Snami: “Sanità alla deriva, fermate il Titanic prima dell’impatto” 

Snami: “Sanità alla deriva, fermate il Titanic prima dell’impatto” 

Snami: “Sanità alla deriva, fermate il Titanic prima dell’impatto” 
“Questa politica sanitaria senza visione, cieca e sorda alle reali esigenze, ci sta portando dritti allo schianto” sottolinea il sindacato che invita ad ascoltare “chi nella sanità ci lavora ogni giorno, ascoltate chi tiene in piedi, tra mille difficoltà, un sistema che ancora nonostante tutto cura, accoglie, salva”

“C’è una sanità pubblica che affonda, un Titanic che punta dritto verso l’iceberg mentre sul ponte di comando Ministero e Regioni si accapigliano su poteri e competenze, senza avere la minima idea di cosa significhi davvero curare, assistere, garantire salute. Parlano di riforme, di governance, di autonomie, ma la realtà è semplice e drammatica: non conoscono la sanità e, peggio ancora, non si preoccupano nemmeno di capirla”.

È quanto scrive in una nota lo Snami. “Facciamo una domanda semplice – scrive lo Snami – vi affidereste mai alle cure di un medico senza laurea? Ovviamente no. E allora perché dovremmo accettare che a decidere le sorti della sanità pubblica siano politici, tecnici e burocrati che di sanità sanno poco o nulla? Perché dovremmo continuare a subire riforme fatte sulla pelle di cittadini e operatori, elaborate da chi non ha mai messo piede in un ambulatorio, in un reparto, in un pronto soccorso?

Questa politica sanitaria senza visione, cieca e sorda alle reali esigenze, ci sta portando dritti allo schianto. Lo diciamo chiaramente, senza mezzi termini e senza più pazienza: ascoltate chi nella sanità ci lavora ogni giorno, ascoltate chi tiene in piedi, tra mille difficoltà, un sistema che ancora nonostante tutto cura, accoglie, salva.

Se non lo farete, l’iceberg non sarà un imprevisto. Sarà una certezza. E questa volta, quando il Titanic colpirà l’iceberg, non ci sarà scialuppa di salvataggio per nessuno. Perché a bordo ci siamo tutti: cittadini, malati, famiglie, operatori sanitari. Il tempo per evitare la catastrofe sta finendo. È l’ultima chiamata. Poi sarà troppo tardi”.

31 Marzo 2025

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