Dispositivi medici. “Nessun boom di acquisti. È solo aumentato il numero delle Asl che hanno inviato propri dati”. Intervista al presidente e ad di Medtronic Luciano Frattini

Dispositivi medici. “Nessun boom di acquisti. È solo aumentato il numero delle Asl che hanno inviato propri dati”. Intervista al presidente e ad di Medtronic Luciano Frattini

Dispositivi medici. “Nessun boom di acquisti. È solo aumentato il numero delle Asl che hanno inviato propri dati”. Intervista al presidente e ad di Medtronic Luciano Frattini
Non si placano le polemiche dopo mi dati contenuti nel rapporto del ministero della Salute. Il manager dell'azienda leader nel settore dei dispositivi medici commenta i risultati del rapporto e spiega il perché di quel segno "più" sui fatturati. E sulle differenze tra Regioni spiega: "Alcune Regioni si stanno sforzando per fornire dati sempre più accurati rispetto a quelli trasmessi in fase iniziale".

Secondo il Rapporto sulla spesa per dispositivi medici relativa al primo semestre 2014 si registra un aumento del 34% degli acquisti delle strutture sanitarie pubbliche rispetto alle stesso periodo dell’anno precedente. Boom di vendite? Aumenti dei prezzi? Come si spiega una variazione così significativa. L'abbiamo chiesto a Luciano Frattini, Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, azienda leader nel settore dei dispositivi medici, che ha annunciato, proprio in questi giorni, l’acquisizione con Covidien.

Dottor Frattini, qual è l’importanza di questo rapporto?
Vorrei rimarcare il grande apprezzamento che va riconosciuto al lavoro del Ministero riguardo alla messa a regime di questi flussi relativi ai consumi e alla spesa per i dispositivi medici in Italia. Sono questi, infatti, dati fondamentali per una corretta comprensione del comparto industriale e per la messa in atto di appropriate politiche di governance.

Il rapporto registra un aumento degli acquisti delle strutture sanitarie pubbliche del 34%. Una cifra sorprendente. Che cosa ne pensa?
Risulta necessario, in termini di corretta interpretazione del dato, sottolineare che il 34% di crescita della spesa citato non è attribuibile ad un aumento della spesa reale in dispositivi medici da parte delle aziende sanitarie, ma al fatto che quest'anno un numero maggiore di Aziende Sanitarie ha accettato l'invito del Ministero ad aderire al database con i propri dati. Se ne evince quindi che la comparazione tra i due anni risulta improponibile e il risultato fuorviante. Il segno positivo da cogliere è invece la sempre maggiore partecipazione delle Aziende Sanitarie all'iniziativa: ciò è garanzia di un miglioramento della qualità del dato e rappresenta un indubbio passo avanti in termini di politiche per il controllo, pur rilevando che il campione analizzato non rappresenta la totalità della spesa per dispositivi medici. Va invece fatto rilevare come il settore dei DM abbia registrato nel nostro Paese, negli ultimi anni, una progressiva contrazione della domanda interna, come rilevato dal rapporto produzione ricerca e Innovazione (PRI) di Assobiomedica.

C’è una differenza notevole tra le percentuali delle singole Regioni. Da un decremento degli acquisti del 4% rilevato in Molise si passa a u n incremento del 109% in Lazio. Da che cosa è dovuta, secondo Lei, questa disparità?
Questa rilevazione deriva dallo sforzo che alcune Regioni stanno facendo nel fornire dati sempre più accurati rispetto a quelli trasmessi in fase iniziale. E’ normale che il sistema debba andare a regime grazie al perfezionamento di quantità e qualità dei dati trasmessi.

Ci sta dicendo che la spesa in DM non sta aumentando?
Dal un punto di vista industriale sicuramente continuiamo a vivere una contrazione del mercato interno. In tutta Europa la spesa per DM si attesta tra il 5% e il 7% della spesa sanitaria. Come è facile immaginare, in questo momento storico, in nessuna Regione italiana, è possibile pensare a un capitolo di spesa che stia aumentando con percentuali così rilevanti.

29 Gennaio 2015

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