Caso Avastin/Lucentis. Giovedì attesa l’udienza del Consiglio di Stato sulla multa dell’Antitrust. Ma resta aperto dibattito su sicurezza

Caso Avastin/Lucentis. Giovedì attesa l’udienza del Consiglio di Stato sulla multa dell’Antitrust. Ma resta aperto dibattito su sicurezza

Caso Avastin/Lucentis. Giovedì attesa l’udienza del Consiglio di Stato sulla multa dell’Antitrust. Ma resta aperto dibattito su sicurezza
Roche e Novartis sono accusate di avere messo in atto un cartello per favorire il farmaco per uso oftalmico Lucentis a discapito di quello oncologico (e molto meno costoso) Avastin. L'Avastin manipolato, infatti, produrrebbe gli stessi benefici del Lucentis sui pazienti con maculopatia senile. Ma la manipolazione è sicura? I dubbi non sono mai stati definitivamente chiariti e il dibattito si è riacceso dopo che 5 pazienti del Careggi hanno rischiato di perdere la vista a causa di un errore umano nella manipolazione dell’Avastin.

Siamo alla vigilia di un nuovo round nel caso “Avastin/Lucentis”. Il 3 dicembre, infatti, toccherà al Consiglio di Stato pronunciarsi sulla maxi-multa di oltre 180 milioni di euro comminata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato contro le aziende farmaceutiche Roche e Novartis. L'accusa è di aver messo in atto un 'cartello' per favorire, nell'ambito del trattamento della maculopatia senile, le vendite del farmaco oftalmico Lucentis a discapito del farmaco oncologico Avastin che, se manipolato con cura, produrrebbe gli stessi benefici del Lucentis.
 
L'udienza del Consiglio di Stato arriva in appello alla pronuncia del Tribunale amministrativo del Lazio che nel novembre 2014 ha respinto il ricorso presentato dalle due industrie contro la multa dell'Antitrust. Roche e Novartis, infatti, hanno sempre smentito l'esistenza di una intesa anticoncorrenziale e precisato che Avastin (bevacizumab) e Lucentis (ranibizumab) sono farmaci diversi – per composizione, struttura e modalità di somministrazione – e sviluppati per scopi terapeutici differenti: il primo oncologico, appunto, il secondo oftalmico.

In effetti, l’uso di Avastin in ambito oftalmico presuppone la manipolazione e il frazionamento. Pratica usata in alcuni ospedali italiani, ma non immune da errori umani. Non a caso il Consiglio Superiore di Sanità prima e il provvedimento di Aifa poi hanno stabilito che la preparazione galenica magistrale a base di Bevacizumab possa essere eseguita solo in centri di alta specializzazione.

D’altra parte, in tempo di crisi e insostenibilità economica del Ssn, la differenza di costo tra l’Avastin manipolato (circa 80 euro a iniezione) e il Lucentis (circa 900 euro a iniezione) può rappresentare un valido motivo per discutere dell’opportunità di diffondere l’utilizzo offlabel dell’Avastin. Non, però, senza tener conto dei profili di sicurezza. La pronuncia del Consiglio di Stato è vicina, ma il dibattito è ancora aperto. Ed è tornato a occupare le pagine di tutti i giornali nazionali dopo che lo scorso ottobre cinque pazienti del Careggi hanno rischiato di perdere la vista per una infezione agli occhi contratta a causa di una contaminazione accidentale e puntiforme del farmaco Avastin che sarebbe avvenuta dutante la fase di “sporzionamento”. Un evento definito "raro" rispetto al volume di somministrazioni realizzate annualmente dalla struttura (“circa 5.000 iniezioni di cui circa 2.000 allestite dalla Farmacia per il farmaco interessato”), ha spiegato il Careggi precisando che “il problema è legato alle procedure di preparazione di Avastin, non al farmaco in sé”.

30 Novembre 2015

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...