Trivulzio. Pregliasco: “Indagine penale doverosa, ma mortalità ad aprile +61% contro il +135% registrato mediamente a Milano”

Trivulzio. Pregliasco: “Indagine penale doverosa, ma mortalità ad aprile +61% contro il +135% registrato mediamente a Milano”

Trivulzio. Pregliasco: “Indagine penale doverosa, ma mortalità ad aprile +61% contro il +135% registrato mediamente a Milano”
I dati presentati dal virologo, che proprio a seguito della bufera che ha investito l'Istituto, è stato nominato supervisore della struttura. Pregliasco ha parlato di una struttura “competente” e che ha messo in atto “un adeguamento alle disposizione regionali e nazionali”.  Per il virologo, quindi, “ciò che è successo è inquadrabile in una triste situazione complessiva che ha visto le strutture per anziani in prima linea”. Per Pregliasco è quindi ora “fondamentale rimarcare la qualità del servizio di questo ente, che credo potrà avere un ruolo nell'assistenza delle persone più fragili anche nel futuro”.

È “doverosa” l'indagine penale aperta sul Pio Albergo Trivulzio di Milano, ma il tasso di incremento della mortalità a marzo ed aprile al Pat è stato inferiore a quello della città di Milano: “A marzo è stato del 75% nella Milano Città e del 29% al Trivulzio, ad aprile a Milano Città si è arrivati addirittura al 135% di incremento contro il 61% del Trivulzio il 61%”. A renderlo noto è stato, nel corso di una videoconferenza, il virologo Fabrizio Pregliasco, nominato supervisore della struttura dopo lo scandalo sul boom di decessi, che con l'avvocato Vinicio Nardo, legale dell'ente, ha fatto il punto sui primi elementi emersi nel corso delle verifiche in atto.

Pregliasco, che ha parlato di una struttura “competente” e di personale che “aveva ben chiaro ciò che si doveva fare”, ha poi evidenziato come "dal 22 febbraio è stato comunque osservato ogni caso sospetto, pur senza esecuzione dei test, legata alla difficoltà, in tutta Italia, di disporre di questi esami”. Ma tutti i casi sospetti “sono stati seguiti”. L'azione dell'ente ha poi “visto la messa a disposizione dei Dpi pur nella difficoltà, anche in questo caso a livello nazionale, di approvvigionamento”. Tutto questo mentre, “per quanto ho potuto osservare e vedere descritto”, c’era “un adeguamento alle disposizione regionali e nazionali”.

Attualmente, nella struttura, gli ospiti positivi sarebbero il 34% su circa 900, “molti in ottime condizioni, assolutamente asintomatici o con sintomatologia lieve. E tutti sono seguiti con le adeguate terapie”. Sono invece ancora in corso le indagini sierologiche sugli operatori e al momento risulta positivo “l’11%, valore assolutamente in linea con quello di altre strutture sanitari che stanno eseguendo lo stesso screening sugli operatori”, ha evidenziato Pregliasco.

Il virologo ha quindi riferito che “il Pat ha solo svolto un compito di smistamento di pazienti in un momento acuto, e sulla base di questa disposizione della Regione dell’8 marzo del 2020 è stato individuato uno spazio con personale dedicato solo per 17 pazienti provenienti dall’ospedale di Sesto san Giovanni, con patologie di tipo internistico, seguite in una struttura dedicata e con personale dedicato”.

Per Pregliasco, dunque, “ciò che è successo è inquadrabile in una triste situazione complessiva che ha visto le strutture per anziani in prima linea. Si sono ritrovati tutti in una linea di fuoco, ma credo che sia stato fatto il possibile e si sia garantita ai pazienti, per quanto possibile, la possibilità di vita e l'assistenza”.

Per Pregliasco è quindi "fondamentale rimarcare la fiducia che bisogna avere in queste strutture, il cui servizio sarà sempre più necessario e utile in una prospettiva di allungamento della vita e di fragilità. Ora stiamo facendo quanto possibile per ridare fiducia, anzitutto ai professionisti, che ho visto davvero in sofferenza rispetto a questa situazione, che ha appesantito il grande carico di lavoro che già sostengono. Occorre quindi rimarcare l’importanza della qualità del servizio di un ente che ha una storia ultracentenaria e che credo potrà avere un ruolo nell'assistenza delle persone più fragili anche nel futuro”.

Parole condivise da Nardo, che ha parlato di una "ondata mediatica" ed evidenziato come sarebbe stata opportuna "grande cautela" nella pubblicazione di notizie e di dati. Il legale ha quindi espresso conforto per "l'estrema riservatezza che notiamo nell'autorità giudiziaria che sta indagando" ma, ha ribadito, "abbiamo il compito di gestire l'ondata mediatica che si è abbattuta come uno tsunami prima sul Pat e poi sulle altre strutture del Pat”.

06 Maggio 2020

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