Ictus: il cervello potrà autoripararsi con le cellule staminali multipotenti?

Ictus: il cervello potrà autoripararsi con le cellule staminali multipotenti?

Ictus: il cervello potrà autoripararsi con le cellule staminali multipotenti?
Uno studio giapponese ha evidenziato in vitro come, vicino  aree interessate da un infarto cerebrale, possano svilupparsi cellule staminali multipotenti potenzialmente in grado di essere usate per “riparare” i danni provocati dall’evento ischemico cerebrale. Questa evidenza dovrà essere confermata da studi ad hoc

(Reuters Health) – I tessuti cerebrali di pazienti con un ictus contengono cellule staminali multipotenti che possono contribuire alla riparazione neurale. L’evidenza – che emerge da uno studio giapponese – potrebbe avere positive ripercussioni in ambito terapeutico. “Si è sempre creduto che le aree cerebrali coinvolte dall’evento ischemico fossero occupate in prevalenza da tessuto necrotico e da cellule infiammatorie – dice Takayuki Nakagomi, dello Hyogo College of Medicine di Nishinomiya, principale autore dello studio – Utilizzando un modello murino di infarto cerebrale (ictus), siamo riusciti a dimostrare che le cellule staminali multipotenti (ISC) possono svilupparsi anche all’interno delle regioni ischemiche”.

Lo studio
I ricercatori hanno utilizzato campioni di cervello di due anziani pazienti di sesso femminile colpite da ictus –  che avevano necessità di lobotomia parziale e di una craniectomia decompressiva a causa di infarti cerebrali diffusi – per verificare se potessero essere isolate delle cellule staminali. Grazie a tecniche di immunoistochimica sono state localizzate cellule staminali multipotenti vicine ai vasi sanguigni delle aree interessate dallo stroke, che contenevano neuroni apoptotici e necrotici, che esprimevano nestina, un marcatore delle cellule staminali, e periciti, marcatori dei vasi sanguigni.

I risultati
In vitro le cellule indifferenziate hanno subito un certo differenziamento con un tempo di 66,7 ore,  mantenendo l’espressività dei marcatori delle cellule staminali. Un fenomeno che ne suggerisce  una forte multipotenzialità. “Attualmente le terapie con cellule staminali multipotenti, grazie all’utilizzo di varie linee cellulari, come le cellule mesenchimali staminali, rappresentano un approccio promettente per la riparazione dopo ictus ischemico  nel sistema nervoso centrale- ha spiegato Nakagomi – Tuttavia si stanno accumulando evidenze sulla capacità  delle cellule staminali esogene –  trapiantate attraverso un accesso venoso –  di diffondersi in gran parte degli organi, mentre solo una piccola quota si accumula nel sistema nervoso centrale. Pertanto terapie che utilizzano cellule che possono diventare staminali endogene potrebbero rappresentare una strategia efficace per la rigenerazione dopo un ictus ischemico. Studi successivi, però, dovranno riuscire a identificare i fattori che modulano il destino (ad esempio, la sopravvivenza, la capacità di proliferazione, la capacità migratoria e il grado di differenziazione) delle cellule staminali multipotenti che si formano nelle aree cerebrali danneggiate”.

I commenti
Shan Ping Yu, della Emory University School of Medicine di Atlanta in Georgia, ha sottolineato che dopo lesioni cerebrali si verifica la neurogenesi e l’angiogenesi, cioè la nascita di neuroni e vasi sanguigni . La presenza di cellule staminali nelle regioni ischemiche, quindi, non deve sorprendere: quel che è sorprendente invece è la loro comparsa a 36 ore dall’insorgenza dell’ictus. Un’evidenza che suggerisce come la rigenerazione possa verificarsi già nella fase acuta o sub-acuta dell’ictus.

Fonte: Cell Stam Dev

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

15 Maggio 2017

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