La sanità è in emergenza ma non sarà con le proposte neoliberiste del Terzo Polo che si salverà

La sanità è in emergenza ma non sarà con le proposte neoliberiste del Terzo Polo che si salverà

La sanità è in emergenza ma non sarà con le proposte neoliberiste del Terzo Polo che si salverà
Il pubblico costa meno e da molto di più. Il welfarismo oggi conviene più del neoliberismo.  Il mercato ai nostri malati non conviene mai e i nostri bilanci pubblici ormai non se lo possono più permettere.

Il “terzo polo” recentemente, a Roma, ha presentato le sue proposte sulla sanità. (QS 9 marzo 2023). Su alcune cose mi sento di concordare. Per esempio, sul fatto che la sanità sia diventata suo malgrado “la più grande emergenza di questo paese”. Che il problema più urgente da affrontare oggi sia il blocco delle assunzioni. Che la “domanda di cura” stia non solo esplodendo ma addirittura cambiando di segno.

Se dovessi connotare l’idea di sanità del “terzo polo” direi che essa è compresa tra due paradossi:

-“una “sanità senza diritti” (la parola diritto da costoro non viene mai usata) infatti per il “terzo polo” la sanità si compra per gran parte dal privato ma a spese dello Stato

-“una sanità senza salute”, il tema a me caro della produzione di salute come ricchezza, è del tutto assente. Peccato.

Ma la contraddizione che io vedo nel “terzo polo” quella più importante è la sua totale indifferenza, soprattutto in questa crisi strutturale, ai problemi della sostenibilità. Per esperienza so che in sanità chi non si pone questo problema prima o poi, a forza di mungere la mucca, finisce per portarci nel fosso come è accaduto quando crollò il sistema mutualistico.

Il “terzo polo” propone di usare un non meglio definito tesoretto di 10 mld per rifinanziare la sanità per assumere migliaia di operatori per potenziare i pronto soccorso, aumentare le indennità al personale, cioè propone, in linea con il PNRR, a contraddizioni di sistema rigorosamente invarianti (diseguaglianze, squilibri, assenza di diritti, servizi che non funzionano, ecc) di potenziare quello che c’è incrementando la spesa sanitaria.

Per il “terzo polo” il problema è, come dicevo, mungere la mucca della spesa pubblica. Non si dimentichi che era anche quello che voleva finanziare la sanità con il MES. Quindi a debito. Anche se la sanità cade a pezzi il problema di riformare per il “terzo polo” non esiste.

Il punto tuttavia, secondo me, controverso è che la crescita della spesa sanitaria che propone non è per far crescere la sanità pubblica ma per far crescere la sanità privata che il pubblico a sue spese deve comprare.

Il “terzo polo”, alla fine, anche se l’Ocse dice che c’è la crisi, la guerra e l’inflazione, propone di aumentare la “grande marchetta” e quindi di defiscalizzare ancora di più le polizze assicurative.

Il pubblico per il “terzo polo” è solo un simulacro. Esso insiste molto sulla strada delle “coperture assicurative integrative” Ve la ricordate la mozione che presentò Renzi per diventare segretario del PD? (Primarie 30 aprile 2017. Avanti insieme) La sua proposta era il “pavimento minimo di diritti” e “massima detraibilità” per comprare sanità privata. (Qs 3 aprile 2017)

Ma se il privato continuerà ad essere favorito nei finanziamenti attraverso la detraibilità fiscale è ovvio che esso, come sta accadendo, è destinato a dominare sul pubblico che de-finanziato si dovrà rassegnare ad essere ridimensionato. Ma è altrettanto ovvio che se prevarrà questo andazzo alla fine il sistema nella sua interezza diventerà pericolosamente insostenibile. Questa crisi ci dice che la crescita della spesa privata a carico del pubblico non può essere infinita. E’ la ragione per la quale appena tre giorni fa ho posto il problema della riforma delle detrazioni fiscali alla sanità privata e all’intermediazione finanziaria. (QS 20 marzo 2023)

Anzi l’Ocse ci dice che oggi sarebbe consigliabile ripensare il rapporto privato pubblico. Il terzo polo fa esattamente il contrario. Basta vedere la sua proposta per “smaltire” le liste di attesa: l’idea è di ricorrere all’intramoenia (assistenza privata che si fa nel pubblico dietro pagamento), chiedendo, al privato, di assicurare le prestazioni che servono e, alle Asl, di anticipare le spese. Viva pantalone. Non una parola sulla possibilità di potenziare il pubblico. Al terzo polo piace da matti il privato.

Credo che sulla sanità Calenda e Renzi che amano proporsi come gente responsabile al servizio del paese in realtà siano tutt’altro che responsabili. Con questa crisi l’ordine delle priorità è cambiato. Le vostre sono noiose proposte neoliberiste di un’altra epoca.

Oggi in sanità è proprio il vostro vecchio neoliberismo ad essere diventato insostenibile. Il pubblico costa meno e da molto di più. Il welfarismo oggi conviene più del neoliberismo. Il mercato ai nostri malati non conviene mai e i nostri bilanci pubblici ormai non se lo possono più permettere.

Di questo quelli che anche di recente hanno parlato di fare la “rivoluzione copernicana” (QS 20 marzo 2023) non dicono niente ma forse neanche sanno cosa sia la rivoluzione copernicana. La vera rivoluzione copernicana in sanità è una controriforma fatta dalla sinistra di governo in questi anni sostituendo il diritto fondamentale con il reddito. E verso la quale i rivoluzionari frustrati dell’ultima ora che non sanno chi sia Copernico sono stati del tutto acquiescenti. Ma chi continua a stare nella giungla a coltivare i suoi rancori e le sue paranoie contro chi prova a mettere nonostante loro in piedi uno straccio di pensiero riformatore come può saperlo?

Ivan Cavicchi

Ivan Cavicchi

23 Marzo 2023

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