Tumori delle vie biliari: la capecitabina in adiuvante prolunga la sopravvivenza di 15 mesi

Tumori delle vie biliari: la capecitabina in adiuvante prolunga la sopravvivenza di 15 mesi

Tumori delle vie biliari: la capecitabina in adiuvante prolunga la sopravvivenza di 15 mesi
Dopo un intervento per un colangiocarcinoma, l’attuale standard di terapia prevede il trattamento con gemcitabina e cisplatino. Il BILCAP, uno studio inglese, durato 10 anni e progettato quando non esistevano indicazioni sulla terapia adiuvante per questi tumori, dimostra che rispetto alla sola osservazione dopo un intervento chirurgico, la capecitabina aumenta la sopravvivenza media di 15 mesi, senza grandi effetti collaterali

E’ uno di quegli studi cosiddetti changing practice, una ricerca i cui risultati aiuteranno a trattare meglio i pazienti affetti da colangiocarcinoma (tumori delle vie biliari e della colecisti) per i quali fino a poco tempo fa non esistevano indicazioni terapeutiche solide, supportate da studi clinici, all’indomani dell’intervento chirurgico (terapia adiuvante).
 
Il BILCAP, uno studio inglese randomizzato di fase III, condotto su 447 pazienti con carcinoma delle vie biliari, ha dimostrato che il trattamento neoadiuvante con capecitabina (una terapia citostatica in compresse) aumenta la sopravvivenza media di 15 mesi, rispetto alla sola chirurgia. Sono risultati di portata tale che potrebbero far riscrivere gli standard di terapia per questa condizione.
 
“Il colangiocarcinoma – commenta John N. Primrose, Professore di chirurgia all’Università di Southampton, (Gran Bretagna) – è una condizione caratterizzata da molti unmet needs anche perché fino ad oggi sono state poche le ricerche condotte in questo campo. Il nostro studio è il primo ad aver arruolato un numero di pazienti sufficiente a dimostrare che il trattamento chemioterapico successivo all’intervento chirurgico può avere un impatto significativo sulla sopravvivenza di questi pazienti, con effetti collaterali modesti”.
Solo un paziente su 5 con un tumore delle vie biliari è candidabile all’intervento chirurgico e anche tra i soggetti operati solo 1 su 10 è ancora vivo a 10 anni.
Quando è stato messo a punto il disegno di questo studio non esisteva ancora uno standard di terapia adiuvante per questa condizione, anche se negli anni a seguire, gemcitabina e cisplatino sono stati proposti come trattamento di riferimento per il colangiocarcinoma in fase avanzata.
 
Nello studio BILCAP, 447 pazienti sono stati assegnati in maniera randomizzata al trattamento con capecitabina per 6 mesi o alla sola osservazione, dopo un intervento chirurgico per colangiocarcinoma. Più dell’80% dei pazienti sono stati seguiti per almeno 3 anni con esami clinici regolari, TAC addome, e dosaggio dei biomarcatori tumorali.
I pazienti del gruppo di controllo hanno mostrato una sopravvivenza media di 36 mesi dopo l’intervento, mentre in quelli trattati con capecitabina la media di sopravvivenza è stata di 51 mesi. Il trattamento con questo farmaco è risultato associato ad una riduzione del 20% del rischio di mortalità, rispetto al gruppo di controllo, anche se la differenza non è risultata statisticamente significativa perché un certo numero di pazienti ha abbandonato il trattamento; ripetendo questa analisi nei 430 pazienti che avevano portato a termine il ciclo di trattamento con capecitabina, il rischio di mortalità rispetto ai controlli è risultato ridotto del 25%.
 
L’intervallo di tempo medio prima di una recidiva del tumore è stato di 18 mesi nel gruppo di controllo e di 25 mesi nei trattati con capecitabina.
L’effetto collaterale più frequente nei trattati è stato un rash cutaneo a carico delle mani e dei piedi.
I prossimi step di questa ricerca riguarderanno l’analisi genomica dei campioni di tumore ottenuti dai pazienti arruolati. “Da quando abbiamo iniziato a pianificare questo trial, all’inizio del secolo, si sono resi disponibili un certo numero di nuovi agenti anti-tumorali, compresi alcuni che vengono utilizzati sulla base del profilo genetico del cancro”. Attualmente inoltre si sta lavorando all’analisi dei sottogruppi, poiché esistono 4 diversi tipi di carcinomi delle vie biliari, tre dei quali interessano il fegato e i dotti biliari, e uno la sola colecisti. Da quest’analisi ci si aspettano ulteriori indicazioni su quali siano i pazienti che possono trarre maggior beneficio dalla chemioterapia adiuvante.
 
E’ fondamentale tuttavia adottare nuovi approcci per reclutare pazienti per i futuri trial clinici sui tumori delle vie biliari – sostengono gli autori dello studio – visto che dieci anni, come quelli impiegati per effettuare il BILCAP, sono decisamente troppi in un’era caratterizzata da rapidi cambiamenti nel panorama delle terapie; per questo è fondamentale una cooperazione internazionale.
 
Lo studio è stato realizzato con il supporto di Cancer Research UK e i risultati definitivi saranno presentati in occasione del prossimo congresso dell’ASCO.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

22 Maggio 2017

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...