La toppa peggiore del buco: no a formazione di serie B per i medici

La toppa peggiore del buco: no a formazione di serie B per i medici

La toppa peggiore del buco: no a formazione di serie B per i medici

Gentile Direttore,
un breve riassunto delle puntate precedenti: da anni il Governo e le Regioni finanziano un numero largamente insufficiente di contratti di formazione specialistica. Ignorando gli appelli giunti da più parti (compresa la nostra) in questi anni, siamo arrivati all’attuale situazione emergenziale: concorsi che vanno deserti per mancanza di specialisti e, parallelamente, decine di migliaia di giovani medici che non riescono ad accedere alle specializzazioni.
 
Come spesso accade nelle situazioni di emergenza (spesso, come in questo caso, largamente prevedibili) si propone una soluzione frettolosa che, a parer nostro, è profondamente sbagliata e rappresenta null’altro che un ritorno al passato. Il cosiddetto contratto di “formazione-lavoro” negli “ospedali di insegnamento”, nell’attesa di conoscerne i dettagli visto il quadro piuttosto fumoso, ci pare un vistoso passo indietro rispetto alle migliorie che, faticosamente, sono state ottenute negli ultimi anni.
 
Pare piuttosto che il “nuovo specializzando”, assunto direttamente dalle aziende sanitarie, diventi manodopera a basso costo e a bassa specializzazione (visto che non ha ancora nemmeno iniziato il suo percorso formativo) per tappare i buchi di organici insufficienti.
 
L’accreditamento rigoroso delle scuole di specializzazione ha messo in luce i limiti di molte (troppe) scuole: carenza di casistica, attività scientifica dei docenti insufficiente, spazi inadeguati. Una parcellizzazione delle specializzazioni, spalmate a macchia di leopardo nelle varie aziende sanitarie e ospedaliere non farebbe altro che peggiorare queste criticità, restituendoci, alla fine del percorso, specialisti non in linea con i requisiti richiesti da un moderno SSN. Chi si farà garante della qualità del percorso formativo degli specializzandi negli “ospedali di insegnamento”?
 
Infine, ma non per ultimo, appare chiaro il diverso trattamento tra gli specializzandi “universitari” e gli specializzandi “territoriali”; negli ultimi anni abbiamo chiesto sacrifici a tanti giovani medici che hanno girato l’Italia, dopo un test nazionale, per intraprendere il percorso formativo conquistato con fatica. Da domani proponiamo, in virtù dello stato emergenziale, di assumere localmente i loro colleghi di qualche anno più giovani.
 
Il medico in formazione specialistica non può sostituire il personale di ruolo; dobbiamo farcene una ragione: formare uno specialista è un costo e ogni scorciatoia è un danno per il giovane medico, per il SSN e, in ultima analisi, per i pazienti. L’unico modo per uscire dall’emergenza è finanziare, in via straordinaria e con effetto immediato, un numero di contratti di formazione specialistica uguale al fabbisogno.
 
Governo e Regioni facciano la loro parte.
Gli Ospedali del SSN e il Territorio siano coinvolti nel percorso di formazione degli specialisti.
 
Andrea Filippi
Fp Cgil Medici
 
Biagio Papotto
Cisl Medici
 
Roberto Bonfili
Uil Fpl Medici

14 Giugno 2018

© Riproduzione riservata

Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria
Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria

Gentile Direttore, mentre nelle aule parlamentari si discute di capitoli di spesa, decimali di PIL e tabelle contabili della Manovra 2027, c’è un comparto del nostro Servizio Sanitario Nazionale che...

La medicina tecnologica malata di tecnologia
La medicina tecnologica malata di tecnologia

Gentile Direttore,la tecnologia permette di guarire e curare meglio molti malati con terapie impensabili fino a qualche decennio fa. Nello stesso tempo può rendere malate molte persone sane o con...

Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza
Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza

Gentile Direttore, È importante tornare sulla questione della possibile violenza di persone con patologie psichiatriche gravi, spesso riproposta dalle cronache dei giornali. È infatti un ambito che ci chiarisce in...

Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure
Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure

Gentile Direttore, il 15 ottobre si è conclusa la consultazione promossa da Agenas sulla bozza del “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. Un’iniziativa importante, che...