Case di comunità: il difficile equilibrio tra funzioni e debito orario

Case di comunità: il difficile equilibrio tra funzioni e debito orario

Case di comunità: il difficile equilibrio tra funzioni e debito orario

Gentile Direttore, con prevedibili difficoltà dovute al periodo, è in fase di implementazione l’ACN stralcio per l’AP, firmato alla fine di giugno, che ha introdotto il debito orario dei medici di MG, da svolgere nelle Cace della Comunità (CdC)...

Gentile Direttore,
con prevedibili difficoltà dovute al periodo, è in fase di implementazione l’ACN stralcio per l’AP, firmato alla fine di giugno, che ha introdotto il debito orario dei medici di MG, da svolgere nelle Cace della Comunità (CdC).

Le funzioni attribuite alle CdC dal DM77 e dalle linee di indirizzo per i medici del Ruolo Unico del settembre 2025 presuppongono setting organizzativi con orari, gestione del tempo, modalità di accesso, locali dedicati, sistemi informativi e di rendicontazione differenziati. Il debito orario di 6 ore settimanali dei medici di AP dovrà essere pianificato, programmato e distribuito in relazione alle specifiche attività e ai bisogni del territorio.

Di seguito propongo una sommaria analisi dei tre setting, in ordine decrescente per fabbisogno orario necessario alla gestione e crescente per complessità organizzativa.

  1. Setting per bisogni non differibili, nell’ambito della continuità assistenziale diurna clinico-amministrativa (visite, certificazioni, prescrizioni farmaceutiche, di accertamenti/visite etc..). Questa funzione on demand dovrà necessariamente coprire le 12 ore diurne, dalle 8 alle 20, per 7 giorni su 7 nelle CdC Hub e per 6 giorni su 7 negli Spoke. In un’ottica di alternativa al PS per contenere i codici “minori” la continuità assistenziale presuppone la libera autopresentazione dell’utente, anche se le Linee Guida per l’attività oraria dei medici RUAP prevedono anche l’accesso previo filtro del numero telefonico 116117. La scelta sarà demandata alle regioni probabilmente in relazione alla tipologia dei destinatari e alle carenze locali. Questo servizio sostituirà verosimilmente le attuali forme di assistenza ambulatoriale per i cittadini rimasti senza medico, a causa del deficit di ricambio generazionale nelle aree disagiate in cui le zone carenti non vengono saturate dai medici diplomati al Corso regionale di MG. Per il monitoraggio e la rendicontazione delle prestazioni potrebbe essere utilizzato il sistema informativo dell’attuale Continuità assistenziale notturna e festiva. Questo setting è di relativa facile implementazione sul piano organizzativo, anche se sconta due incertezze: le modalità di accesso al servizio e soprattutto e il numero di utenti che in alternativa al PS si rivolgeranno alla continuità diurna della CdC, attività di nuova istituzione poco pubblicizzata e riconoscibile.
  2. Setting per la presa in carico e gestione e della cronicità complessa, secondo i criteri definiti dai PDTA, in collaborazione con infermieri di comunità e specialisti. Per questa funzione che richiede necessariamente la programmazione dell’accesso non sarà necessaria la copertura delle 12 ore diurne, specie nei pre-festivi e nei festivi, ma basteranno 8 ore distribuite nelle due fasce orarie e non necessariamente per 12 mesi. I pazienti saranno inviati in CdC dal MMG in base a criteri concordati tra generalisti e specialisti, ad esempio per eseguire periodicamente pacchetti di prestazioni di monitoraggio nella cronicità polipatologica complessa o condizioni di fragilità, instabilità clinica e iniziale scompenso. Il sistema informativo dovrà essere specifico per l’inquadramento diagnostico, i controlli clinici e i follow-up strumentali previsti dal PDTA o dal PAI individuale. Inoltre sarà indispensabile l’interoperabilità tra il sistema informativo della CdC e il software del MMG, onde evitare sovrapposizioni di prescrizioni, ridondanze cliniche, duplicazioni di accertamenti e il rischio di allestire l’ennesimo silos. Come è intuibile si tratta del setting più impegnativo sul piano organizzativo, informativo e dell’integrazione inter-professionale tra I e II livello.
  3. Setting per attività di prevenzione e promozione collettiva della salute (screening, vaccinazioni, educazione sanitaria etc.). Anche per queste funzioni è necessaria la programmazione delle attività rivolte a popolazioni selezionate e il coinvolgimento degli attori professionali da parte della dirigenza delle CdC. Gli interventi potranno essere concentrati in alcuni periodi dell’anno, come le vaccinazioni influenzali in autunno, o più distribuiti per altre tipologie vaccinali, per la promozione degli screening o dell’educazione sanitaria. In ogni caso la componente organizzativa sarà in capo al coordinamento della CdC in sinergia con il coordinatore dell’AFT, per la suddivisione del monte ore di debito orario a copertura delle attività programmate, da rendicontare in una piattaforma regionale.

Non sarà semplice trovare il giusto mix e un buon equilibrio per svolgere simultaneamente le tre funzioni, che in certi periodi dell’anno potrebbero essere incompatibili, come nei mesi estivi, tenendo conto che il setting 1 è comunque prioritario e deve essere garantito 7 giorni su 7 per tutto l’anno.

Per coordinare l’apporto dei medici dell’AP alle tre funzioni si dovrà utilizzare la leva organizzativa della AFT, in costante collaborazione con la dirigenza della CdC per la copertura dei turni in periodi di vacanza, stagionalità epidemica o assenza per malattia, maternità, permessi vari e tenendo conto della disponibilità dei locali di visita per condurre i tre setting.

I fattori critici sono il sistema informativo, il capitale professionale (MMG, infermieri, specialisti, personale amministrativo) i limiti infrastrutturali, la definizione delle priorità, l’integrazione e la formazione per il lavoro d’équipe, le modalità di accesso e le relazioni funzionali con il sistema sanitario e la rete territoriale.

Cordili saluti

Dott. Giuseppe Belleri
Ex MMG – Brescia

06 Agosto 2026

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