I vaccini e la volontà (almeno apparente) di far prevalere l’ignoranza sulla conoscenza

I vaccini e la volontà (almeno apparente) di far prevalere l’ignoranza sulla conoscenza

I vaccini e la volontà (almeno apparente) di far prevalere l’ignoranza sulla conoscenza

Gentile Direttore,
l’estate, anche su Quotidiano Sanità, è stata ravvivata da una polemica scientificamente assurda: vaccini obbligatori o al bisogno? Mi permetto di intervenire di nuovo per riaffermare quello che mi sembra essere lo snodo politico fondamentale. La proposta di legge giallo verde elimina l’obbligo vaccinale sostituendolo con iniziative informative e prevedendone la reintroduzione in caso di epidemia: un’idea contestata dagli esperti. Se scoppia una epidemia la scienza prevede di adottare una serie di azioni profilattiche; i vaccini sono nati per prevenire le epidemie.

I medici hanno protestato, tentando invano di far valere le ragioni della scienza, perché hanno l’obbligo, etico e professionale, di tutelare la salute individuale e collettiva. Penso, tuttavia, che i medici debbano impegnarsi per motivi più radicali che riguardano la convivenza civile. Mi spiego.

Un politico del partito di maggioranza ha proclamato che la scienza è soggetta alla politica. Una frase insensata chiunque l’abbia detta. La scienza, fino dalla scoperta del fuoco e della ruota, ha sempre progredito senza tener conto né della religione né della politica né dell’etica, rispondendo al bisogno di conoscenza proprio dell’uomo e migliorandone la vita (a secondo dell’uso).

Altresì è incontestabile che la politica ha anche il compito di decidere come utilizzare le conquiste della scienza e della tecnica, valutandone il rapporto tra rischi e benefici, in base a una scelta razionale.

Invece il conflitto sui vaccini è uscito dal piano della razionalità e della valutazione dei fatti che, a differenza delle opinioni, non sono personali ma constatabili e dimostrabili. Nello scatenarsi di sospettosità, diffidenze, falsità, si ha l’impressione che si voglia quasi esaltare, come i nazionalisti del secolo scorso, il popolo come portatore di tradizioni sane e pure. Dimenticando quel che dice Hobbes che la vita dei nostri antenati era “breve, brutale, misera e rozza”.

La scienza accetta sempre il confronto tra fatti, purtroppo questa proposta di legge pone sullo stesso piano vecchi pregiudizi e dati scientificamente dimostrati, quasi a mostrare la volontà di far prevalere l’ignoranza sulla conoscenza.

I politici hanno il diritto di decidere ma debbono rispondere delle loro scelte secondo la razionalità dei fatti. Quando i medici difendono le vaccinazioni non tutelano soltanto la pubblica salute quanto si oppongono a questa decadenza dei valori della democrazia la quale è un sistema politico imperfetto ma è l’unico che si fonda sulla convivenza secondo ragione. La scienza non è democratica, è stato detto, ma i valori che la sottendono sono essenziali per il dibattito pubblico che altrimenti scade a battaglia tra ultras. La politica oggi prevalente dà quest’impressione.

Antonio Panti

20 Agosto 2018

© Riproduzione riservata

Autonomia professionale: tra la fuga in avanti degli infermieri e i passi indietro del TSRM
Autonomia professionale: tra la fuga in avanti degli infermieri e i passi indietro del TSRM

Gentile Direttore, ho letto con estremo interesse l’intervento del collega Antonio Alemanno sull’irresistibile tentazione di dividere le professioni sanitarie. Si tratta di una riflessione lucida che centra perfettamente il punto:...

Suicidio medicalmente assistito, il Position Paper Sicp e il dilemma del non abbandono
Suicidio medicalmente assistito, il Position Paper Sicp e il dilemma del non abbandono

Gentile Direttore, com’è noto in Italia negli ultimi mesi mesi 4 Regioni (Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto) hanno legiferato sul SMA (Suicidio Medicalmente Assistito), e ora un quarto dei cittadini (circa...

Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici
Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici

Gentile Direttore,l’indagine Anaao sulle dimissioni volontarie dal SSN, che hanno superato i pensionamenti, ha suscitato preoccupazione e un ampio dibattito. Queste scelte individuali, dai rilevanti effetti collettivi, possono essere lette...

Libera professione, quasi nessuno la utilizza. Servono regole più semplici
Libera professione, quasi nessuno la utilizza. Servono regole più semplici

Gentile Direttore,meno di due infermieri su cento utilizzano la possibilità di svolgere attività professionale extraistituzionale in deroga al vincolo di esclusività. È un dato che, credo, meriti di entrare nel...