Consumo dei farmaci tra le donne migranti in gravidanza. Le differenze con le donne italiane

Consumo dei farmaci tra le donne migranti in gravidanza. Le differenze con le donne italiane

Consumo dei farmaci tra le donne migranti in gravidanza. Le differenze con le donne italiane
L’analisi mostra che le prescrizioni sono meno frequenti tra le immigrate rispetto alle donne di cittadinanza italiana, sia prima (51,0% vs 58,6%) che dopo la gravidanza (55,1% vs 60, 3%). Al contrario, durante la gravidanza, le straniere ricevono un numero leggermente superiore di prescrizioni (74,9% rispetto al 72,8%). LO STUDIO

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha promosso la costituzione di una rete, denominata MoM-Net (Monitoring Medication Use During Pregnancy Network), finalizzata a monitorare il consumo di farmaci durante la gravidanza.

MoM-Net è composta da otto Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Sardegna) e da una serie di esperti provenienti da istituzioni pubbliche e accademiche italiane.

Tra quest’ultime alcuni ricercatori l’Istituto Superiore di Sanità – Centro Nazionale Ricerca e la Valutazione preclinica e clinica dei Farmaci e Centro nazionale per la Prevenzione delle malattie e la promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità. La rete analizza retrospettivamente, attraverso procedure di record-linkage, dati provenienti dai sistemi informativi regionali.

I risultati dell’analisi eseguita dalla rete MoM-Net sono stati pubblicati ad aprile 2022 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health nell’articolo “Drug Prescriptions among Italian and Immigrant Pregnant Women Resident in Italy: A Cross-Sectional Population-Based Study”.

L’articolo analizza le prescrizioni dei farmaci in gravidanza e nei tre mesi che la precedono e la seguono in una coorte di donne provenienti da Paesi ad alta pressione migratoria e residenti in Italia (High Migratory Pressure Countries, HMPC) che hanno partorito negli anni 2016-2018 paragonate a donne italiane.

Il principale punto di forza dello studio è l’ampia popolazione presa in esame nelle 8 Regioni partecipanti che include il 58,5% delle nascite avvenute in Italia durante il periodo dello studio.

L’analisi mostra che le prescrizioni sono meno frequenti tra le immigrate rispetto alle donne di cittadinanza italiana, sia prima (51,0% vs 58,6%) che dopo la gravidanza (55,1% vs 60, 3%). Al contrario, durante la gravidanza, le straniere ricevono un numero leggermente superiore di prescrizioni (74,9% rispetto al 72,8%).

In una minoranza di entrambe le popolazioni sono state individuate prescrizioni potenzialmente inappropriate e suscettibili di miglioramento. Le prescrizioni rilevate tra le donne HMCP descrivono profili di salute e possibilità di accesso alle cure durante la gravidanza diversi rispetto alle donne italiane.

La caratterizzazione del profilo prescrittivo delle gestanti straniere è importante per migliorare la loro assistenza durante il percorso nascita con l’obiettivo di ridurre le differenze rilevate negli esiti materni e perinatali in funzione del Paese di origine o della cittadinanza delle donne. È altresì utile per sostenere e indirizzare le politiche per l’erogazione dei servizi sociali e sanitari in Italia dove il fenomeno migratorio rappresenta un elemento strutturale della società, con oltre 5 milioni di cittadini stranieri residenti.

Fonte: Epicentro

22 Aprile 2022

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