La Fase 2 sta arrivando… ma la sanità è pronta?

La Fase 2 sta arrivando… ma la sanità è pronta?

La Fase 2 sta arrivando… ma la sanità è pronta?
Il 4 maggio si avvicina. In attesa di conoscere con quali regole e con quali step riapriranno fabbriche ed esercizi commerciali, così come le attività ricreative, una domanda s’insinua: ma il nostro Servizio sanitario nazional-regionalizzato è pronto per la Fase 2?

Il 4 maggio si avvicina e dunque anche la partenza della cosiddetta Fase 2. Non sarà un ‘liberi tutti’ come predicano gli scienziati, ‘ci vorrà cautela’ come dice il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sta di fatto che per i cittadini la data del 4 maggio rappresenta inequivocabilmente una data di svolta a quasi due mesi di semi quarantena, anche se ad oggi non è ancora chiaro cosa sarà possibile fare rispetto all'attuale lockdown.
 
In attesa di conoscere con quali regole e con quali step riapriranno fabbriche ed esercizi commerciali, così come le attività ricreative, una domanda è comunque opportuna: il nostro Servizio sanitario nazional-regionalizzato è pronto per la Fase 2?
 
La risposta è presto data, e purtroppo è un mantra che si ripete da anni: non dappertutto e in tutte le Regioni allo stesso modo.
 
Ma andiamo per ordine partendo dalle strutture. Nei giorni caldi dell’emergenza si è fatto uno sforzo notevole per aumentare il numero di posti nelle terapie intensive (da poco più di 5mila si sono superate le 9mila unità) così come sono stati aumentati i posti nei reparti trasformati in sub intensivi. In totale sono state effettuate circa 20 mila assunzioni di personale sanitario. Ecco, però dai territori giungono notizie che con il progressivo calo dei casi gravi da trattare in ospedale già stanno calando i posti in terapia intensiva (soprattutto quelli aperti dalle strutture private che costano bei soldi alle Regioni).
 
Un segnale non buono in attesa del prossimo Decreto legge che dovrebbe iniettare altre risorse nelle casse delle Regioni per assumere nuovo personale per mandare a regime circa 15 mila posti per le terapie intensive e sub intensive nei cosiddetti Covid Hospital e poi dovrebbero arrivare altre assunzioni per potenziare le Unita speciali di continuità assistenziale (Usca) che rispetto alla nostra inchiesta del 12 aprile scorso (erano presenti in 12 regioni su 21) sono state attivate da sole altre 3 regioni. Ma per mandare tutto ciò a regime ci vorrà tempo.
 
E il territorio è proprio il nodo da sciogliere per fare in modo che la Fase 2 possa funzionare. Le sanità regionali infatti dovranno essere ben più reattive nello stanare i nuovi casi più di quanto lo sono state nella Fase 1. Oggi sul totale dei malati scovati l’80% circa è un caso non grave che è in isolamento domiciliare a casa. E proprio ieri l’Iss ha confermato che il 25% dei contagiati nel mese di aprile sono proprio quelli intra familiari. Insomma, l’assistenza territoriale ancora non ingrana.
 
Le Usca faticano e in molte regioni ci sono ancora parecchie difficoltà ad effettuare i tamponi. La App di tracciamento che dovrebbe aiutare ancora non è sugli store dei nostri smartphone. Ancora si fa fatica a capire se ci sono sufficienti posti per isolare le persone malate che a casa non hanno situazioni in cui possono soggiornare in sicurezza. Spostare i malati non gravi nella Rsa abbiamo capito che è stato un errore clamoroso che ha creato solo un moltiplicatore di contagi e purtroppo decessi.
 
Insomma il 4 maggio sta arrivando, ma la sanità non sembra pronta ad affrontare la Fase 2. Forse, lo sa anche il Ministro della Salute che infatti, mentre tutti scaldano i motori per la ripartenza, è l’unico che realisticamente predica cautela a tutto spiano in ogni suo intervento.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

25 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

Farmaci non utilizzati. Quanto è sicuro riciclarli? Il report della Fip tra divieti, rischi e opportunità
Farmaci non utilizzati. Quanto è sicuro riciclarli? Il report della Fip tra divieti, rischi e opportunità

Ogni anno, nei sistemi sanitari di tutto il mondo, una quantità enorme di farmaci non viene utilizzata. Alcuni sono scatole rimaste chiuse negli armadi di casa, altri sono eccedenze di...

PMA. Nel 2024 nati 17.660 bambini, il 4,8% di tutte le nascite in Italia. Crescono trattamenti e coppie, ma restano forti disuguaglianze nell’accesso. La nuova Relazione al Parlamento del Ministero
PMA. Nel 2024 nati 17.660 bambini, il 4,8% di tutte le nascite in Italia. Crescono trattamenti e coppie, ma restano forti disuguaglianze nell’accesso. La nuova Relazione al Parlamento del Ministero

In Italia continua a crescere il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA), che contribuisce ormai a quasi una nascita su venti. Nel 2024 sono stati 17.660 i bambini nati vivi...

Adolescenti troppo sedentari. Oms: 1 su 4 nel mondo non raggiunge un’ora di attività fisica in nessun giorno della settimana. Nessun progresso in 15 anni
Adolescenti troppo sedentari. Oms: 1 su 4 nel mondo non raggiunge un’ora di attività fisica in nessun giorno della settimana. Nessun progresso in 15 anni

Un adolescente su quattro nel mondo ha dichiarato di non aver raggiunto, neppure un giorno nell’ultima settimana, almeno un’ora di attività fisica moderata o intensa. In cifre, circa 240 milioni...

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...