L’integrazione ospedale-territorio e quella lotta contro il tempo perché non resti solo uno slogan

L’integrazione ospedale-territorio e quella lotta contro il tempo perché non resti solo uno slogan

L’integrazione ospedale-territorio e quella lotta contro il tempo perché non resti solo uno slogan

Il Pnrr offre un’occasione irripetibile, ma il tempo non è infinito. Se l’integrazione ospedale-territorio resterà uno slogan, se i ritardi continueranno ad accumularsi e se non si investirà davvero su persone, organizzazione e informazione, il progetto rischia seriamente di fallire.

L’integrazione tra ospedale e territorio è da anni evocata come la chiave di volta per rendere sostenibile e più equo il Servizio sanitario nazionale. Oggi, con le risorse straordinarie del Pnrr, questa integrazione non è più solo una prospettiva teorica, ma un obiettivo concreto, misurabile, e soprattutto verificabile nei suoi risultati. Proprio per questo, però, i ritardi e le criticità che stanno emergendo destano più di una preoccupazione.

Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità rappresentano l’architrave della riforma dell’assistenza territoriale. Dovevano essere il luogo fisico e organizzativo in cui superare la storica frattura tra cure ospedaliere e assistenza di prossimità. Eppure, a distanza di tempo dall’avvio del Pnrr, il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: cantieri in ritardo, strutture non ancora avviate, personale mancante o non adeguatamente formato, modelli organizzativi spesso ancora sulla carta.

Ma il problema non è solo infrastrutturale. Anche laddove le strutture vengono realizzate, il rischio è quello di creare contenitori vuoti o, peggio, nuovi silos. Senza una vera integrazione tra professionisti, tra medici di medicina generale, specialisti, infermieri, farmacisti, operatori sociosanitari, e senza un raccordo forte e strutturato con l’ospedale, le nuove strutture rischiano di replicare vecchi modelli inefficaci.

L’ospedale non può restare una cittadella separata, così come il territorio non può essere relegato a un ruolo residuale. La presa in carico del paziente, soprattutto quello cronico e fragile, deve essere continua, coordinata, condivisa. Questo richiede governance, strumenti informativi interoperabili, percorsi chiari e responsabilità definite. Ma richiede anche un cambiamento culturale che non si realizza per decreto.

C’è poi un altro elemento troppo spesso sottovalutato: l’informazione ai cittadini. Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità non possono funzionare se i cittadini non sanno cosa sono, a cosa servono, quando e come rivolgersi a queste strutture. Senza una comunicazione chiara, capillare e credibile, il rischio è che restino luoghi poco frequentati, percepiti come estranei o inutili, mentre il pronto soccorso continua a essere l’unico punto di riferimento.

Il Pnrr e il nuovo Ddl delega sulla riforma degli standard di ospedali e territorio offrono un’occasione irripetibile, ma il tempo non è infinito. Se l’integrazione ospedale-territorio resterà uno slogan, se i ritardi continueranno ad accumularsi e se non si investirà davvero su persone, organizzazione e informazione, il progetto rischia seriamente di fallire. E con esso rischia di fallire una delle poche vere riforme strutturali del nostro sistema sanitario.

Non possiamo permettercelo. Non per l’Europa, ma per i cittadini e per il futuro del Servizio sanitario nazionale.

Luciano Fassari

13 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

Cos’è Polaris II? L’esercitazione Oms che simula una nuova pandemia
Cos’è Polaris II? L’esercitazione Oms che simula una nuova pandemia

Si è conclusa l’Esercitazione Polaris II condotta dall’Organizzazione mondiale della Sanità, si tratta di una simulazione ad alto livello, della durata di 48 ore, che riproduce un’epidemia globale derivata da...

Dfp. Gimbe: “Rapporto spesa sanitaria/Pil congelato al 6,4% fino al 2029. A rischio bilanci regionali e erogazioni prestazioni”
Dfp. Gimbe: “Rapporto spesa sanitaria/Pil congelato al 6,4% fino al 2029. A rischio bilanci regionali e erogazioni prestazioni”

“Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia...

La difesa dello status quo e la crisi della medicina territoriale
La difesa dello status quo e la crisi della medicina territoriale

Nel dibattito attuale sulla riforma della medicina territoriale, colpisce come una parte rilevante delle posizioni sindacali si configuri sempre più come una difesa dello status quo, piuttosto che come un...

Influenza. Oms: in 15 anni la distribuzione di vaccini è raddoppiata in Europa. Ma solo in 4 Paesi è stato raggiunto il target per gli anziani
Influenza. Oms: in 15 anni la distribuzione di vaccini è raddoppiata in Europa. Ma solo in 4 Paesi è stato raggiunto il target per gli anziani

Nonostante i progressi compiuti nella gestione della vaccinazione antinfluenzale in Europa negli ultimi 15 anni, la distribuzione dei miglioramenti resta sensibilmente disomogenea e gli obbiettivi da raggiungere ancora lontani. È...