiori ai limiti massimi consentiti dalla normativa comunitaria. Da quel momento in poi sono stati numerosi i piani
Gli interventi proposti dal gruppo di lavoro
Gli interventi proposti dal gruppo di lavoro
Gli interventi proposti dal gruppo di lavoro
Alla luce dei dati resi pubblici dal gruppo di lavoro del Ministero della Salute sulla situazione epidemiologica della regione Campania, gli esperti hanno però anche proposto alcuni interventi sia per migliorare conoscenza e sorveglianza della salute pubblica in rapporto alle condizioni ambientali, sia veri e propri interventi di azione e prevenzione, nonché di coinvolgimento della popolazione.   Ecco tutti gli interventi proposti dal gruppo di lavoro: 1. Ampliare e migliorare la conoscenza dei
Quanto influisce lo stile di vita
Quanto influisce lo stile di vita
Quanto influisce lo stile di vita
Probabilmente l’altro vero problema di salute pubblica in Campania, oltre ai fattori ambientali che potrebbero influire sull’aspettativa di vita, sono la diffusione di stili di vita sbagliati e di importanti fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza della malattie croniche. Tra questi sicuramente la sedentarietà, l’eccesso ponderale e il fumo sono  significativamente più frequenti nella popolazione campana che nel resto del Paese, con tendenza all’aumento. In particolare sono da segnalare - per
Qual è il nesso tra malattie e rifiuti urbani non correttamente smaltiti?
Qual è il nesso tra malattie e rifiuti urbani non correttamente smaltiti?
Qual è il nesso tra malattie e rifiuti urbani non correttamente smaltiti?
“Quando si affronta questo tema è d’uopo innanzitutto differenziare i rifiuti urbani di origine domestica dai rifiuti speciali di origine industriale, pericolosi e non, gli  impianti a norma dagli impianti non a norma e dagli abbandoni di rifiuti, gli impianti di incenerimento di  nuova generazione a basso impatto ambientale da quelli di vecchia generazione a più alto impatto ambientale, in quanto  l’intensità e  modalità dell’esposizione può essere  sostanzialmente differente”, spiegano
Faverin (Cisl Fp): “Subito un piano di riordino dell’intero sistema regionale per garantire cure e posti di lavoro”
Faverin (Cisl Fp): “Subito un piano di riordino dell’intero sistema regionale per garantire cure e posti di lavoro”
Faverin (Cisl Fp): “Subito un piano di riordino dell’intero sistema regionale per garantire cure e posti di lavoro”
La Cisl Fp è “preoccupata” per la situazione della sanità laziale e chiede un piano di riordino dell’intero sistema regionale. “Un piano che riorganizzi il sistema di prevenzione, cura e assistenza e che metta fine alla mala gestione degli ultimi decenni, garantendo appropriatezza dei servizi e valorizzazione delle professionalità”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin. A partire dalle strutture del gruppo Idi-San Carlo dove i lavoratori
Cuozzo (Ugl): “Tutti i sindacati sostengano la protesta dell’Idi”
Cuozzo (Ugl): “Tutti i sindacati sostengano la protesta dell’Idi”
Cuozzo (Ugl): “Tutti i sindacati sostengano la protesta dell’Idi”
“E’ stato un segnale davvero importante la presenza del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’assemblea dei lavoratori dell’Idi, così come lo è stata quella del nostro leader, Giovanni Centrella, dimostrata in diverse occasioni con appelli rivolti alle autorità nazionali e locali e con la partecipazione alle proteste. Sarebbe importante se anche gli altri segretari generali decidessero di dare seguito a iniziative simili”. Ad affermarlo il segretario dell’Ugl Sanità Roma
Prevenzione ed esami di lavoratorio
Prevenzione ed esami di lavoratorio
Prevenzione ed esami di lavoratorio
“Anche per il rimodellamento dell’attività di Medicina di laboratorio, valgono le regole della ricerca di maggior efficienza, appropriatezza organizzativa ed efficacia produttiva”. Così una nota della Regione Toscana spiega il progetto di riorganizzazione dei servizi di Medicina di laboratorio all’interno della delibera approvata per la riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale. Ed anche in questo caso, il progetto “dovrebbe permettere di conseguire vantaggi sul piano organizzativo ed economico, migliorare la qualità
Emergenza urgenza
Emergenza urgenza
Emergenza urgenza
L’emergenza urgenza “è un capitolo fondamentale” nel riordino del sistema sanitario regionale della Toscana. La novità più rilevante sarà la Centrale unica 118 di Area Vasta: dalle attuali 12, una per ogni Asl, le centrali operative dell’emergenza urgenza passeranno a 3, una per ciascuna Area Vasta: Centro, Nord Ovest, Sud Est. “Ma – spiega una nota della Regione - sarà riorganizzata anche l’intera rete territoriale dell’emergenza urgenza e sarà standardizzato
Assistenza ospedaliera
Assistenza ospedaliera
Assistenza ospedaliera
“In ospedale solo se necessario, nel segno dell’appropriatezza”. È questo lo slogan della Toscana per il futuro della sanità ospedaliera prevista nella delibera di riorganizzazione della sanità regionale. Obiettivi: migliorare l’efficienza di funzionamento degli ospedali toscani e aumentarne l’appropriatezza di utilizzo. Insomma, in ospedale quando è necessario, nel posto giusto e per il tempo necessario, con qualità presente ovunque. Tra le soluzioni indicate nella delibera: segmentare il bisogno chirurgico garantendo un
Assistenza territoriale
Assistenza territoriale
Assistenza territoriale
La popolazione invecchia, le malattie croniche aumentano, e le risposte non possono che venire da un rafforzamento dell’assistenza sul territorio. E dunque la delibera della Regione Toscana per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale assegna un ruolo chiave ai medici di medicina generale (MMG), i medici di famiglia, che sono, e saranno ancora di più, attori protagonisti della rete di assistenza. Saranno loro a svolgere, attraverso le diverse forme organizzative