Ecm. Antonazzo (Opi Lecce): “Solo il 28% degli iscritti certificabile. A rischio la copertura assicurativa di chi non lo è”

Ecm. Antonazzo (Opi Lecce): “Solo il 28% degli iscritti certificabile. A rischio la copertura assicurativa di chi non lo è”

Ecm. Antonazzo (Opi Lecce): “Solo il 28% degli iscritti certificabile. A rischio la copertura assicurativa di chi non lo è”
Il Presidente dell’Opi di Lecce spiega di aver “messo in atto tutta una serie di azioni in questo senso, soprattutto in quest’ultimo triennio, quando abbiamo richiamato gli iscritti all’ottemperanza dell’obbligo perché forse è finalmente arrivato il momento di fare sul serio. Abbiamo emanato diverse note, in particolare alcune in merito all’impossibilità di trovare una copertura assicurativa se non si è in regola con almeno il 70% dei crediti Ecm".

Triennio formativo in scadenza anche per gli infermieri. E anche per loro il rischio di non poter accedere alla copertura assicurativa in caso di mancato adempimento si fa sempre più reale. Per questo, Marcello Antonazzo, presidente dell’Opi di Lecce, ha messo in atto diverse iniziative per spingere gli iscritti a non sottovalutare l’aggiornamento professionale.

“Su questo aspetto l’Opi di Lecce è stato sempre molto attento – spiega Antonazzo –, fin da quando è stata istituita la formazione continua. Siamo forse uno degli Ordini più attivi in Italia da questo punto di vista e richiamiamo sempre tutti gli iscritti all’obbligo di formarsi non solo per adempiere ad un aspetto normativo ma proprio perché la formazione è un aspetto peculiare ai fini dell’esercizio stesso della professione. Se un professionista non fa ‘manutenzione’ delle proprie competenze – continua – non è un operatore che può essere all’altezza in termini di prestazione sanitaria, e quindi non può mettere in atto quelle che sono le buone pratiche cliniche”.

Antonazzo spiega che l’Ordine da lui presieduto vuol far passare il concetto anche “nelle docenze nei corsi di laurea agli studenti: le conoscenze apprese oggi in aula potrebbero non essere più valide tra uno o due anni. E quindi quello di aggiornarsi continuamente è un obbligo soprattutto etico e deontologico, ma serve anche per garantire la qualità della prestazione al cittadino”.

Per questo, il Presidente dell’Opi di Lecce spiega di aver “messo in atto tutta una serie di azioni in questo senso, soprattutto in quest’ultimo triennio, quando abbiamo richiamato gli iscritti all’ottemperanza dell’obbligo perché forse è finalmente arrivato il momento di fare sul serio. Abbiamo emanato diverse note in cui abbiamo richiamato gli iscritti a fare i crediti formativi, in particolare alcune in merito all’impossibilità di trovare una copertura assicurativa se non si è in regola con almeno il 70% dei crediti ECM”. Cosa, questa, che ha “delle ripercussioni anche a livello di risarcimento del danno nel momento in cui un professionista incappa in un errore”.

Nelle scorse settimane l’Opi di Lecce ha però dato vita ad una nuova iniziativa: “Abbiamo pubblicato sul sito e sui social dell’Ordine, ma anche realizzato in formato cartaceo nel numero di 200 copie da affiggere in tutte le strutture sanitarie, una locandina con la tabella che ci ha mandato il Cogeaps con le percentuali di chi ha fatto la formazione ECM e chi no”. Nello specifico, fino a ora solo il 28% degli iscritti all’Opi di Lecce è considerato certificabile, mentre la percentuale restante si divide quasi esattamente in due tra chi ha raccolto qualche credito e chi neanche uno.

27 Ottobre 2022

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