Studi e Analisi

La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)
Studi e Analisi
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)
Le ragioni profonde che spingono le professioni ad allargare le loro competenze non possono più essere negate, esse hanno a che fare con un mucchio di cambiamenti innegabili che coincidono con un bisogno di riforma della sanità pubblica e in particolare con una riforma del lavoro. Ma di fronte a tutto questo il "mansionismo" delle competenze avanzate fa ridere
Ivan Cavicchi
Il malpancismo dei medici “Doc”
Il malpancismo dei medici “Doc”
Studi e Analisi
Il malpancismo dei medici “Doc”
Giustamente, siamo tutti indignati, quando si vogliono abbassare gli standard della formazione medica. Dopo che trent’anni fa, il Servizio sanitario nazionale si è dotato, come requisito d’accesso per la professione medica della specializzazione postlaurea, è impensabile tornare indietro,  anche con le varie soluzioni emergenziali decise dalle regioni. Ma attenzione a battaglie di retroguardia, che mascheraro un medico demansionato, immobile e cristallizzato nel novecento e che non ha capito il proprio ruolo
Luca Benci
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)
Studi e Analisi
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)
Il quesito è: ce ne freghiamo di tutto e di tutti e si accetta la logica della  de-regolazione e della guerriglia e allora botte da orbi,  o da persone serie si fa un accordo vero, nuovo, importante per fare quello che la politica non è riuscita a fare cioè ridefinire il lavoro, le professioni, i loro rapporti e le loro prassi?
Ivan Cavicchi
Disuguaglianze Nord-Sud. Fuga di cervelli e carenza medici: “Puntare su ricerca e innovazione”. Ecco la ‘ricetta’ dei ricercatori italiani
Disuguaglianze Nord-Sud. Fuga di cervelli e carenza medici: “Puntare su ricerca e innovazione”. Ecco la ‘ricetta’ dei ricercatori italiani
Studi e Analisi
Disuguaglianze Nord-Sud. Fuga di cervelli e carenza medici: “Puntare su ricerca e innovazione”. Ecco la ‘ricetta’ dei ricercatori italiani
La “ricetta”, inviata al Governo dalle colonne di The Lancet Public Health è stata sottoscritta da un gruppo di medici, ricercatori e docenti afferenti all’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (Isbem), alla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), alla Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale (Sisped), al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e all’Università.
Il welfare che non c’è. Quasi 50 mila genitori si sono licenziati dal lavoro per poter assistere i figli
Il welfare che non c’è. Quasi 50 mila genitori si sono licenziati dal lavoro per poter assistere i figli
Studi e Analisi
Il welfare che non c’è. Quasi 50 mila genitori si sono licenziati dal lavoro per poter assistere i figli
Lo rivela uno stuidio su dai dell'Ispettorato del lavoro dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop). "Una situazione che sempre più spesso - sottolinea Uecoop citando dati di Assolombarda - porta il welfare privato a integrare quello pubblico grazie ad accordi aziendali nei quali ai primi 4 posti dei servizi più richiesti ci sono proprio quelli che riguardano la scuola e l’istruzione dei figli (79%), la salute (78%), l’assistenza (78%) e la previdenza (77%). 
Per il Censis la sanità italiana è sempre più “privata”: il 62% di chi ha avuto una prestazione dal pubblico ne ha pagata una anche nel privato
Per il Censis la sanità italiana è sempre più “privata”: il 62% di chi ha avuto una prestazione dal pubblico ne ha pagata una anche nel privato
Studi e Analisi
Per il Censis la sanità italiana è sempre più “privata”: il 62% di chi ha avuto una prestazione dal pubblico ne ha pagata una anche nel privato
Per l’istituto di Giuseppe De Rita, che oggi ha presentato il suo 53° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, il rapporto degli italiani con la sanità appare improntato sempre di più a una logica “combinatoria”: vale a dire che per avere ciò di cui hanno bisogno si rivolgono in maggioranza sia al pubblico che al privato. Su 100 prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza che i cittadini hanno provato a prenotare nel pubblico, 27,9 sono transitate comunque nella sanità a pagamento.
Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche
Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche
Studi e Analisi
Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche
Ad 11 anni dalla promulgazione del Dlgs 81/2008 restano ancora molte le disposizioni inattuate. Tra queste la disciplina applicabile alle attività lavorative a bordo delle navi, la semplificazione della documentazione ai fini del libretto formativo dei cittadini, i criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale e provvedimento relativi agli agenti chimici, cancerogeni e biologici, e molto altro ancora. A ricordarle la responsabile Welfare del Pd Maria Luisa Gnecchi.
Domenico Della Porta
Suicidio assistito. Il codice deontologico dei medici non dovrebbe essere modificato
Suicidio assistito. Il codice deontologico dei medici non dovrebbe essere modificato
Studi e Analisi
Suicidio assistito. Il codice deontologico dei medici non dovrebbe essere modificato
Con la recente sentenza della Corte Costituzionale non viene statuito nel nostro ordinamento un nuovo “diritto” soggettivo, cioè il diritto dell’ammalato di richiedere, anzi di esigere dal medico una prestazione, appunto il suicidio assistito. Rimane una facoltà, cioè una possibilità a lui concessa quando versa in determinate situazioni soggettive, di cui sia titolare, e a cui non corrisponde un “dovere”, cioè un obbligo da parte del medico
Giuseppe Battimelli
Lotta ai cambiamenti climatici e salute. Pochi piani nazionali per contrastarli e in molti casi senza soldi per attuarli. Il report Oms
Lotta ai cambiamenti climatici e salute. Pochi piani nazionali per contrastarli e in molti casi senza soldi per attuarli. Il report Oms
Studi e Analisi
Lotta ai cambiamenti climatici e salute. Pochi piani nazionali per contrastarli e in molti casi senza soldi per attuarli. Il report Oms
Solo la metà dei 101 paesi intervistati ha sviluppato una strategia o un piano nazionale in materia di salute e cambiamenti climatici. Ma solo il 38% di questi ha previsto finanziamenti ad hoc anche solo per fare qualche piccolo passo avanti e meno del 10% ha finanziato completamente il suo piano d’azione. IL RAPPORTO OMS.
Perché Rosy Bindi non ha fatto autocritica sui fondi integrativi?
Perché Rosy Bindi non ha fatto autocritica sui fondi integrativi?
Studi e Analisi
Perché Rosy Bindi non ha fatto autocritica sui fondi integrativi?
Mi sarei aspettato che la Bindi per prima dicesse: con i fondi integrativi cioè con la 229, ci siamo sbagliati senza volerlo abbiamo aperto una voragine che rischia di inghiottirci tutti, si torna alla mutualità volontaria e libera quindi all’articolo 46 della legge 833. E invece no…
Ivan Cavicchi
Aifa. Via Li Bassi e adesso?
Aifa. Via Li Bassi e adesso?
Studi e Analisi
Aifa. Via Li Bassi e adesso?
Con l’apertura ufficiale della selezione per il suo successore, il DG AIFA Li Bassi ha indirettamente ricevuto dal neo Ministro Speranza i fatidici 7 giorni di preavviso. Spoil system, non si è capito se causa o strumento per liquidarlo, visti gli scarsi risultati AIFA nella rimborsabilità dei nuovi farmaci, pochi e con tempi divenuti geologici.  Ora avanti il prossimo DG. Stavolta senza saggi a selezionarlo, per carità
Fabrizio Gianfrate
Giornata internazionale ONU delle persone con disabilità: in Italia sono 3,1 milioni. Umbria e Sardegna le più colpite 
Giornata internazionale ONU delle persone con disabilità: in Italia sono 3,1 milioni. Umbria e Sardegna le più colpite 
Studi e Analisi
Giornata internazionale ONU delle persone con disabilità: in Italia sono 3,1 milioni. Umbria e Sardegna le più colpite 
La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata dall’Onu nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili. Istat, Comitato Italiano Paralimpico e Inail hanno anche promosso un’iniziativa congiunta, patrocinata dalla Camera dei Deputati, per far conoscere meglio e in modo rigoroso il mondo della disabilità nel nostro Paese e i dati raccolti in un Rapporto Istat saranno presentati oggi alla presenza del Capo dello Stato. IL RAPPORTO.
