Studi e Analisi

La sanità nell’Annuario Istat 2015. Italiani sono sempre più longevi e 7 su 10 si sentono in buona salute. Ma il 38% ha almeno una patologia cronica. Calano ricoveri e posti letto ospedalieri
La sanità nell’Annuario Istat 2015. Italiani sono sempre più longevi e 7 su 10 si sentono in buona salute. Ma il 38% ha almeno una patologia cronica. Calano ricoveri e posti letto ospedalieri
Studi e Analisi
La sanità nell’Annuario Istat 2015. Italiani sono sempre più longevi e 7 su 10 si sentono in buona salute. Ma il 38% ha almeno una patologia cronica. Calano ricoveri e posti letto ospedalieri
Buono lo stato di salute percepito anche se le donne sono svantaggiate. Si accorciano i tempi di ricovero e cala l’attività ospedaliera per acuti. Il 66% dei decessi dovuti a malattie del sistema circolatorio e tumori. Fumatori stabili al 19,6%. Permane l’abitudine del pranzo a casa per sette italiani su dieci. Ancora forti le differenze tra il Nord e il Sud. IL VOLUME INTEGRALEIL CAPITOLO SALUTE
Aumento mortalità “anomalo” nel 2015. I chiarimenti dell’Istat: “Dati provvisori. Ipotesi di incremento potrebbe essere smentita dai dati degli ultimi 4 mesi dell’anno”
Aumento mortalità “anomalo” nel 2015. I chiarimenti dell’Istat: “Dati provvisori. Ipotesi di incremento potrebbe essere smentita dai dati degli ultimi 4 mesi dell’anno”
Studi e Analisi
Aumento mortalità “anomalo” nel 2015. I chiarimenti dell’Istat: “Dati provvisori. Ipotesi di incremento potrebbe essere smentita dai dati degli ultimi 4 mesi dell’anno”
L’Istituto interviene dopo il clamore suscitato dalla diffusione dei dati sui decessi dei primi otto mesi dell'anno. “La stima riportata da alcuni quotidiani di un aumento di circa 68.000 decessi a fine 2015 si basa su un’ipotesi di mantenimento del tasso di crescita registrato nei primi 8 mesi anche sui 4 mesi restanti dell’anno. Ma tale ipotesi potrebbe invece essere smentita qualora si registrasse una stabilità o addirittura un calo nel numero dei decessi come altre volte già avvenuto”
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Produrre salute come “ricchezza” (7ª parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Produrre salute come “ricchezza” (7ª parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Produrre salute come “ricchezza” (7ª parte)
Cioè come se fosse un capitale, intendendo la salute oltre il Pil quale componente fondamentale della ricchezza di un Paese. Perché la salute, al pari di qualsiasi altra materia prima o di qualsiasi altro genere di capitale, partecipa alla formazione della ricchezza
Ivan Cavicchi
Miele europeo a rischio: non conforme alle norme UE una confezione su cinque. In Italia “solo” una su dieci
Miele europeo a rischio: non conforme alle norme UE una confezione su cinque. In Italia “solo” una su dieci
Studi e Analisi
Miele europeo a rischio: non conforme alle norme UE una confezione su cinque. In Italia “solo” una su dieci
Attività straordinaria di controlli in tutta Europa sulla conformita della produzione di miele. Analizzati 2.237 campioni di miele, in diversi punti della catena di produzione e di commercializzazione. Irregolare il 19% delle confezioni. Meglio in Italia con meno del 10% di irregolarità. Sotto esame anche i prodotti ittici che hanno superato l'esame nel 94% dei casi.
