Sepsi. In Umbria 3.003 ricoveri nel 2017, mortalità al 31%

Sepsi. In Umbria 3.003 ricoveri nel 2017, mortalità al 31%

Sepsi. In Umbria 3.003 ricoveri nel 2017, mortalità al 31%
I dati divulgati dall’assessore Luca Barberini in occasione della Gionrata mondiale per la lotta alla Sepsi che si celebra oggi. “L’Umbria in prima linea contro sindrome complessa e difficile”, ha assicurato l’assessore spiegando la necessità di far fronte a una situazione di progressivo incremento dei ricoveri per sepsi: 2.040 casi nel 2014, 2.338 nel 2015, 2.473 nel 2016 e 3.003 nel 2017.

“L’Umbria è in prima linea nella lotta alla sepsi, sindrome complessa e di difficile gestione, con azioni concrete promosse dal ‘Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente’ e attività di sensibilizzazione dei cittadini e del personale sanitario per il riconoscimento e il trattamento tempestivi della stessa”. Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, che interviene con una nota in occasione della “Giornata mondiale della sepsi”, in programma il 13 settembre e istituita per informare le persone su questa patologia, che nel mondo affligge milioni di persone e nel 2017 in Umbria ha fatto registrare 3.003 ricoveri, con una mortalità del 31 per cento.

“La sepsi – spiega Barberini – è generata da un’infezione che può dare origine a una reazione anomala, capace di danneggiare gli organi rendendoli non più funzionanti. Rappresenta una condizione clinica frequente, di difficile diagnosi e la prima causa di morte per infezione se non riconosciuta e non trattata tempestivamente. Secondo gli esperti, uccide dieci volte più dell’infarto, quattro volte di più del tumore del colon, cinque volte di più dell’ictus ed è causa o fattore contribuente nella metà dei decessi in ospedale. In Umbria si è verificato un progressivo incremento dei ricoveri per sepsi: 2.040 casi nel 2014, 2.338 nel 2015, 2.473 nel 2016 e 3.003 nel 2017 con una mortalità fra il 31 e il 33 per cento”.

“Con l’obiettivo di riconoscere e trattare tempestivamente questa malattia e ridurne la mortalità – conclude l’assessore – la Regione Umbria, grazie al ‘Centro per la Gestione del Rischio Sanitario e la Sicurezza del Paziente’ ha definito linee guida regionali, per gli operatori sanitari, per la gestione della sepsi e dello shock settico, al fine di garantire interventi diagnostico-terapeutici omogenei, sia a livello ospedaliero sia extra ospedaliero”.

13 Settembre 2018

© Riproduzione riservata

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...

Emilia-Romagna. Farmacie al centro del modello di sanità territoriale, firmato il nuovo accordo tra Regione, Federfarma e Assofarm
Emilia-Romagna. Farmacie al centro del modello di sanità territoriale, firmato il nuovo accordo tra Regione, Federfarma e Assofarm

Rafforzare la rete della sanità territoriale, rendere più semplice l’accesso ai servizi per le cittadine e i cittadini e valorizzare il ruolo delle farmacie convenzionate come vero e proprio presidio...