Specializzandi vessati e in fuga

Specializzandi vessati e in fuga

Specializzandi vessati e in fuga

Gentile Direttore,
sono Gian Marco Rizzuti, un giovane medico specializzando in Germania e titolare del blog “Sagen Sie 33”. Le scrivo in merito agli atti di nonnismo subiti dai colleghi nella Scuola di Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Salerno.

Se da un lato sono rimasto basito, dall’altro la situazione non mi è nuova. Un esempio su tutti: il caso Sara Pedri, la ginecologa di Trento che, secondo la famiglia, si sarebbe tolta la vita per le vessazioni subite in reparto.

In un reparto d’oltralpe, in una situazione del genere, ci sarebbe stato l’immediato licenziamento del “luminare” con il conseguente processo civile da parte dell’azienda ospedaliera nei confronti del primario e la sospensione dell’abilitazione medica.

Non dovrebbe stupire quindi che ogni anno circa 1.500 giovani professionisti preferiscono emigrare piuttosto che rimanere bloccati in condizioni difficili.

Inoltre se teniamo conto che, secondo uno studio della FIASO tra il 2020 e il 2024, ci saranno in generale circa 8.299 medici e 10.054 infermieri in meno a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale, si evidenzia in tutta la sua gravità l’“imbuto formativo” dato da un numero inadeguato di contratti formativi, cioè dalle specializzazioni. Questo squilibrio ha portato negli ultimi dieci anni all’esclusione di circa 12mila neolaureati.

Nel PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, sono previsti 20 miliardi per la Sanità, destinati quasi esclusivamente alla ricostruzione della sanità territoriale e in particolare alla costruzione di nuove Case e ospedali di comunità.

Secondo me, però, non basta discutere di quante strutture costruire, ma di come ripensare la Sanità, soprattutto a partire dalla gestione e struttura delle scuole di specializzazione e dalla qualità delle persone che ne fanno e ne faranno parte, perché i problemi sopracitati, esacerbati anche a causa dall’epidemia, continueranno molto probabilmente nei prossimi anni.

Vorrà quindi la classe politica trovare una soluzione a questo grosso problema che investe la Sanità Italiana e quindi tutti noi?

Gian Marco Rizzuti

07 Aprile 2022

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