Vaccini. Sotto verifica dell’Omceo di Vicenza 4 pediatri che “vaccinano poco”. Ma l’Ordine precisa: “Nessun intento punitivo”. Indagini anche su altri medici segnalati dalla Ulss

Vaccini. Sotto verifica dell’Omceo di Vicenza 4 pediatri che “vaccinano poco”. Ma l’Ordine precisa: “Nessun intento punitivo”. Indagini anche su altri medici segnalati dalla Ulss

Vaccini. Sotto verifica dell’Omceo di Vicenza 4 pediatri che “vaccinano poco”. Ma l’Ordine precisa: “Nessun intento punitivo”. Indagini anche su altri medici segnalati dalla Ulss
Sotto osservazione 4 pediatri i cui pazienti hanno tassi vaccinali più bassi della media. E dalla Ulss sono arrivate anche segnalazioni di certificati di esonero alla vaccinazione firmati sempre dagli stessi dottori, non solo pediatri, e il sospetto che in questo caso si tratti di medici no-vax prende forma. “Ma non accuseremo nessuno senza solide prove”, dice il presidente Omceo Vicenza Michele Valente, che precisa: “La nostra missione non è punire i medici, bensì aiutarli a superare i loro dubbi e le resistenze dei loro pazienti. Ma siamo anche pronti a provvedimenti disciplinari, se sarà necessario”.

Medici di Vicenza e provincia sotto la lente dell’Ordine professionale per garantire che tutti facciamo il massimo sforzo possibile in tema di coperture vaccinali. Un compito che vede impegnata l’Omceo vicentina già da prima che venisse introdotta la legge sulle vaccinazioni obbligatorie per l’accesso a scuola. “Circa 15 mesi fa – spiega infatti al nostro giornale Michele Valente, presidente dell’Ordine dei medici di Vicenza – abbiamo convocato 4 pediatri di libera scelta, due di Vicenza e due di Bassano, perché tra i loro pazienti c’era una tasso di vaccinazione molto più basso di quello registrato dai pediatri di base della stessa area”.
 
Il sospetto era che quei pediatri non raccomandassero i vaccini alle famiglie o, peggio ancora, che li sconsigliassero. In realtà, spiega Valente, “i pediatri hanno riferito di lavorare in un ambiente molto ostile e di avere, tra i loro pazienti, molte famiglie no vax”. I pediatri avevano anche riferito all’Ordine di avere preso in carico molte famiglie che avevano ricusato il proprio pediatra proprio per l’insistenza di quest’ultimo in merito all’a necessità di vaccinare i figli. “Sentite le ragioni di questi pediatri – spiega Valente – abbiamo promosso tutte le azioni necessarie ad aiutarli a superare i loro dubbi e abbiamo cercato di fornire loro gli strumenti necessari a far comprendere l’importanza delle vaccinazioni ai pazienti scettici”.

A distanza di un anno l’Ordine si prepara a una nuova verifica sui 4 pediatri. “In generale, con l’introduzione del decreto Lorenzin si è registrato ovunque un innalzamento delle coperture vaccinali, ma è necessario monitorare caso per caso e verificare sei ci siano scostamenti tra i pazienti di alcuni medici in particolare”. Tutto questo sarà fatto in collaborazione con le Ulss, che segnaleranno eventuali anomalie, nel pieno rispetto della privacy del cittadini “che potranno anche rimanere anomini”. Solo una volta effettuate tutte le verifiche del caso, l’Ordine richiamerà i medici non in grado di garantire una copertura vaccinale adeguata tra i propri pazienti.

Nessuna operazione punitiva, però. Anche perché “in molti casi non abbiamo gli strumenti per affermare con certezza assoluta che un medico abbia sconsigliato la vaccinazione”. Obiettivo dell’Ordine sarà, piuttosto, comprendere le ragioni della bassa copertura vaccinale dei pazienti di un medico e mettere in moto tutte le azioni necessarie a sciogliere eventuali dubbi dei medici sulle vaccinazioni e a fornirgli gli strumenti per affrontare la resistenza delle famiglie.
 
“Tante volte – evidenzia tra l'altro Valente – un medico non riesce ad usare le fermezza necessaria a far comprendere alle famiglie più resistenti l'importanza della vaccinazione o non ha il tempo di instaurare il dialogo necessario. Sappiamo, infatti, che anche il dialogo è un tempo di cura, ma sappiamo anche quanto sia poco il tempo a disposizione del medico per comunicare con i propri pazienti”.
 
Provvedimenti disciplinari? “Solo nei casi più gravi, là dove dovesse manifestarsi con tutta evidenzia l’atteggiamento no-vax del medico”.

Ma l’operazione pro-vax dell’Ordine di Vicenza non si ferma qui. Nel mirino ci sono anche alcuni medici segnalati dalle Ulss perché firmatari di una buona parte dei certificati di esonero alla vaccinazione presentati dai cittadini. “Sicuramente ci sono bambini in cui la vaccinazione è controindicata, ma quando ci si accorge che i certificati di esonero sono tutti firmati dagli stessi medici, non solamente pediatri, allora c’è il fondato sospetto che si tratti di certificati falsi, rilasciati non sulla base di ragioni cliniche”. Anche in questo caso, ribadisce il presidente dell’Ordine, “confronteremo diversi dati”. Un lavoro lungo e meticoloso che, anche in questo caso, sarà fatto in collaborazione con le Ulss. “Nessuno verrà sanzionato in assenza di prove inconfutabili”.
 
Lucia Conti

Lucia Conti

26 Giugno 2018

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