La dura legge di mercato 

La dura legge di mercato 

La dura legge di mercato 

Gentile Direttore,
la medicina di base è una prostituta. Non è una metafora scioccante e di effetto, ma una similitudine densa di riferimenti, non proprio edificanti. Incominciamo dal concetto di bisogno: un vecchio adagio recita che al funerale della moglie del medico c’è tutto il paese. Al funerale del medico, nessuno. Finché il medico è in vita, è una necessità, fastidiosa ma necessaria, quando il medico è deceduto o, fortunatamente non se ne ha bisogno, il professionista finisce nel dimenticatoio.

Coloro che lamentano l’assenza dei servizi, protestano quando toccano con mano. Per quelli in salute, la sanità non esiste. L’italiano, in genere, è ottimista e festaiolo, difficilmente guarda all’orizzonte le nuvole nere della disgrazia e, con questo innato ottimismo, tira a campare non preparandosi mai per le vacche magre. Da qui, tutta l’incapacità per la prevenzione, in ogni campo. Se stai male chiama il medico. Se sta male il medico, chissenefrega.

Dopo il concetto del bisogno, viene quello della compiacenza. Il medico di base non ha pazienti, ma clienti e il cliente ha sempre ragione. Si va dal medico per fare la spesa e chiedergli di tutto. Se per qualche ragione legata al corretto uso della Medicina, il medico si rifiuta, diventa, ipso facto, un ignorante ed incapace. Allora, basta cambiare prostituta. L’amore, a letto, ha sempre due facce: chi lo dà e chi lo riceve, punti di vista diversi e il ricevente è quasi sempre insoddisfatto. Per questo è più bello amare che essere amati e, per la stessa ragione, è più bello curare che essere curati.

Il malato crede sempre che ci sia un medico migliore del suo, in giro. E qui, arriva il terzo aspetto del meretricio: ci sono i medici a pagamento. Sono quelli che ti ricevono in una suite con le riviste patinate e fresche di giornata, con la segretaria gentile e ammaliatrice come un cobra in amore e sai subito che aria tira: il tuo destino è segnato dalla tua carta di credito. C’è una differenza sostanziale nel meretricio: ci sono quelli che possono permettersi la escort di lusso e quelli disposti a tutto, persino ad andare a letto con la propria moglie, come diceva Ennio Flaiano. Una piccola e insignificante differenza: l’amore può essere un lusso, la salute no. Altrimenti, nessuno si sarebbe preso il disturbo di scrivere l’articolo 32 della Costituzione. Non mi pare ci sia un articolo che preveda le escort per tutti, al momento. Ma esiste anche un diritto alla felicità, come sentenziano quei buontemponi degli americani. Sarà per questo che da quelle parti si trattano a pistolettate.

Siccome noi italiani siamo garantisti fino alla totale mancanza di vergogna, qualcuno, intervistato da una nota rivista, ha detto che la medicina privata è un bene assoluto, come le escort, spiegando che chi ha soldi si rivolge al medico privato e libera così le liste di attesa, destinati ai poveracci che vanno a letto con le proprie mogli (poveretti) trovando posti liberi. Come dire, meno male che mi hanno derubato in casa, così faccio un po’ di ordine.

Sono anche io nel giro della prostituzione. I miei due ambulatori mi costano 1000 euri al mese. Per continuare il mio onesto meretricio, dovrò chiuderne uno. Risposta delle istituzioni: la dura legge del mercato. L’inflazione colpisce duro. Salutatemi Ippocrate.

Enzo Bozza
Medico di base a Vodo e Borca di Cadore (BL)

25 Settembre 2023

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