No alle fake news sul Diabete tipo 1. Senza insulina si può morire!

No alle fake news sul Diabete tipo 1. Senza insulina si può morire!

No alle fake news sul Diabete tipo 1. Senza insulina si può morire!

Gentile Direttore,
guai a sospendere l’insulina illudendosi di ‘curare’ il diabete tipo 1 con una dieta: si rischia la morte! È questo il messaggio che diabetologi e associazioni di pazienti con diabete in questi giorni stanno diffondendo sui social network e che si augurano venga ripreso a chiare lettere anche dai media tradizionali. Per evitare che ci scappi il morto, come purtroppo già successo in passato.
 
Le società scientifiche di diabetologia (SID, AMD SIEDP) e le associazioni dei pazienti con diabete (FAND, Diabete Forum, AGD, ANIAD) scendono in campo per ribadire questo semplice ma vitale messaggio: l’unica terapia per il diabete tipo 1 è l’insulina.
 
Sospenderla significa rischiare di andare incontro alla morte. In un Paese dove sembra a volte imperare la disinformazione scientifica, anche in un campo vitale (è il caso di ricordarlo) come quello delle scienze mediche, c’è anche chi, per evidenti interessi commerciali, può permettersi di promettere indisturbato di guarire le malattie più disparate, dall’Alzheimer, al diabete tipo 1, grazie ad una dieta miracolosa corredata da ‘integratori’ dal costo non irrilevante (ma questo è solo un dettaglio). Basta un microfono, una telecamera, un sito web e la fake news è servita.
 
Le società scientifiche di diabetologia e le associazioni delle persone con diabete hanno deciso di lanciare l’allarme contro questa deriva scientifica, che rischia di provocare danni seri alle persone, che magari in un momento di debolezza o di stanchezza (non infrequenti in chi è affetto da una patologia cronica), decidano di dar credito a personaggi televisivi, cedendo all’illusione di poter guarire il diabete tipo 1 con una dieta che promette di fare miracoli prolungando la vita.
 
Diabetologi e associazioni di pazienti si augurano inoltre che al più presto le istituzioni sanitarie e le autorità competenti intervengano nei confronti di questi personaggi televisivi, per evitare che qualche persona con diabete possa riportare serie conseguenze, seguendo i loro consigli, infarciti di concetti pseudo-scientifici ‘orecchiati’ qua e là ed enunciati come verità assolute. L’unica verità scientifica è che abbandonare l’insulina, con l’illusione che il diabete tipo 1 possa essere ‘curato’ con una dieta e da una manciata di integratori, può portare a gravi conseguenze, fino alla morte.
 
E nel frattempo vale la pena ricordare che:
 
– Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmuneche porta alla distruzione delle cellule del pancreas produttrici di insulina. L’unica terapia possibile è dunque quella di sostituirsi alla natura, somministrando dall’esterno l’insulina che il corpo non è più in grado di produrre.
 
– Mentre è possibile tentare di prevenire il diabete tipo 2, molto spesso legato a cattive abitudini di vita, all’obesità e alla sedentarietà, nulla si può fare per prevenire il diabete tipo 1, malattia legata come detto alla distruzione del pancreas dal parte del sistema immunitario (che riconosce come estranee e nemiche le cellule produttrici di insulina).
 
– Non si sa cos’è che scateni il sistema immunitario contro le cellule beta pancreatiche; di certo c’è una ‘predisposizione’ legata ad alcuni geni particolari, ma non è stato individuato l’interruttore che fa scattare l’attacco; alcuni scienziati pensano possa trattarsi di un virus.
 
– Come per altre malattie autoimmuni (ad esempio l’artrite reumatoide), anche nel caso del diabete tipo 1 si stanno sperimentando cure volte a frenare l’attacco del sistema immunitario contro il pancreas; ci sono molti studi in corso, ma per il momento l’unica terapia è rappresentata dall’INSULINA. E di certo nessuna dieta si è mai dimostrata in grado di arrestare questo ‘attacco’.
 
– Eliminare i carboidrati (gli zuccheri) dalla dieta di una persona con diabete tipo 1 non serve a ‘guarirla’; i carboidrati sono il ‘carburante’ giusto per produrre l’energia di cui l’organismo ha bisogno; purtroppo resta nel sangue circolante (dove può accumularsi a livelli pericolosi) perché per entrare nelle cellule ha bisogno dell’insulina. Se manca l’insulina, le cellule avranno a disposizione poco zucchero e dovendo produrre energia, utilizzeranno  ‘fonti energetiche’ alternative, come proteine e soprattutto i grassi; questo porta alla formazione e all’accumulo di prodotti di scarto, i corpi chetonici. Quando il livello di corpi chetonici nel sangue aumenta a dismisura, compare la condizione nota come ‘chetoacidosi’ che, se non corretta tempestivamente, può portare a morte. La somministrazione di insulina serve appunto ad evitare tutta questa reazione a catena, che può avere esiti fatali.
 
Dott. Domenico Mannino
Presidente AMD
 
Prof. Giorgio Sesti
Presidente SID
 
Prof. Stefano Cianfarani
Presidente SIEDP
 
Dott. Giovanni Lamenza
Presidente AGD Italia
 
Dott. Marcello Grussu
Presidente ANIAD
 
Dott. Stefano Nervo
Presidente Diabete Forum
 
Dott. Albino Bottazzo
Presidente FAND

24 Gennaio 2018

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