Ddl Lorenzin e biologi junior. Cosa cambierà?

Ddl Lorenzin e biologi junior. Cosa cambierà?

Ddl Lorenzin e biologi junior. Cosa cambierà?

Gentile Direttore,


molti colleghi ci scrivono per sapere a che punto è lo stato dell’arte relativo al ddl Lorenzin e dell’art. 3 bis e come cambierebbe lo scenario nel settore sanitario con il passaggio dei biologi junior a professione sanitaria. Nell’affrontare il tema dei “requisiti di professionalità” richiesti dalle norme vigenti e dei correlati aspetti giuridici, la nostra Federazione ha ritenuto pubblicare un documento quadro sull’evoluzione delle competenze dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (Agreement Professionale) e fare riferimento ad un sistema che prevede un approccio sistemico sui modelli organizzativi dove convivano professionalità diverse e si gestiscono tecnologie sempre più avanzate.

La complessità necessita di un sistema di governance che rappresenta un approccio coerente che risponda a nuovi e più appropriati requisiti sia per le strutture pubbliche che private, in grado di dare risposte coerenti ai bisogni clinici dei cittadini, sia in regime di ricovero che ambulatoriale.
In questo quadro, diventa necessario un riflessione culturale e politico – sanitaria lontana dallo specifico di nostro interesse. L’interesse è riemerso recentemente sia per i processi di trasformazione che interessano le professioni consolidate, sia per l’emergere di nuove potenziali arene professionali.

Innanzitutto la nostra analisi non vuole affermarsi in una prospettiva storico relazionale dove emerge con forza il ruolo specifico della auto-rappresentazione di ruolo ma in una fase di affermazione della professione in cui si aprano spazi per nuove opportunità di rafforzamento professionale.

L’art 3 bis potrebbe risolvere le criticità sopracitate regolamentando il riconoscimento sulle nuove professioni sanitarie.

Tuttavia, il nostro contributo allo studio della nuova professione del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico può essere considerato come parte di un lavoro di riflessione che segue un filo logico.

Infatti, in un’ottica sempre dialettica si mettono in luce, da un lato, l’influenza delle trasformazioni sociali sulla rappresentazione delle professioni e sull’esercizio dell’attività professionale, e, dall’altro lato, l’influenza che le comunità professionali, e persino gli stessi singoli professionisti che condividono tuttavia modalità di approccio alla professione, esercitano sulla società e le relazioni sociali.

Molte delle trasformazioni in corso sono effetto di processi di lunga durata, sempre più evidenti nella contemporaneità, come la polarizzazione tra una crescente componente di professionisti.

È un terreno di ricerca che può essere ulteriormente coltivato proficuamente in cui le trasformazioni sono forse più veloci e radicali.
Tale necessità non deve né spaventare, né essere, all’opposto estremo, strumentalmente sottaciuta, al contrario essa rappresenta, a nostro avviso, un vero e proprio “segno dei tempi” degno d’essere evidenziato ed interpretato.

E’ proprio questa prospettiva che ci spinge a domandarci quale “Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico” ha bisogno oggi il sistema salute?
La nostra attenzione è rivolta al terreno operativo e alle preoccupanti infiltrazioni da parte di una nuova professione sanitaria come il biologo junior che si possa sovrapporre al profilo professionale esistente del tecnico sanitario di laboratorio biomedico nella logica di mercato nel sistema sanitario.

A tal proposito, riteniamo dare spazio e forza alle potenzialità delle competenze ad innovare modelli organizzativi e processi di lavoro e invitiamo le istituzioni ministeriali a valutare attentamente la nostra proposta di un Comitato Nazionale Tecnico Scientifico e Professionale che servirà per definire le Linee Guida del nostro profilo professionale.

Alla luce di contesti sempre più complessi diventa importante affrontare questi temi unitariamente con tutte le Associazioni / Comunità professionali e scientifiche di categoria, in virtù dell’integrazione delle attività delle diverse professioni sanitarie coinvolte nel rispetto delle professionalità e del lavoro multiprofessionale.

Saverio Stanziale


Presidente Nazionale F.I.Te.La.B.

29 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...