Case di comunità. In Veneto è rottura fra Fimmg e Regione

Case di comunità. In Veneto è rottura fra Fimmg e Regione

Case di comunità. In Veneto è rottura fra Fimmg e Regione
Tutto nasce dalla dislocazione delle nuove Case di Comunità, che per Fimmg Veneto sono state individuate con gli indici di densità di popolazione e di vecchiaia, non di aiuto ai bisogni dei cittadini veneti: “In molti casi, come siano addirittura d’ostacolo allo svolgimento delle buone pratiche assistenziali”, sostiene il segretario regionale del sindacato, Maurizio Scassola. LA MAPPA

Sono 99 le Case di Comunità previste in Veneto, con il 95 per cento dei contratti con le imprese già sottoscritto (notizia di ottobre 23). Ma la mappa della loro dislocazione non convince la Fimmg, che illustra così le intenzioni della Regione Veneto:
– per la Ulss 1 Dolomiti 4 Case di Comunità, per la copertura di 49.669 abitanti e 903 Kmq.
– per la Ulss 2 Marca trevigiana 17 Case di Comunità, per la copertura di 51.641 abitanti e 146 Kmq.
– per la 3 Serenissima 12 Case di Comunità, per la copertura di 50.940 abitanti e 113 Kmq.
– per la Ulss 4 Veneto Orientale 5 Case di Comunità, per la copertura di 45.126 abitanti e 222 Kmq.
– per la Ulss 5 Polesana 5 Case di Comunità, per la copertura di 46.259 abitanti e 367 Kmq.
– per la Ulss 6 Euganea 20 Case di Comunità, per la copertura di 46.340 abitanti e 106 Kmq.
– per la Ulss 7 Pedemontana 8 Case di Comunità, per la copertura di 45.196 abitanti e 185 Kmq.
– per la Ulss 8 Berica 9 Case di Comunità, per la copertura di 54.508 abitanti e 138 Kmq
– per la Ulss 9 Scaligera 19 Case di Comunità, per la copertura di 48.633 abitanti e 163 Kmq.

“Le Case della Comunità così come sono state organizzate in Veneto – commenta il segretario regionale del sindacato, Maurizio Scassola – sono mal distribuite sul territorio e, soprattutto nelle aree a grande dispersione, non rispondono alle esigenze e ai bisogni socioassistenziali della popolazione residente. Fimmg Veneto – aggiunge Scassola – ha elaborato, in partnership con la Cgia di Mestre-Centro Studi Sintesi, una serie di mappe geolocalizzate che per ogni azienda sanitaria veneta, incrociando i siti individuati per le nuove Case di Comunità con gli indici di densità di popolazione e di vecchiaia, dimostrano come queste strutture, la loro distribuzione e i bisogni dei cittadini veneti non si incontrino e, anzi, in molti casi, siano d’ostacolo allo svolgimento delle buone pratiche assistenziali”.

Per il segretario Fimmg Veneto “dalle mappe si vede chiaramente che per raggiungere molte delle Case della Comunità ci sono tempi di percorrenza troppo lunghi, quasi sempre superiori al quarto d’ora. In particolare, proprio nelle zone più svantaggiate, a popolazione dispersa, i tempi di viaggio sono tra i 30 e i 45 minuti. Quali sono stati i criteri che hanno spinto la politica veneta a fare questa scelta? Di sicuro non ne ha discusso con le organizzazioni sindacali dato che nessun confronto è mai stato fatto sul tema con la medicina generale”.

Come riportato nella mappa, Fimmg Veneto si riferisce in particolare alle Case di Comunità che nasceranno della Ulss Azienda Ulss 1 Dolomiti; Azienda Ulss 7 Pedemontana e Azienda Ulss 5 Polesana e, cosa più grave, come riporta Scassola, “mantenendo all’oscuro delle decisioni politiche sulle nuove infrastrutture i sindacati dei medici di famiglia”.

Il segretario Fimmg Veneto apre anche un altro capitolo, sull’organizzazione che ancora oggi i sindacati stanno chiedendo e non ancora ottenuto, sul fatto che tutti i mmg rientrino nella medicina di gruppo con una segreteria all’interno. “Al netto delle medicine integrate che prevede personale di segreteria ed infermieri, che in Veneto rispondono ad un 23 per cento, c’è un altro 40 per cento – spiega i dati il segretario Fimmg Veneto – che sarebbero in medicina di gruppo ma con una assistenza di segreteria con meno di sette ore a settimana, l’equivalente di un’ora al giorno, con medici che hanno circa 1800 pazienti, talvolta anche 2000 grazie alle ricongiunzioni famigliari”.

“La nostra discussione con la Regione – spiega Scassola – nasceva su questi presupposti e cioè quello di omogenizzare in modo dignitoso il fabbisogno della popolazione per questo 40 per cento con una medicina di gruppo semplice trasformandola in obbligatoria e con assistenza di segreteria almeno il doppio delle ore attuali, con una sede di riferimento per area territoriale e con 4-5 medici aggregati, dislocati nelle zone periferiche. Questo avrebbe dato un servizio di copertura maggiore per i cittadini che si trovano nei punti più critici. Per dignitoso la Regione Veneto ci ha riaffermato sempre e solo le sette ore di assistenza di segreteria, che riteniamo incommentabile come proposta con i numeri attuali di una popolazione sempre più cronicizzata e anziana”.

Fimmg Veneto, con altri sindacati della medicina generale, si riservano quindi iniziative di protesta, mettendo al corrente i cittadini ciò che sta accadendo nel mondo della sanità.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

09 Gennaio 2024

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