Aifa. Regioni verso il sì al Piano di attività 2019. Il nuovo testo

Aifa. Regioni verso il sì al Piano di attività 2019. Il nuovo testo

Aifa. Regioni verso il sì al Piano di attività 2019. Il nuovo testo
Dopo l’incontro tra i tecnici del Ministero e delle Regioni apportate piccole modifiche al testo che domani dovrebbe ottenere il via libera della Stato-Regioni. Verso il sì anche il decreto per le Regioni benchmark che nonostante le richieste di modifica degli enti locali rimarrà uguale. IL TESTO DEL PIANO AIFA

Dovrebbe essere approvato domani il Piano attività 2019 dell’Agenzia del farmaco. Nell’ultima settimana si è trovata la quadra e sono state accolte dal Ministero della Salute alcune piccole modifiche (non sostanziali) presentate dalle Regioni. Domani il testo dovrebbe essere approvato in mattinata dai governatori e poi nel pomeriggio è prevista l’intesa in Stato-Regioni.
 
Tra le modifiche rispetto alla prima versione (vedi sintesi) è stato specificato per quanto riguarda il tema payback come “al fine di semplificare gli iter a carico delle regioni/aziende sanitarie per la verifica dei versamenti dovuti, a vario titolo, dalle ditte farmaceutiche sotto forma di payback, risulta indispensabile standardizzare le informazioni riportate sulle determinazioni Aifa con quelle riportate nei mandati di pagamento, così da automatizzare i processi di verifica e accertamento”.
 
Altra precisazioni riguarda la revisione dei tetti di spesa dove il nuovo testo riporta: “Fermi restando i vincoli di spesa relativi al settore farmaceutico, è meritevole di approfondimento il supporto a valutazioni riguardanti l’eventuale aggiornamento periodico dell’ammontare dei tetti di spesa in relazione all’evoluzione del settore farmaceutico”.
 
Non solo Aifa, le Regioni dovrebbero approvare anche il decreto che individua le Regioni benchmark (vedi sintesti).Ricordiamo che le Regioni avevano chiesto di ricalcolare la proposta sui dati 2017 e non come fatto dal Ministero su base 2016. Da Ripa però è arrivato il niet motivato dal fatto che alcune regioni non avevano ancora trasmesso dei dati relativi al 2017 e che quindi si sarebbe corso il rischio di rinviare troppo l’intesa che serva anche per il riparto del Fondo sanitario. Per questo dalle Regioni filtra la possibilità di accettare la versione originaria del testo.
 
Ricordiamo che le cinque Regioni individuate, secondo quanto previsto, sono: 1. Piemonte, 2. Umbria, 3. Emilia-Romagna, 4. Marche, 5. Veneto.
 
L.F.

L.F.

12 Febbraio 2019

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