Donazione degli organi. Le dichiarazioni crescono del 22,5%, Cagliari la più “virtuosa” tra le grandi città, Valle d’Aosta prima tra le Regioni
Donazione degli organi. Le dichiarazioni crescono del 22,5%, Cagliari la più “virtuosa” tra le grandi città, Valle d’Aosta prima tra le Regioni
Studi e Analisi
Donazione degli organi. Le dichiarazioni crescono del 22,5%, Cagliari la più “virtuosa” tra le grandi città, Valle d’Aosta prima tra le Regioni
Le realtà meridionali con tasis inferiori al 60%, si collocano tutte sotto la media nazionale. Questi i dati 2019 emersi dall’Indice del Dono del Centro nazionale trapianti, rapporto sulla raccolta delle dichiarazioni di volontà alla donazione attraverso la carta d’identità elettronica relative al 2019. Quest’anno attraverso i comuni abilitati sono state raccolte 2.319.223 dichiarazioni. IL RAPPORTO
Un europeo su 4 accusa limitazioni nell’attività quotidiana per problemi di salute. Italia in media
Un europeo su 4 accusa limitazioni nell’attività quotidiana per problemi di salute. Italia in media
Studi e Analisi
Un europeo su 4 accusa limitazioni nell’attività quotidiana per problemi di salute. Italia in media
Nell'Ue, secondo l’analisi Eurostat, la percentuale di persone che ha segnalato lievi o gravi limitazioni varia dal 12% a Malta, 13% in Svezia e dal 17% in Bulgaria al 35% in Slovenia, al 39% in Estonia, con la percentuale più alta in Lettonia del 40 per cento. L'Italia rispetto alla media Ue è più bassa dell'1% circa. Gli uomini denunciano in genere meno limitazioni rispetto alle donne in tutti gli Stati membri dell'Ue.
Un’occasione da non perdere per riformare la sanità
Un’occasione da non perdere per riformare la sanità
Studi e Analisi
Un’occasione da non perdere per riformare la sanità
Pur trovandomi d’accordo, senza se e senza ma, sulla necessità di rifinanziare la sanità non mi convince una indistinta politica di rifinanziamento cioè il lanciare semplicemente i confetti tra la folla. Non penso che, per difendere la sanità basti rifinanziarla. Credo che a noi serva prima di tutto una nuova definizione di sostenibilità, una definizione non compatibilista con la quale si stabilisca una regola: a meno limiti finanziari si risponde con più valori, con altri valori, con nuovi contro valori
Ivan Cavicchi
Salute mentale. Meno posti letto ospedalieri ma ancora poche le strutture territoriali. Il rapporto
Salute mentale. Meno posti letto ospedalieri ma ancora poche le strutture territoriali. Il rapporto
Studi e Analisi
Salute mentale. Meno posti letto ospedalieri ma ancora poche le strutture territoriali. Il rapporto
Il quadro completo, Regione per Regione, lo dà il quaderno della Società italiana di epidemiologia psichiatrica “La Salute Mentale nelle Regioni. Analisi dei trend 2015-2017”, che basandosi sui dati forniti dal ministero della Salute fornisce un quadro dettagliato del sistema di cura per la salute mentale nelle diverse Regioni italiane. LO STUDIO.
