Covid. Casi gravi anche tra i vaccinati a causa di un “difetto” di interferone. Novelli (Tor Vergata): “Non è evento avverso dei vaccini”

Covid. Casi gravi anche tra i vaccinati a causa di un “difetto” di interferone. Novelli (Tor Vergata): “Non è evento avverso dei vaccini”

Covid. Casi gravi anche tra i vaccinati a causa di un “difetto” di interferone. Novelli (Tor Vergata): “Non è evento avverso dei vaccini”
Da uno studio pubblicato su Science Immunology è emerso che 42 pazienti su 48 avevano effettivamente sviluppato anticorpi contro il Covid per merito della vaccinazione, ma 10 di loro avevano anche auto-anticorpi contro l’interferone che hanno quindi indebolito la risposta immunitaria permettendo alla malattia di evolversi in una forma grave. Novelli: "Nel 20% dei pazienti con polmonite Covid pericolosa esiste un difetto di interferone. Non è un evento avverso dei vaccini  Utile individuare queste persone per trattarle con protocolli di medicina personalizzata".

Come mai alcune persone, nonostante la vaccinazione, sviluppano forme gravi di Covid? A indebolire la risposta immunitaria contro il virus sarebbero gli auto-anticorpi, ovvero alcuni anticorpi “impazziti” prodotti dal nostro organismo. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Science Immunology r

ealizzato con il contributo di diversi centri specializzati tra cui l’Asst Spedali Civili di Brescia, l’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, l’Irccs Ospedale Bambino Gesù di Roma e l’Università di Roma Tor Vergata. Tra gli autori c’è anche Giuseppe Novelli, responsabile della Genetica medica al Policlinico Tor Vergata di Roma che sottolinea come per la prima volta si stia cercando di spiegare perché alcuni vaccinati finiscano in terapia intensiva.

Allo studio hanno preso parte 48 pazienti tra i 20 e gli 86 anni, vaccinati con due dosi, che in un periodo compreso tra due settimane e quattro mesi dopo aver contratto l’infezione hanno visto trasformarsi la malattia in una grave polmonite. Dalle osservazioni è emerso che 42 pazienti su 48 avevano effettivamente sviluppato anticorpi contro il Covid per merito della vaccinazione, ma 10 di loro avevano anche auto-anticorpi contro l’interferone che hanno quindi indebolito la risposta immunitaria permettendo alla malattia di evolversi in una forma grave.

Professor Novelli, cosa implica questa nuova scoperta?
In ogni pandemia sono tre i fattori un gioco: patogeno , ospite e ambiente. Noi abbiamo studiato e scoperto le caratteristiche individuali dell’ospite che ci rende più suscettibili ad ammalarci della forma grave di Covid. I fattori più importanti sono gli interferoni che ci difendono contro agenti patogeni invasori, come i virus. Di conseguenza, la loro carenza ha effetti devastanti sulle infezioni virali. 

Quante persone potrebbero andare incontro a questo genere di problemi?
Nelle forme gravi di Covid, abbiamo scoperto rare mutazioni in geni degli interferoni nel 5% dei pazienti che interrompono la produzione o l’utilizzo degli interferoni di tipo I e III. Inoltre abbiamo trovato evidenza dell’esistenza nel 15% dei pazienti gravi di autoanticorpi preesistenti che neutralizzano gli interferoni di tipo I. Quindi possiamo affermare che nel 20% dei pazienti con polmonite Covid pericolosa esiste un difetto di interferone. Una percentuale così elevata non ha precedenti per le malattie infettive comuni. 

I vaccini contro il Covid sono parte in causa rispetto a queste problematiche?
Assolutamente no. È ovvio che questi soggetti sono a maggior rischio anche se vaccinati. Questo significa che l’immunità acquisita con i vaccini non è sufficiente dal momento che è deficitaria quella innata. Le due immunità devono cooperare per eliminare il virus. Ma questo difetto non è in alcun modo inquadrabile come un evento avverso dei vaccini contro il Covid! Su questo dobbiamo essere chiari. Piuttosto ciò che traspare dalla ricerca riguarda l’importanza di identificare questi soggetti particolarmente a rischio in modo da poterli trattare con protocolli di medicina personalizzata.

Giovanni Rodriquez

24 Giugno 2022

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