Al San Martino di Pavia pazienti “fragili” monitorati da un sensore elettronico per prevenire cadute e piaghe da decubito

Al San Martino di Pavia pazienti “fragili” monitorati da un sensore elettronico per prevenire cadute e piaghe da decubito

Al San Martino di Pavia pazienti “fragili” monitorati da un sensore elettronico per prevenire cadute e piaghe da decubito
Il sistema allerta quando i pazienti si muovono nel letto ed assumono posizioni a rischio caduta e per i degenti immobilizzati o a rischio piaghe da decubito quando è necessario ruotare il paziente. Monitorata anche frequenza cardiaca e respiratoria. E’ il primo ospedale in Italia a sperimentare questa tecnologia finora utilizzata solo in alcune RSA

Meno cadute, riduzione delle piaghe da decubito, migliore gestione e controllo da parte degli infermieri per 9 letti dotati di sensori connessi al software di intelligenza artificiale
Arriva all’Ospedale San Martino di Mede, Pavia, primo in Italia, il sensore al letto del paziente fragile, che monitora H24 e con la massima precisione i movimenti dei pazienti, prevenendo eventuali cadute e piaghe da decubito, rileva alcuni parametri come frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e analizza la qualità del sonno.
 
Vitalerter, così si chiama il dispositivo di sicurezza frutto della ricerca e della tecnologia israeliana, si compone di due parti: la prima è un sensore di soli 8,4 cm x 4,1 cm con 2,5 cm di spessore, che viene agganciato sulla rete del letto del degente, connettendosi al wifi.
 
La seconda parte del dispositivo è il software di intelligenza artificiale che raccoglie a livello centrale, le rilevazioni di tutti i sensori presenti al piano e che invia, oltre ad alert sonori, anche notifiche vocali agli infermieri di turno, dotati anche di uno smartphone specifico personale dove ricevere queste ultime.
 
Il sistema, invia alla postazione centrale e ai dispositivi connessi gli alert relativi ai degenti a ridotta mobilità quando si muovono nel letto ed assumono posizioni a rischio di ‘tentativo di uscita dal letto’, la presenza o meno del degente nel letto, inoltre, per i degenti immobilizzati o a rischio piaghe da decubito, tale sistema, avverte quando è necessario ruotare il paziente, riconoscendo se lo spostamento è stato effettuato correttamente o  se il degente è stato erroneamente riposizionato sullo stesso fianco, oltre al rilievo degli alert su frequenze cardiaca e respiratoria.
 
La tecnologia di autoapprendimento installata nel sistema di sicurezza, permette di segnalare in anticipo, al personale infermieristico, il tentativo di uscita dal letto del degente, facilitando l’assistenza, con particolare utilità nella gestione delle demenze.
 
“Il sistema di intelligenza artificiale, – afferma Michele Brait, Direttore Generale di ASST Pavia, – è in grado di integrare e non di sostituire in questo momento, la classica attività assistenziale che viene erogata ai pazienti, consentendo una migliore presa in carico degli stessi e un’analisi di tutti i dati del paziente, per tutta la durata del ricovero. Questa innovazione tecnologica, dotata di sensori non invasivi, viene fatta come prima sperimentazione in un Ospedale italiano, al San Martino di Mede, con grande soddisfazione da parte dei clinici e di tutta la componente infermieristica, poiché hanno a loro disposizione uno strumento in più per la qualità assistenziale”.  
 
“Oggi, – prosegue Brait, – stiamo sperimentando questo progetto pilota su 9 letti. Iniziato nel mese di novembre 2019, durerà ancora qualche mese, in modo da poter: definire i termini di miglioramento, verificare quanto queste tipologie di soluzioni possano generare valore aggiunto dal punto di vista assistenziale, generare indicatori, in modo da poter valutare in seguito l’estensione a tutta l’azienda ospedaliera”.
 
“In particolare, – sottolinea Brait, – questa sensoristica è di nostro interesse, poiché in prospettiva, noi pensiamo alla medicina di prossimità e vorremmo ricreare una condizione simile anche al domicilio del paziente per poterlo curare a casa sua”.
 
“Questo, – conclude Brait, – è uno degli obiettivi a cui tendiamo arrivare con la medicina di prossimità, al domicilio del paziente, sia per una qualità assistenziale, sia anche per una gestione ottimale delle risorse”.
 
“Ogni ospedale di Regione Lombardia ha una sua vocazione specifica, – ha affermato Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, presente alla conferenza, – l’eccellenza della sanità lombarda non sono solo i grandi ospedali, non esistono ospedali di serie ‘a’ o di serie ‘b’: ogni struttura ha la sua vocazione. Il San Martino di Mede ha una sua vocazione territoriale, ma dove si sperimentano le grandi innovazioni, dove abbiamo delle tecnologie innovative che danno sicurezza e coadiuvano e non sostituiscono le attività degli infermieri. Ora sperimentiamo, poi si penserà a mettere a sistema”.
 
La tecnologia Vitalerter è già stata adottata in alcune RSA in Lombardia e Lazio, dove il management si è detto soddisfatto oltre le attese. Tale tecnologia è inoltre utilizzata anche all’estero, e nello specifico, caso delle residenze protette del Regno Unito, sono stati rilasciati dall’azienda produttrice dei dati osservazionali registrati: Nei sei mesi precedenti all’installazione del sistema, per ogni 10 ospiti delle RSA inglesi si sono verificate in media 15 cadute. Dopo l’installazione, in un periodo di pari durata, nelle strutture coinvolte, la media delle cadute si è abbassata a 5 cadute ogni 10 ospiti. Per gli interventi di girare il paziente nel letto, per prevenire le lesioni da pressione, il sistema li ha ridotti di circa 2,5 per notte per paziente, consentendo quindi una qualità del sonno migliore. Parallelamente, sono state fatte con puntualità e precisione, e in alcune strutture si è arrivati a ridurle fino al 70 %.
 
Silvia Pogliaghi

Silvia Pogliaghi

11 Gennaio 2020

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