Qualità di vita ridotta e maggiori spese senza patient engagement. Ecco i risultati della ricerca del progetto Engagement Monitor
Qualità di vita ridotta e maggiori spese senza patient engagement. Ecco i risultati della ricerca del progetto Engagement Monitor
Studi e Analisi
Qualità di vita ridotta e maggiori spese senza patient engagement. Ecco i risultati della ricerca del progetto Engagement Monitor
L'88% dei pazienti con bassi livelli di engagement riferiscono livelli di qualità di vita molto scarsi; al contrario 8 pazienti su 10 di coloro che riportano alti livelli di engagement dichiarano una qualità di vita più che buona. Inoltre, il 76% di coloro che risultano “disingaggiati” spende più di 50 euro al trimestre di tasca sua per farmaci da banco; al contrario la percentuale si riduce al 45% nei pazienti ingaggiati. Questi i dati dello studio condotto dal Centro di Ricerca EngageMinds Hub.
Commissione Ue e Oecd promuovono la sanità italiana. “Sistema efficiente, buon accesso alle prestazioni, qualità elevata e costi relativamente bassi”. Ma preoccupa carenza medici e mancata crescita ruolo infermieri
Commissione Ue e Oecd promuovono la sanità italiana. “Sistema efficiente, buon accesso alle prestazioni, qualità elevata e costi relativamente bassi”. Ma preoccupa carenza medici e mancata crescita ruolo infermieri
Studi e Analisi
Commissione Ue e Oecd promuovono la sanità italiana. “Sistema efficiente, buon accesso alle prestazioni, qualità elevata e costi relativamente bassi”. Ma preoccupa carenza medici e mancata crescita ruolo infermieri
Questo giudizio, forse non scontato per molti osservatori, viene dall’ultimo rapporto elaborato dalle due istituzioni dove sono messi a confronto stato di salute e performance sanitarie dei pasi UE. Tra i rilievi critici le ancora persistenti difformità assistenziali tra regioni, il ritardo nell’ottimizzazione dell’assistenza ai cronici, la crescita della spesa privata, la carenza di medici nei prossimi anni dovuta anche a stipendi troppo bassi, il mancato aumento di competenze per gli infermieri e lo scarso uso dei generici e il freno ai biosimilari. LA SCHEDA ITALIA, IL RAPPORTO INTEGRALE.
Come uscire da 10 anni orribili per il Ssn? Alcune proposte per provare ad invertire la rotta
Come uscire da 10 anni orribili per il Ssn? Alcune proposte per provare ad invertire la rotta
Studi e Analisi
Come uscire da 10 anni orribili per il Ssn? Alcune proposte per provare ad invertire la rotta
Avere per almeno un quinquennio un incremento annuale del Fsn intorno ai 2 mld può rappresentare il primo passo verso la salvezza, il livello minimo di finanziamento per affrontare le criticità emergenti. Serve anche per avviare un grande piano assunzionale. Governo e Parlamento devono poi recuperare il ruolo che spetta loro. Non si può accettare che il fai-da-te delle Regioni e gli ostacoli alle riforme da parte di settori del mondo accademico diventino fonte di nuove diseguaglianze
Carlo Palermo (Anaao Assomed)
“Il Ssn ha raggiunto la stabilità economica ma ora, tra pubblico e privato, deve capire cosa fare da grande. Troppo poche le donne ai vertici”. Il Rapporto Oasi 2019
“Il Ssn ha raggiunto la stabilità economica ma ora, tra pubblico e privato, deve capire cosa fare da grande. Troppo poche le donne ai vertici”. Il Rapporto Oasi 2019
Studi e Analisi
“Il Ssn ha raggiunto la stabilità economica ma ora, tra pubblico e privato, deve capire cosa fare da grande. Troppo poche le donne ai vertici”. Il Rapporto Oasi 2019
Secondo gli studiosi del Cergas Bocconi urge una ridefinizione della missione del servizio sanitario nazionale, che ha raggiunto la sostanziale stabilità economico finanziaria (149 milioni di disavanzo su 119 miliardi di spesa, pari allo 0,1%), ma cresce meno dei servizi finanziati privatamente. Capitolo ad hoc dedicato alle difficoltà di carriera delle donne: sono il 44% ma occupano solo il 16% dei ruoli di vertice. IL RAPPORTO
