Neonato deceduto al Pertini. “Servono soluzioni per la carenza di personale e sul rooming-in non si facciano passi indietro”. L’invito delle ostetriche Fnopo

Neonato deceduto al Pertini. “Servono soluzioni per la carenza di personale e sul rooming-in non si facciano passi indietro”. L’invito delle ostetriche Fnopo

Neonato deceduto al Pertini. “Servono soluzioni per la carenza di personale e sul rooming-in non si facciano passi indietro”. L’invito delle ostetriche Fnopo
L’Italia è al di sotto della media europea di 14,2 ostetriche ogni 100mila abitanti, ricorda la Federazione degli Ordini della professione ostetrica, è quindi un “dovere del Servizio sanitario migliorare l’organizzazione dei Punti nascita sia con l’utilizzo di tecnologie, strumentazioni e strutture che rispettino le comuni norme di sicurezza, sia con l’aumento del numero di personale”

“Servono azioni appropriate migliorative per garantire dei servizi alla maternità sempre più accessibili ed accettabili e al passo con i tempi che mutano”.

Così la Federazione degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) che in una nota ha voluto esprimere alcune considerazioni: “L’evento del neonato deceduto al Pertini, sul quale la magistratura sta indagando, ha fatto emergere un dibattito mediatico sul modello organizzativo del rooming-in e su altre criticità significative di un ‘assistenza ostetrica mancata’, ovvero aspetti dell’assistenza ostetrica che vengono omessi o ritardati a causa di scarse risorse Ostetriche”.

“In merito al modello del rooming-in – scrivono il Comitato Centrale della FNOPO – che consiste nel tenere il neonato nella sua culla nella camera di degenza con la madre in modo che possano restare insieme h24, supportati dal personale sanitario, si evidenzia che è stato introdotto in numerosi punti nascita nazionali a partire dagli anni ‘80, implementando quanto raccomandato dall’Oms e dall’Unicef. Questo modello risulta vantaggioso per la creazione della nuova diade (triade, se consideriamo anche la presenza dell’altro genitore) e per la promozione dell’allattamento al seno e dell’accudimento precoce, quando le nuove famiglie sono state adeguatamente informate, coinvolte e supportate dai professionisti sanitari in grado di offrire un’assistenza per quanto possibile individualizzata ed empatica.

Il Ministero della Salute, l’Oms, l’Unicef e le società scientifiche di categoria sottolineano l’importanza di un‘assistenza che metta al centro i bisogni di salute della diade madre-neonato. La moderna organizzazione dei Punti Nascita attualmente prevede l’assistenza congiunta di madre e neonato, il cosiddetto rooming-in appunto, che deve essere proposto anche garantendo un numero adeguato di professioniste ostetriche al fine di esprimere al meglio la qualità delle prestazioni assistenziali da erogare ed il necessario sostegno pratico ed emotivo alla nuova famiglia”.

La condivisione del letto fra una madre vigile ed un neonato sano, messo in una posizione di sicurezza “è un fatto naturale, pratico, indiscutibile” come affermato anche dalle Società scientifiche SIN, SIP, SIGO-AOGOI, aggiunge la Federazione delle ostetriche.

“Come Federazione degli Ordini della Professione Ostetrica – puntualizza il Comitato Centrale FNOPO – sottolineiamo che la carenza cronica a livello nazionale del personale ostetrico, pesantemente sofferta, non deve indurre a proposte di modelli organizzativi abbandonati da anni in quanto ritenuti inappropriati ed insicuri sia dalle ricerche scientifiche che dalle donne stesse. Accreditate linee guida e raccomandazioni cliniche assistenziali identificano la sicurezza attraverso il legame assistenziale ed organizzativo che si viene a creare tra i professionisti sanitari e la donna/coppia per favorire esiti finali di qualità. Chiaramente la variabile fondamentale è il numero di Ostetriche disponibili nel Ssn per garantire la continuità assistenziale, la personalizzazione dell’assistenza e l’individuazione tempestiva di fattori di rischio bio-psico-sociali, causa di esiti di eventi indesiderati evitabili”.

La recente pubblicazione dei dati Ocse ha evidenziato una carenza di circa 8.300 Ostetriche collocando la situazione italiana, rispetto al panorama europeo, al di sotto della media europea di 14,2 ostetriche ogni 100mila abitanti: “Pertanto, è un dovere del servizio sanitario nazionale e regionale migliorare l’organizzazione dei Punti nascita sia attraverso l’utilizzo di tecnologie, strumentazioni e strutture che rispettino le comuni norme di sicurezza, sia attraverso l’aumento del numero di Ostetriche affinché possano essere nelle condizioni di poter offrire con continuità lo standard assistenziale qualificato e sicuro.”

“Esprimendo la nostra commossa vicinanza ai genitori e familiari colpiti dall’evento luttuoso e a tutte le professioniste ostetriche/ci e a tutti sanitari – concludono i vertici FNOPO – riteniamo che le questioni su citate non siano più rinviabili e debbano essere prioritarie nell’agenda politica dei prossimi mesi affinché le donne e le famiglie possano ricevere un’assistenza ostetrica e cure appropriate, accessibili ed essere sostenuti nel loro ruolo genitoriale.”

27 Gennaio 2023

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