Trovato senza battito a 2.000 metri. Soccorso lombardo riporta alla vita ragazzo di 18 anni

Trovato senza battito a 2.000 metri. Soccorso lombardo riporta alla vita ragazzo di 18 anni

Trovato senza battito a 2.000 metri. Soccorso lombardo riporta alla vita ragazzo di 18 anni

Elisoccorso, ACLS in ambiente estremo e attivazione precoce del percorso ECMO salvano la vita a un ragazzo che, partito da Menaggio per la Marathon Trail Lago di Como, non aveva raggiunto il traguardo facendo scattare l’allarme. Individuato ore dopo in ipotermia a circa 2.000 metri di quota.

Quella di Jiri Marzi è una storia che avrebbe potuto avere un epilogo drammatico, ma che invece si è trasformata in una spedizione di soccorso straordinaria che gli ha salvato la vita. Una storia fatta di attenzione, di tempestività, di competenza, ma soprattutto di lavoro di squadra. Ed è la storia che è stata raccontata in conferenza stampa a Palazzo Lombardia dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, affiancato dall’equipe sanitaria in servizio quel giorno presso l’elisoccorso di AREU di Sondrio, composta da Gabriele Aletti, anestesista rianimatore e Raffaella Gianoli, coordinatrice infermieristica del 118 di Sondrio. Presente anche il professor Fernando Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Area Critica Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In sala anche Massimo Lombardo, direttore generale dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza della Lombardia – AREU, e Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. 

Sabato 27 settembre, durante la Marathon Trail Lago di Como, con partenza da Menaggio, un giovane atleta diciottenne di Griante si presenta regolarmente al via alle 8.30 del mattino. Doveva essere una giornata di sport, di fatica, di passione per la montagna. Nelle ore successive, però, qualcosa cambia. Il meteo peggiora, alcune parti del percorso vengono cancellate per motivi di sicurezza. Na dopo l’ultimo avvistamento alle 12.30, del ragazzo, che non è mai arrivato al checkpoint previsto per il pomeriggio, non si sapeva più nulla. Un’assenza che non viene ignorata. Gli organizzatori danno immediatamente l’allarme.

Da quel momento si attiva una macchina dei soccorsi imponente e perfettamente coordinata:

–              Alle 14.43 le squadre del soccorso alpino (Cnsas) dedicato alla gara iniziano le ricerche

–              Alle 14.49 la squadra Cnsas presente in posto per assistenza alla gara coinvolge altri tecnici, la visibilità è sotto i 1900 metri

–              Alle 15.15 decolla l’elisoccorso di Como

–              Alle 15.16 le squadre Cnsas riferiscono meteo in peggioramento sul posto

–              Alle 15.28 VVF Como comunicano invio l’elicottero Drago dotato di sistema IMSI Catcher da Malpensa e spostano più a nord l’avvistamento del paziente

–              Alle 16.25 si aggiungono distaccamenti CNSAS di Dongo

–              Alle 16.39 EliComo viene dirottato su un altro intervento

–              Alle 16.49 il padre riferisce che attorno alle 14 il telefono suonava

–              ALLE 17.26 LA Creli attiva Eli Sondrio

–              Alle 17.35 parte Eli SO

–              Alle 18.10 il paziente è individuato A VISTA da Drago viene individuato sulla cresta tra il monte Bregagno e il Sasso Bellarona a circa 2.000 metri di quota.  Drago sbarca in hovering loro personale (squadre Speleo Alpino Fluviali di Como) comunicano coordinate

–              Alle 18.15 EliSo sbarca in hovering Medico, Infermiere e TE

–              Alle 18.19 Dottor Aletti inizia manovra ACLS rianimazione avanzata e scarica, asistolia. Applicazione Lucas

–              Alle 18.33, il personale sanitario rileva e comunica al personale di condotta tramite radio di temperatura corporea di 21°, paziente arresto e avvio percorso Ecmo  

–              Alle 18.40 decollo verso il Papa Giovanni

–              19.01 arrivo all’ospedale di Bergamo 

–              Ore 19.20 incanulato e inizio percorso Ecmo

All’arrivo in ospedale, riferisce la nota dell’Areu Lombardia, “il quadro clinico è gravissimo”. L’équipe decide per un intervento straordinario: l’applicazione dell’ECMO, la circolazione extracorporea che sostituisce temporaneamente cuore e polmoni, permettendo all’organismo di riprendersi da una condizione che altrimenti avrebbe avuto esiti fatali.

“E’ un sistema che ha funzionato davvero in modo mirabile – ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – che dimostra come si possa fare davvero qualcosa di eccezionale. Questa storia rappresenta tutto quello che non solo il sistema del welfare ma più in generale il sistema istituzionale, della gestione dell’emergenza e dell’urgenza e della Protezione civile possono arrivare a produrre quando, come sempre accade, si gioca di squadra e i giocatori possono essere considerati dei ‘top player’”.

“Confermo in pieno le parole dell’assessore – ha commentato Gabriele Aletti che ha soccorso il giovane nei primi momenti – perché un’operazione del genere non necessità solo delle competenze dei singoli, ma anche e soprattutto che queste vengano espressa in maniera armonica proprio come in un’orchestra dove ognuno ha il proprio fondamentale compito e segue una regia. Questo ha permesso di salvare la vita a un paziente che è stato trovato in condizioni gravissime”. “Al di là degli aspetti prettamente sanitari – ha sottolineato Luca Lorini – mi piace evidenziare la grande passione con cui tutti gli operatori chiamati in causa svolgono il loro lavoro. Una passione supportata da un livello di competenze davvero molto elevato”.

“Tra gli elementi di successo di questo intervento – ha spiegato Raffaella Gianoli – ci dono stati la Comunicazione efficace tra le diverse equipe coinvolte, la Sala Operativa Regionale di Emergenza Urgenza dei Laghi, la Creli, e l’elevato profilo dei professionisti intervenuti che frutto di una formazione continua e mirata”.

03 Dicembre 2025

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