Aggiungere sale a tavola aumenta il rischio di morte prematura

Aggiungere sale a tavola aumenta il rischio di morte prematura

Aggiungere sale a tavola aumenta il rischio di morte prematura
Il sale aggiunto alle pietanze in tavola espone a un rischio di morte prematura. Uno studio condotto su un campione di oltre 500mila persone ha quantificato l’aumento del rischio di morte prematura nel 28%.

Le persone che hanno l’abitudine di aggiungere sale al loro cibo, a tavola, presentano un aumentato rischio di morte prematura per qualsiasi causa.
A evidenziare questo fenomeno è stato uno studio condotto su più di 500mila persone da un team guidato da Lu Qi, della Tulane University di New Orleans (USA). I risultati della ricerca sono stati pubblicati dall’European Heart Journal.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato dati relativi a 501.379 persone che hanno partecipato allo studio UK Biobank, nel quale, alle persone coinvolte, è stato chiesto se avevano l’abitudine di aggiungere sale a tavola, indipendentemente da quello impiegato durante la cottura.

Il team di ricerca ha quindi aggiustato i dati in base a diversi fattori come il fumo, l’indice di massa corporea, l’assunzione di alcool, l’attività fisica e la dieta. I partecipanti sono stati seguiti per una media di nove anni e la morte veniva definita prematura se arrivava prima dei 75 anni. Dai risultati è emerso, in particolare, che rispetto a coloro che non aggiungono sale o lo fanno raramente, coloro che lo aggiungono sempre presentano un aumento del 28% del rischio di morte prematura.

Se si considera, inoltre, che nella popolazione generale, circa tre persone ogni 100 muoiono in modo prematuro tra 40 e 69 anni, aggiungere sale alle pietanze determinerebbe un aumento di una persona ogni cento a questa valutazione. Le persone che aggiungono sempre sale, rispetto a quelli che non lo fanno mai o che lo fanno raramente, hanno, dunque, una ridotta aspettativa di vita che, all’età di 50 anni, è di 1,5 anni più bassa per le donne e di 2,28 anni inferiore per gli uomini.

Fonte: European Heart Journal 2022

12 Luglio 2022

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