Suicidio assistito, ma non solo. Quale ruolo per i Comitati etici per la consulenza etica dopo la sentenza della Corte costituzionale
Suicidio assistito, ma non solo. Quale ruolo per i Comitati etici per la consulenza etica dopo la sentenza della Corte costituzionale
Studi e Analisi
Suicidio assistito, ma non solo. Quale ruolo per i Comitati etici per la consulenza etica dopo la sentenza della Corte costituzionale
L’esperienza dei Comitati di etica clinica non è affatto esaurita ma è in gran parte allo stato potenziale ed è necessario creare le condizioni affinché avvenga il passaggio di stato. Oggi alla luce di quanto è richiesto dalla Corte costituzionale, ma anche dagli scenari che abbiamo di fronte ricchi di possibili conflitti etici, c’è bisogno di strutturare e di potenziare la rete dei Comitati etici sul territorio
Mariella Immacolato
Erogazione Lea. Analisi Gimbe: “Inaccettabili diseguaglianze regionali. Griglia Lea ormai strumento inadeguato”
Erogazione Lea. Analisi Gimbe: “Inaccettabili diseguaglianze regionali. Griglia Lea ormai strumento inadeguato”
Studi e Analisi
Erogazione Lea. Analisi Gimbe: “Inaccettabili diseguaglianze regionali. Griglia Lea ormai strumento inadeguato”
Studio della Fondazione sugli adempimenti Lea nel periodo 2010-2017. In media le Regioni hanno adempiuto per il 73,7% con una forbice estremamente ampia: dal 92,5% dell’Emilia Romagna al 53,9% della Campania. “Se i punteggi della “griglia lea” rappresentano l’indicatore ufficiale per monitorare l’erogazione delle prestazioni, nel periodo 2010-2017 il 26,3% delle risorse assegnate dallo stato alle regioni non ha prodotto servizi per i cittadini”. Per questo Gimbe invoca un radicale cambio di rotta parallelo all’implementazione del nuovo sistema di garanzia che dal 2020 sostituirà la Griglia lea.
Le sfide di Speranza nella ‘jungla’ della sanità
Le sfide di Speranza nella ‘jungla’ della sanità
Studi e Analisi
Le sfide di Speranza nella ‘jungla’ della sanità
Nelle parole del Ministro vedo slancio, determinazione e entusiasmo, degne di un giovane ministro di sinistra.Tuttavia se, in sanità, bastasse la rappresentazione della volontà non avremmo tutti i problemi che abbiamo, per cui oltre la volontà, ci vuole anche quella particolare razionalità che alcuni chiamano “strumentale” che è quella che serve a trasformare le intenzioni e i desideri in politiche concrete.
Ivan Cavicchi
Nascite: prosegue il calo. Istat: “Nel 2018 nati 439.747 bambini, oltre 18 mila in meno rispetto a 2017 e 140 mila in confronto a 2008”
Nascite: prosegue il calo. Istat: “Nel 2018 nati 439.747 bambini, oltre 18 mila in meno rispetto a 2017 e 140 mila in confronto a 2008”
Studi e Analisi
Nascite: prosegue il calo. Istat: “Nel 2018 nati 439.747 bambini, oltre 18 mila in meno rispetto a 2017 e 140 mila in confronto a 2008”
Il numero medio di figli per donna scende ancora attestandosi a 1,29; nel 2010, anno di massimo relativo della fecondità, era 1,46. L’età media arriva a 32 anni, quella alla nascita del primo figlio raggiunge i 31,2 anni nel 2018, quasi un anno in più rispetto al 2010. Diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero. E dai primi dati il calo delle nascite proseguirà anche nel 2019. IL REPORT
Il suicidio assistito come diritto costituzionale. Un’analisi della sentenza della Consulta
Il suicidio assistito come diritto costituzionale. Un’analisi della sentenza della Consulta
Studi e Analisi
Il suicidio assistito come diritto costituzionale. Un’analisi della sentenza della Consulta
