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Sansoni (Univ. La Sapienza – Roma): “Bisogna superare il modello biomedico della formazione”
Sansoni (Univ. La Sapienza – Roma): “Bisogna superare il modello biomedico della formazione”
Sansoni (Univ. La Sapienza – Roma): “Bisogna superare il modello biomedico della formazione”
Julita Sansoni è professore associato di Infermieristica Generale e Clinica alla Sapienza “Università” di Roma. Di origine trentina, ha svolto il suo dottorato in Finlandia ed è stata la prima infermiera a conquistare una docenza universitaria in ruolo. Professoressa Sansoni, sono ormai 10 anni che l’infermieristica è entrata nell’Università. Che cosa ha prodotto questa novità? A dire la verità sono ben più di 10 anni. La prima norma che prevedeva un corso
Silvestro (Ipasvi): “I medici temono il pieno riconoscimento degli infermieri”
Silvestro (Ipasvi): “I medici temono il pieno riconoscimento degli infermieri”
Silvestro (Ipasvi): “I medici temono il pieno riconoscimento degli infermieri”
Dal 2000 Annalisa Silvestro è presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, la rappresentanza istituzionale della professione infermieristica. La sua presidenza ha dunque coinciso con l’ingresso della formazione infermieristica in ambito universitario, salutato all’inizio come una conquista ma che oggi, a dieci anni di distanza, solleva anche qualche critica. Presidente Silvestro, molti infermieri lamentano che l’ingresso degli infermieri all’Università non abbia prodotto nessun cambiamento nei modelli organizzativi e dunque nel riconoscimento
Psn: ecco il testo e la sintesi delle misure
Psn: ecco il testo e la sintesi delle misure
Psn: ecco il testo e la sintesi delle misure
Clicca qui per scaricare il nuovo Piano sanitario nazionale. Qui, invece, una sintesi delle misure contenute nel Piano ed elaborata da Quotidiano Sanità nel giorno della consegna del testo alle Regioni.
Iardino (Donneinrete): “Con Aifa, Italia capofila nella medicina di genere”
Iardino (Donneinrete): “Con Aifa, Italia capofila nella medicina di genere”
Iardino (Donneinrete): “Con Aifa, Italia capofila nella medicina di genere”
"La costituzione di un gruppo di lavoro all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dedicato ai farmaci e alla medicina di genere rappresenta la risposta concreta a un'esigenza emersa da anni sia tra i cittadini che tra gli esperti". Lo afferma la presidente di Donneinrete, Rosaria Iardino, che plaude l'iniziativa annunciata dall'Aifa, "il primo organo regolatorio sui farmaci in Europa a istituire un tavolo di lavoro per promuovere la sperimentazione clinica di
Tavola rotonda Iss: la sintesi degli interventi
Tavola rotonda Iss: la sintesi degli interventi
Tavola rotonda Iss: la sintesi degli interventi
Ecco una sintesi degli interventi alla tavola rotonda organizzata oggi all’Istituto superiore di Sanità nell’ambito del Seminario Nazionale su Farmaci e Donne. Antonio Tomassini, presidente della Commissione igiene e sanità del Senato. Quello della diversità di genere è un problema di grande attualità politica. Tutte quelle integrazioni, che fino ad oggi sono mancate o sono risultate del tutto insufficienti, devono essere considerate anche in tema di prevenzione. Ritardi delle diagnosi, cure
Rasi (Aifa): gruppo di lavoro su farmaci e genere era un dovere e un’esigenza
Rasi (Aifa): gruppo di lavoro su farmaci e genere era un dovere e un’esigenza
Rasi (Aifa): gruppo di lavoro su farmaci e genere era un dovere e un’esigenza
“Oggi i metodi utilizzati nelle sperimentazioni cliniche e la successiva analisi dei dati risentono di una prospettiva maschile che sottovaluta le peculiarità femminili. Non soltanto le caratteristiche biologiche, ma anche quelle socio-culturali differenziano i generi e influenzano lo stato di salute di uomini e donne: i diversi approcci terapeutici, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci andrebbero misurati distintamente per la donna e per l’uomo, considerando come necessario l’approfondimento di genere
Aiot: Italia inerte e arretrata sull’accesso alla medicina complementare
Aiot: Italia inerte e arretrata sull’accesso alla medicina complementare
Aiot: Italia inerte e arretrata sull’accesso alla medicina complementare
“Il paragone con la situazione italiana giunge spontaneo: nonostante gli oltre 11 milioni di italiani che usano medicine complementari e gli oltre 20.000 medici che le prescrivono, dal punto di vista legislativo, la medicina omeopatica rimane priva di regole”. Così Leonello Milani, medico, vicepresidente dell’Aiot (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) e vicepresidente dell'Accademia internazionale di medicina fisiologica di regolazione, a commento dell’introduzione, in Svizzera, per un periodo transitorio di 6
Scaramuccia (Toscana): “I criteri vanno aggiornati”
Scaramuccia (Toscana): “I criteri vanno aggiornati”
Scaramuccia (Toscana): “I criteri vanno aggiornati”
Assessore Scaramuccia, perché di anno in anno la revisione dei criteri di riparto, più volte annunciata, non viene mai concretamente compiuta? Il problema sta proprio in questi rinvii, ogni anno si perde l’occasione di fare una riflessione più seria  Quest’anno si era partiti con largo anticipo: le Regioni avevano chiesto lo scorso anno all’Agenas uno studio sui criteri di riparto, che era stato consegnato in luglio, e ad ottobre era stato
Coletto (Veneto): “Sanità e sociale sono due questioni distinte”
Coletto (Veneto): “Sanità e sociale sono due questioni distinte”
Coletto (Veneto): “Sanità e sociale sono due questioni distinte”
Abbiamo chiesto a Luca Coletto, assessore alla Sanità del Veneto e coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, di riassumere le conclusioni della riunione di oggi della Commissione Sanità delle Regioni.   Assessore Coletto, quali sono le difficoltà di questo riparto 2011? Di anno in anno l’ammontare complessivo delle risorse diminuisce ed è difficile in questa situazione fare investimenti. Voglio sottolineare che è ancora più difficile per le Regioni che sono state da sempre
Marini, Cnb: “Su fine-vita solo i giudici possono decidere
Marini, Cnb: “Su fine-vita solo i giudici possono decidere
Marini, Cnb: “Su fine-vita solo i giudici possono decidere
“Pensare di imbrigliare scelte individuali come quelle sul fine-vita in una legge, e cioè in uno strumento normativo che vale per tutti i cittadini indipendentemente dai loro convincimenti morali o confessionali, è una mostruosità giuridica”. Lo ha dichiarato attraverso una nota Luca Marini, giurista e Vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, commentando la notizia del pronunciamento secondo cui un cittadino ha il diritto di affidare a un tutore