Oltre alla specializzazione il vero nodo da sciogliere è: libera professione o dipendenza per i medici di medicina generale?

Oltre alla specializzazione il vero nodo da sciogliere è: libera professione o dipendenza per i medici di medicina generale?

Oltre alla specializzazione il vero nodo da sciogliere è: libera professione o dipendenza per i medici di medicina generale?

Gentile Direttore,
mi sono sbagliato, e chiedo scusa anche al Ministro Orazio Schillaci, nel sostenere che la formazione specifica in medicina generale è vietata dalle Direttive della UE. Vietata è un termine troppo forte e impreciso. Ho approfondito il tema, dopo la replica di Polillo e Proia, e ho trovato che la specializzazione universitaria è possibile ed è richiesta nei paesi in cui i MMG sono assunti come dipendenti dal servizio pubblico – Finlandia, Svezia, Irlanda, Islanda, Spagna, Portogallo, Slovenia – ma non negli altri in cui lavorano come liberi professionisti – Regno Unito, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Ungheria, Cechia.

In Germania e in alcuni paesi vicini – Danimarca, Polonia, Slovacchia, Svizzera – la medicina di famiglia è equiparata alla medicina interna ed è una specialità che dura 5 anni. Nel Regno Unito la formazione post lauream è gestita dal Royal College of General Practitioners. In tutte le Medical School vi sono dei dipartimenti di general practice, che tengono corsi agli undergraduate; è possibile però anche la specializzazione universitaria. In Spagna i medici devono frequentare il corso di specializzazione in Medicina Familiar y Comunitaria e in Portogallo quello di Medicina Geral e Familiar. I corsi durano 4 anni e sono gestiti in piccola parte dall’Università e per il resto da tutor delle strutture territoriali. I medici stranieri, con diploma di formazione specifica in medicina generale, che volessero operare in questi due paesi, dovrebbero o fare il corso di specializzazione o chiedere l’equivalenza, dato che non esiste una disciplina europea di questi aspetti.

L’eventuale diploma di specializzazione in medicina generale avrebbe, quindi, valore solo in Italia, non essendo riconosciuto dall’UE. La circolazione dei futuri MMG italiani all’estero dovrebbe essere regolamentata da accordi bilaterali (il RU, ad esempio, riconosce le norme in vigore al momento dell’uscita dall’UE nel 2021), mentre si porrebbe un problema per i MMG di altri paesi che volessero stabilirsi in Italia, perché mancanti della specializzazione universitaria. Viene quindi spontanea la domanda: a che pro la specializzazione dei MMG? Avrebbe senso solo nell’ipotesi del loro passaggio alle dipendenze del SSN. E quindi resta pur sempre da sciogliere quel nodo: libera professione o dipendenza per i medici di medicina generale?

Vittorio Mapelli
Ex professore associato di economia sanitaria
Università degli studi di Milano

12 Luglio 2023

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