Quello che emerge dalla importante sentenza della Corte costituzionale è che, a determinate condizioni date, l’agevolazione medicalmente assistita al suicidio, è in linea con i principi costituzionali dell’autodeterminazione e del diritto alla salute. Nonostante i molti commenti dottrinali, la sentenza della Corte, vincola di fatto, la legge 219/2017 (Dat e consenso informato) agli ulteriori trattamenti di fine vita come il suicidio medicalmente assistito
Luca Benci
Comitati etici e ricerca in Italia: verso nuovi assetti normativi (dando uno sguardo al passato)
Comitati etici e ricerca in Italia: verso nuovi assetti normativi (dando uno sguardo al passato)
Studi e Analisi
Comitati etici e ricerca in Italia: verso nuovi assetti normativi (dando uno sguardo al passato)
L'Italia ha una lunga e competitiva storia nella ricerca biomedica. Il ruolo dei CE è fondamentale per questo processo e dovrebbero attuati tutti gli sforzi per fornire regole chiare ed efficienza dovrebbero essere messi in atto. I CE fanno parte della sfida e un approccio globale alla ricerca biomedica dovrebbe essere considerato una priorità nazionale
Carlo Petrini e Silvio Brusaferro
Le riforme sono l’unica via per coniugare risorse e diritto alla salute
Le riforme sono l’unica via per coniugare risorse e diritto alla salute
Studi e Analisi
Le riforme sono l’unica via per coniugare risorse e diritto alla salute
Al contrario, dagli anni 90 in poi, non ci siamo limitati a condizionare il diritto ma lo abbiamo sempre più subordinato, scadendo in una sorta di amministrativismo compatibilista, convinti che la sanità si dovesse solo adattare alle nuove condizioni finanziarie, dove, per adattare, si intende ridurne prima di ogni cosa il costo riducendo la sua dimensione pubblica
Ivan Cavicchi
Prevenzione. Che fine ha fatto il sistema informativo nazionale?
Prevenzione. Che fine ha fatto il sistema informativo nazionale?
Studi e Analisi
Prevenzione. Che fine ha fatto il sistema informativo nazionale?
Nonostante fosse stato nominato anche il Comitato Tecnico a febbraio dello scorso anno per avviare l’attività del SINP, nell’ultima delle poche riunioni sarebbe stato deciso di modificare gli allegati al decreto istitutivo del SINP del 2016, attraverso la nomina di un gruppo di lavoro, ancora non individuato
Domenico Della Porta
Ogm. Non conforme il 3% dei campioni di alimenti analizzati. La Relazione 2018 del Ministero
Ogm. Non conforme il 3% dei campioni di alimenti analizzati. La Relazione 2018 del Ministero
Studi e Analisi
Ogm. Non conforme il 3% dei campioni di alimenti analizzati. La Relazione 2018 del Ministero
Pubblicato il report sui controlli. Per un numero totale di campioni prelevati e analizzati pari a 681, la percentuale di quelli positivi è stata del 3%, senza riscontro di non conformità. Un dato positivo per il Ministero: “Permane il rispetto dei requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando in tal modo l’informazione al consumatore”. IL REPORT
Welfare. In Italia spesa sopra la media UE, ma non per la sanità che assorbe solo il 28,8% del totale contro media europea del 37,1%
Welfare. In Italia spesa sopra la media UE, ma non per la sanità che assorbe solo il 28,8% del totale contro media europea del 37,1%
Studi e Analisi
Welfare. In Italia spesa sopra la media UE, ma non per la sanità che assorbe solo il 28,8% del totale contro media europea del 37,1%
In media i Paesi della UE hanno investito il 27,9% del loro pil per la spesa di protezione sociale che comprende pensioni, sanità, disoccupazione e sussidi vari. L'Italia spende di più (29,1%). Ma se andiamo a vedere i pesi delle diverse voci scopriamo che per la sanità l'Italia investe molto meno rispetto agli altri Paesi fermandosi al 28,8% della spesa per il Welfare a fronte di una media UE del 37,1%. IL REPORT