QS » Studi e Analisi » Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas
Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas
Primo bollettino periodico dell’Agenas dopo l’avvio della Piattaforma nazionale. Crescono prestazioni e rispetto dei tempi di attesa, soprattutto per urgenze e priorità brevi. Ma permangono forti disomogeneità territoriali, oltre 2,8 milioni di prestazioni vengono ancora erogate oltre i tempi massimi e in diverse Regioni persistono criticità nell’attribuzione delle classi di priorità. IL DOCUMENTO
Oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in più erogati entro i tempi massimi di garanzia rispetto allo scorso anno. È questo il dato più significativo che emerge dal primo Bollettino periodico sulle liste d’attesa pubblicato da Agenas, che fotografa l’andamento del primo semestre 2026 confrontandolo con lo stesso periodo del 2025. Un risultato che l’Agenzia attribuisce all’aumento della produttività del Servizio sanitario nazionale e a una migliore organizzazione dell’offerta, resa possibile anche dalla nuova Piattaforma nazionale di monitoraggio delle liste di attesa, presentata lo scorso maggio.
Nel dettaglio, le prenotazioni complessive sono aumentate da 13,3 a quasi 15 milioni (+12,4%), mentre le prestazioni effettuate nei fine settimana sono salite da 330 mila a 357 mila. Cresce anche la quota di prestazioni erogate entro i tempi previsti: per le prime visite si passa dal 76,4% al 78,5%, mentre per gli esami diagnostici dall’82,8% all’84,6%.
Tradotto in numeri assoluti significa che le prime visite effettuate nei tempi di garanzia sono aumentate di 757 mila unità, arrivando a circa 6,6 milioni, mentre gli esami diagnostici effettuati entro le soglie previste crescono di 867 mila, raggiungendo quota 5,5 milioni. Complessivamente sono 1 milione e 624 mila le prestazioni aggiuntive garantite nei tempi previsti rispetto al primo semestre 2025.
Restano però oltre 2,8 milioni di prestazioni oltre i tempi
Accanto ai segnali positivi, il rapporto evidenzia tuttavia come il problema delle liste d’attesa resti tutt’altro che risolto.
Il numero assoluto delle prestazioni erogate oltre i tempi massimi di garanzia cresce infatti leggermente, passando da 2,782 milioni a 2,811 milioni. Sebbene il peso percentuale delle prestazioni in forte ritardo diminuisca, rimangono ancora 1,44 milioni di prime visite e 760 mila esami diagnostici effettuati oltre le soglie previste. A queste si aggiungono oltre 600 mila prestazioni erogate con ritardi comunque contenuti rispetto al limite massimo.
In sostanza, l’incremento dell’offerta migliora gli indicatori percentuali ma non elimina il consistente volume di cittadini che continua ad attendere oltre i tempi stabiliti.
Migliorano soprattutto le urgenze
I progressi più significativi riguardano le prestazioni più urgenti.
Le visite con priorità U, da effettuare entro tre giorni, salgono dal 77,7% all’81%, mentre quelle classificate come Brevi (entro dieci giorni) passano dal 77,3% all’80,2%.
Anche per gli esami diagnostici si registra un miglioramento: le prestazioni urgenti aumentano dal 73,2% al 76,4% e quelle in classe B dal 75,9% al 77,6%.
In crescita anche le prestazioni differibili (classe D), mentre le programmabili (classe P) rimangono sostanzialmente stabili per le visite e migliorano leggermente per gli esami diagnostici.
Colonscopie e dermatologia recuperano terreno
Tra le singole prestazioni, le migliori performance continuano a registrarsi per le visite oncologiche, che raggiungono il 95,2% di rispetto dei tempi di garanzia.
Tra le visite specialistiche spiccano anche i miglioramenti di gastroenterologia, pneumologia e fisiatria, mentre la visita dermatologica registra il recupero più consistente, passando dal 65,5% al 70,2%, pur restando una delle prestazioni con le maggiori criticità.
Sul fronte diagnostico il balzo più marcato riguarda la colonscopia, che cresce dal 60,8% al 69,8%. Migliorano anche gastroscopie, mammografie, ecografie della mammella e risonanze magnetiche dell’addome. L’unica prestazione in lieve peggioramento è la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.
Regioni: Lombardia e Liguria tra quelle che migliorano di più
L’analisi territoriale evidenzia un quadro ancora molto differenziato.
Per le prime visite, sette Regioni confermano livelli già elevati di rispetto dei tempi, mentre Liguria e Lombardia sono quelle che registrano i miglioramenti più significativi. Segnali positivi arrivano anche da Emilia-Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano.
Di contro, peggiorano Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento. Inoltre cinque Regioni continuano a rimanere sotto il 70% di prestazioni erogate nei tempi previsti, tra cui Friuli Venezia Giulia, Puglia e Umbria, pur mostrando qualche segnale di recupero.
Anche sugli esami diagnostici il quadro è analogo: dieci Regioni confermano performance superiori all’80%, Liguria e Lombardia migliorano sensibilmente e il Friuli Venezia Giulia supera per la prima volta la soglia dell’80%. Restano invece in difficoltà Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta.
Appropriatezza prescrittiva ancora sotto osservazione
Una delle principali criticità evidenziate dal Bollettino riguarda l’attribuzione delle classi di priorità. Agenas segnala infatti forti differenze regionali nell’utilizzo della classe P (programmabile entro 120 giorni), che raggiunge valori molto elevati in Basilicata (87,7%), Campania (84,4%), Molise (75,1%) e Calabria (69,7%).
Secondo l’Agenzia, questa modalità prescrittiva condiziona direttamente il rispetto dei tempi di garanzia e altera la distribuzione delle prenotazioni tra le diverse classi di priorità. Per questo diverse Regioni hanno già avviato iniziative per riequilibrare i criteri prescrittivi.
Le buone pratiche: Toscana e Piemonte
Il Bollettino dedica infine spazio ad alcune esperienze considerate virtuose.
La Toscana ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per analizzare circa 350 mila prescrizioni dermatologiche, individuando un eccesso di richieste per l’osservazione di nei non sospetti. La revisione dei criteri prescrittivi ha consentito una riduzione del 5% delle ricette e un miglioramento della quota di visite dermatologiche effettuate nei tempi di garanzia.
Il Piemonte ha invece introdotto algoritmi per l’ottimizzazione delle agende, consentendo il riutilizzo automatico degli slot rimasti liberi. Grazie a queste soluzioni la performance delle prenotazioni in classe B è passata nell’arco di tre anni da circa il 50% a oltre il 95%.
Per il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, “il trend si conferma positivo”, soprattutto per le prestazioni urgenti e brevi. Tuttavia, sottolinea lo stesso direttore generale, “resta ancora molta strada da percorrere” e il nuovo sistema di monitoraggio dovrà consentire di intervenire in modo sempre più mirato sulle criticità ancora presenti.
Nonostante una crescita senza precedenti della mobilità globale, con oltre un miliardo di nuovi veicoli entrati in circolazione negli ultimi quindici anni, il numero delle vittime della strada è diminuito...
La fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo nel 2025, dimostrando che i progressi sono possibili. Tuttavia, i miglioramenti restano fragili, distribuiti in modo disomogeneo e insufficienti...
Quasi 4 adolescenti consumatori su 10 hanno iniziato ad assumere energy drink prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da...
Il dibattito sugli alimenti cosiddetti ultraprocessati non può essere affrontato attraverso classificazioni rigide o messaggi semplificati, ma richiede un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e sulla complessità del rapporto tra...