Il doppio Educatore professionale? L’università ci guadagna, i servizi alla persona e gli Educatori professionali molto meno

Il doppio Educatore professionale? L’università ci guadagna, i servizi alla persona e gli Educatori professionali molto meno

Il doppio Educatore professionale? L’università ci guadagna, i servizi alla persona e gli Educatori professionali molto meno

Gentile direttore,
lo scorso 13 marzo la settima Commissione del Senato ha approvato, in sede redigente, il disegno di legge 788 “Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali”. Ora il DDL andrà in aula con il difetto di aver creato un doppione di una figura professionale presente in Italia dagli anni 50 del secolo scorso, normato dal 1984, con profilo istituito con DM 520 del 1998 e già dotato di albo professionale.

Senza troppi giri di parole e senza dover tirare in ballo le sentenze dei Tribunali, che tra l’altro si esprimono in maniera diversa a seconda dei contesti processuali, si riportano di seguito le frasi chiave presenti nell’art. 3 del DDL 788 : “L’educatore professionale sociopedagogico valuta, progetta, organizza e mette in atto progetti,….rivolti a persone in dif­ficoltà o in condizione di disagio, e stimola i gruppi e gli individui a perseguire l’obiettivo della crescita integrale e dell’inserimento o del reinserimento so­ciale”.
Stessi ed identici concetti li ritroviamo nel testo del DM 520/1998 in cui viene scritto che “l’educatore professionale è l’operatore sociale e sanitario che,…attua specifici progetti educativi e riabilitativi ….,cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà. …..programma, gestisce e verifica interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia.

Anche il lettore più distratto non può non rendersi conto che, in pratica, si stanno descrivendo due figure con identiche funzioni, peccato che queste due figure provengono da percorsi universitari diversi e vengono denominate in maniera differente.

Apprezzabile l’ordine del giorno presentato dalla Senatrice Versace e accolto dal Sottosegretario Giuseppina Castiello ma palesi sono le sovrapposizioni e queste saranno causa di confusione nella gestione e programmazione dei servizi alla persona e saranno forieri di ulteriori contenziosi.

Si rimanda la responsabilità di quanto di grave potrà accadere nella realtà dei servizi ai decisori politici, che non hanno voluto fare quello che di logico doveva essere fatto: unire un doppio binario formativo, che finora è stato utile solo ed esclusivamente al mondo universitario, creando invece dissapori tra i colleghi e ambiguità per le persone destinatarie dei servizi che nulla più capiranno quale sarà la formazione e le competenze del professionista con cui si stanno interfacciando.

Maria Rita Venturini
Presidente della Commissione di albo nazionale degli Educatori professionali

19 Marzo 2024

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