Personale ricerca Irccs pubblici e Izs: facciamo partire la macchina della stabilizzazione

Personale ricerca Irccs pubblici e Izs: facciamo partire la macchina della stabilizzazione

Personale ricerca Irccs pubblici e Izs: facciamo partire la macchina della stabilizzazione

Gentile Direttore,
dopo una battaglia durata anni, lo scorso 5 luglio finalmente la norma per la stabilizzazione dei lavoratori e lavoratrici della ricerca sanitaria pubblica degli Irccs pubblici e IZS è diventata legge (87/2023, Art 3-ter ‘Disposizioni in materia di personale della ricerca sanitaria degli Irccs pubblici e degli IZS’ – GU n.155 del 5-7-2023).

Difficilmente in questo paese, spesso tanto conflittuale, abbiamo assistito ad una risposta politica corale e trasversale mirata alla risoluzione di una indegna condizione di precarietà che affligge il 100% del personale della ricerca sanitaria pubblica, finanche da trent’anni. Si tratta, infatti, di una norma sottoscritta da esponenti appartenenti a tutti i gruppi politici, e fortemente sostenuta dalla nostra Associazione e dai sindacati.

La norma è chiara nella forma e molto lineare nella sua applicabilità: il personale interessato, reclutato a tempo determinato ai sensi della Legge 205/17 (Piramide della Ricerca, LdB2018), deve aver maturato al 30 giugno 2023 alle dipendenze di un ente del Ssn almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi (ivi inclusi contratti flessibili e borse di studio) negli ultimi 8 anni, potendo essere assunto nel limite complessivo di 74 milioni di euro a valere sui 90 milioni già stanziati dalla suddetta legge 205 per il personale della ricerca sanitaria. La norma dispone inoltre che l’assunzione a tempo indeterminato possa avvenire in deroga ai limiti di spesa consentiti per il personale degli enti del SSN e agli altri vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia del personale di ricerca.

Si tratta pertanto di attuare una stabilizzazione su risorse già stanziate con un fondo stabilito dall’art 3-ter 87/23 ampiamente sufficiente a garantire la stabilizzazione degli aventi diritto attualmente presenti sul territorio nazionale. Non sono quindi necessarie ulteriori risorse, né sono necessari decreti attuativi o altre formule normative che ne giustifichino il ritardo nell’applicazione.

Si tratta solo di far partire la macchina della stabilizzazione, senza ulteriori esitazioni.

Facciamo pertanto appello ai Direttori Scientifici e Generali degli Irccs pubblici e IZS affinché si facciano portavoce presso il Ministero della Salute della necessità di attivare urgentemente le procedure di stabilizzazione chiedendo riscontro formale sul trasferimento delle risorse pro-capite, a tutti gli Enti, per gli aventi diritto.

Facciamo appello anche al sindacato, che ha sempre sostenuto la nostra vertenza e che lo scorso maggio ha proclamato uno stato di agitazione tuttora attivo, di continuare a prodigarsi affinché la macchina della stabilizzazione parta al più presto ed egualmente in tutti i territori e per tutti i precari.

Riteniamo che 30 anni di precariato, 90% dei quali spesi in assenza di tutele minime, sia stato un tempo sufficiente di attesa.

Direttivo Associazione dei Ricercatori in Sanità (Arsi)

25 Settembre 2023

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