Farmacie. Dipendenti non farmacisti timbrano ricette e danno consigli. Conasfa chiede l’intervento della Fofi. Mandelli: “Preoccupazione condivisa, l’Ordine di Milano ha già convocato i responsabili”

Farmacie. Dipendenti non farmacisti timbrano ricette e danno consigli. Conasfa chiede l’intervento della Fofi. Mandelli: “Preoccupazione condivisa, l’Ordine di Milano ha già convocato i responsabili”

Farmacie. Dipendenti non farmacisti timbrano ricette e danno consigli. Conasfa chiede l’intervento della Fofi. Mandelli: “Preoccupazione condivisa, l’Ordine di Milano ha già convocato i responsabili”
L'episodio di abusivismo professionale in due farmacie del milanese denunciato da Striscia la Notizia. Conasfa chiede di poter inviare segnalazioni anonime alla Fofi. Mandelli: “Compentenza non della Federazione, ma degli Ordini, che comunque non hanno potere verso i non farmacisti. Però condividiamo il disappunto e invitiamo i colleghi ad allertare gli Ordini di competenza".

Timbra ricette, dà consigli posologici, parla di principi farmaceutici e dosaggi. Però non è un farmacista. È un dipendente senza laurea e competenze per sostituirsi al farmacista. L’episodio di abusivismo professionale è stato documento da Striscia la Notizia. Il servizio è andato in onda il 6 febbraio e ha coinvolto due farmacie del milanese, mostrando poi l'amministratore unico di Asm gestione farmacie di Garbagnate Milanese, Azienda che gestisce tre farmacie comunali, che ammette che la situazione è fuori legge, che un magazziniere non può dispensare né farmaci né consigli e s'impegna davanti alle telecamere a controllare che non si verifichino situazioni simili. "Il servizio farebbe quindi pensare che gli illeciti si siano verificati in due farmacie ASM. Se così fosse riteniamo che la FOFI dovrebbe richiedere le dimissioni dell’amministratore ASM e del Sindaco del Comune, che in quanto Titolare delle farmacie deve tutelare il diritto alla salute del Cittadino”, chiede il Conasfa in una nota.

La federazione dei farmacisti non titolari chiede inoltra alla Fofi di rendersi “disponibile a raccogliere le segnalazioni anonime dei farmacisti richiedendo poi i controlli delle autorità competenti”. Questo per evitare che chi denuncia possa essere poi vittima di ritorsioni. “In passato, di fronte a casi analoghi, si è affermato che il Farmacista deve denunciare l’illecito. Questo però non è realistico, un dipendente che fa una denuncia mette a rischio il suo posto di lavoro e la possibilità di trovare uno nel futuro”, spiega il Consfa.

Immediata la risposta del presidente della Fofi e presidente dell’Ordine dei farmacisti di Milano, senatore Andrea Mandelli, alla richiesta del Conasfa. Ma “per non generare confusione in materie importanti come questa – precisa anzitutto Mandelli -, è giusto precisare che la competenza su eventuali procedimenti disciplinari è dell’Ordine provinciale cui è iscritto il professionista e non della Federazione, che ha altri compiti. Detto questo, come presidente dell’Ordine di Milano ho già provveduto a convocare i responsabili delle farmacie in cui si presume si siano svolti i fatti illustrati dal servizio televisivo. Contestualmente abbiamo avvertito le autorità di vigilanza preposte”.

Mandelli ricorda poi che “gli Ordini non hanno potere di indagine né possono agire verso persone diverse dai professionisti iscritti all’Albo”. Ma “non posso che condividere il disappunto e le preoccupazioni dei colleghi di fronte a questi episodi: la Federazione ha costantemente richiamato la necessità di non concedere mai spazio a nessuna forma di abuso della professione”. Il presidente della Fofi invita dunque “tutti i colleghi ad allertare il presidente del loro Ordine di fronte a qualsiasi forma di abuso professionale: siamo sempre a loro disposizione”.

10 Febbraio 2016

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