Sciopero dei veterinari. Anche la Cimo aderisce allo stato di agitazione

Sciopero dei veterinari. Anche la Cimo aderisce allo stato di agitazione

Sciopero dei veterinari. Anche la Cimo aderisce allo stato di agitazione
La protesta contro la modifica inserita nel nuovo Piano socio sanitario regionale che prevede l’articolazione dell’orario di lavoro nelle 24 ore per 7 giorni su sette, compresi festivi e notturni. Per la Cimo così si sgraverebbero le aziende private del settore agroalimentare dei costi per i controlli tramite incarichi ai libero professionisti. Ma tali oneri verrebbero “scaricati sui veterinari dipendenti, in progressiva riduzione degli organici e con carichi di lavoro insostenibili”.

Cimo Veneto aderisce allo stato di agitazione dei Veterinari pubblici del Veneto in seguito alla decisione unilaterale della Regione di introdurre una modifica inserita nel nuovo PSSR che prevede l’articolazione dell’orario di lavoro nelle 24 ore per 7 giorni su sette, compresi festivi e notturni. Per la Cimo Veneto, infatti, la norma sarebbe “in evidente violazione dell’art. 14 del CCNL della Dirigenza medica e veterinaria del 3 novembre 2005 che prevede l’articolazione dell’orario di lavoro nelle 12 ore diurne”.

“Le attività di controllo notturne e festive richieste in orario di servizio – spiega il sindacato -, sarebbero nell’interesse di aziende private del settore agroalimentare, sgravando le stesse dei costi dell’operazione e scaricandoli sui veterinari dipendenti, in progressiva riduzione degli organici e con carichi di lavoro insostenibili”. In relazione a questo la Cimo Veneto ricorda che “esistono già istituti contrattuali come la LPI o le convenzioni, che possono essere applicati senza ricorrere a modifiche illegittime della disciplina nazionale di legge”.

L’alternativa sarebbe quella di affidare incarichi a Libero professionisti, che però costerebbero di più dei dipendenti. “Così, facendo aggio sui Veterinari del SSR – evidenzia la Cimo Veneto -, si farebbero di fatto dei tagli lineari senza preoccuparsi delle conseguenze sulle condizioni di lavoro del settore pubblico veterinario, con seri rischi sull’efficacia dei controlli”.

Per il sindacato l’articolo inserito nel PSSR che modifica il CCNL dei Veterinari, lascia più di una perplessità in quanto “intervenendo in materia di legislazione statale configura profili di incostituzionalità; pertanto la scelta di inserirlo unilateralmente nel PSSR, appare illogica ed inaccettabile”.

L’approvazione definitiva del PSSR, licenziato dalla V Commissione Sanità lo scorso 26 ottobre, sarà all’esame del Consiglio Regionale. L’auspicio della Cimo Veneto è che “in quella sede il testo possa essere modificato”.

11 Dicembre 2018

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