Agenas. Come fare una review della qualità e non solo della spesa

Agenas. Come fare una review della qualità e non solo della spesa

Agenas. Come fare una review della qualità e non solo della spesa
Il nuovo numero di Monitor illustra il lavoro di elaborazione che ha portato alla realizzazione del Programma Nazionale Esiti (PNE). Articoli anche sulla sanità in Israele e negli Usa e sulle iniziative in Puglia, Sicilia e Piemonte per diffondere una cultura etica in sanità.

Mentre il mondo della sanità italiana fronteggia i risultati della “spending review” voluta dal Governo Monti, la rivista dell’Agenas pubblica i presupposti metodologici che hanno portato alla realizzazione del Programma Nazionale Esiti, il sistema di valutazione della qualità delle performance del Ssn i cui risultati sono stati illustrati su Quotidiano Sanità con un dossier pubblicato nelle scorse settimane.

L’approfondimento offerto su Monitor comprende una “Breve guida alla consultazione” del PNE, firmata da Carlo Perucci e dagli esperti del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio; un contributo teorico sulla funzione dei sistemi di valutazione in rapporto ad un’efficace programmazione, di Fabrizio Di Stanislao e Fabrizio Carinci; un saggio di Gianfranco Rossini dedicato alla valutazione del management sanitario ed uno, firmato da Cesare Cislaghi, Francesca Giuliani e Valentina Arena che illustra la messa a punto di indicatori utili alla valutazione in sanità.
L’editoriale del direttore dell’Agenas Fulvio Moirano traccia un quadro complessivo delle attività di valutazione condotte dall’ Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, individuando le metodologie atte ad utilizzare correttamente i flussi informativi disponibili per giungere ad una valutazione della qualità delle cure erogate. 
 
Questo numero di Monitor si completa con due articoli che allargano lo sguardo oltre i confini italiani, dedicati al modello di gestione integrata utilizzato in Israele e alla situazione degli ospedali Usa, che dovrebbero essere “tagliati” per un terzo entro il 2020.
Infine, due contributi dalle realtà regionali: il primo illustra come sia stata affrontata in Piemonte una questione delicata, ovvero la gestione ospedaliera di persone sottoposte al controllo dell’autorità giudiziaria avendo ingerito ovuli contenti sostanze stupefacenti, mentre il secondo si occupa delle iniziative adottate in Puglia, Sicilia e Piemonte per diffondere una cultura etica nelle strutture sanitarie.

12 Luglio 2012

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