Denunce in sanità. Due ogni mille dimissioni. In 2 casi su 3 è per lesioni personali. Risarcimenti in media di 52 mila euro. Ma fino a quasi 4 anni per chiudere una causa. Il Rapporto Agenas
Denunce in sanità. Due ogni mille dimissioni. In 2 casi su 3 è per lesioni personali. Risarcimenti in media di 52 mila euro. Ma fino a quasi 4 anni per chiudere una causa. Il Rapporto Agenas
Studi e Analisi
Denunce in sanità. Due ogni mille dimissioni. In 2 casi su 3 è per lesioni personali. Risarcimenti in media di 52 mila euro. Ma fino a quasi 4 anni per chiudere una causa. Il Rapporto Agenas
Pubblicato il primo report annuale dell’Osservatorio nazionale sinistri gestito dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali. Il fenomeno riguarda nel 33% dei casi gli over 65. In media il risarcimento è il 27% della somma preventivata. Liquidati in un anno il 2,7% dei sinistri. Nel 72% dei casi ci si rivolge all’avvocato. IL RAPPORTO
Luciano Fassari
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il Ssn, di fatto, ragiona ancora con la testa delle “mutue” (sesta parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il Ssn, di fatto, ragiona ancora con la testa delle “mutue” (sesta parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il Ssn, di fatto, ragiona ancora con la testa delle “mutue” (sesta parte)
La riforma del 1978 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale non ha infatti, checché si dica, superato il sistema mutualistico. E così oggi ci troviamo a un bivio. Ritorniamo alle mutue assicurative come propongono i contro riformatori? O al contrario smutualizziamo il sistema lasciandolo universale rendendolo sostenibile costruendo salute?
Ivan Cavicchi
Personale Ssn. Calano gli occupati (-2,4%) e la spesa (-1,1 miliardi). L’analisi del triennio 2011/2013 sui 650 mila dipendenti della sanità pubblica. La spesa scende da 37,7 a 36,6 mld
Personale Ssn. Calano gli occupati (-2,4%) e la spesa (-1,1 miliardi). L’analisi del triennio 2011/2013 sui 650 mila dipendenti della sanità pubblica. La spesa scende da 37,7 a 36,6 mld
Studi e Analisi
Personale Ssn. Calano gli occupati (-2,4%) e la spesa (-1,1 miliardi). L’analisi del triennio 2011/2013 sui 650 mila dipendenti della sanità pubblica. La spesa scende da 37,7 a 36,6 mld
Pubblicato il nuovo rapporto elaborato dalla Struttura tecnica di monitoraggio sulla sanità (STEM). Emerge “una incontrovertibile tendenza alla diminuzione del costo complessivo per il personale ed in modo specifico nelle Regioni sottoposte a Piani di Rientro”. Il costo medio per unità di personale è di 56 mila euro. I dirigenti medici al top per le retribuzioni con una media di 113 mila euro per dipendente. IL RAPPORTO
Luciano Fassari
Residenze socio-assistenziali e socio-sanitarie. Istat: in Italia 12.261 strutture e 384 mila posti letto. Forti differenze nord-sud
Residenze socio-assistenziali e socio-sanitarie. Istat: in Italia 12.261 strutture e 384 mila posti letto. Forti differenze nord-sud
Studi e Analisi
Residenze socio-assistenziali e socio-sanitarie. Istat: in Italia 12.261 strutture e 384 mila posti letto. Forti differenze nord-sud
L’offerta raggiunge i più alti livelli nelle regioni del Nord, dove si concentra il 66% dei posti letto complessivi (9 ogni 1.000 residenti) e tocca i valori minimi nel Sud con il 10% dei posti letto (soltanto 3 posti letto ogni 1.000 residenti). Nel 76% dei casi le persone assistite sono over 65. LO STUDIO
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Intanto ammettiamo tuti i limiti della 833 (quinta parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Intanto ammettiamo tuti i limiti della 833 (quinta parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Intanto ammettiamo tuti i limiti della 833 (quinta parte)
Dopo 40 anni, abbiamo a che fare con un paradosso: di quella storica riforma di cui sono rimasti  i suoi postulati di fondo, sono sparite tutte  le parti positive, mentre sono sopravvissuti intatti  tutti i suoi limiti culturali
Ivan Cavicchi
Medicina del territorio? Il suo potenziamento passa attraverso l’assistenza digitale. Il progetto Luiss
Medicina del territorio? Il suo potenziamento passa attraverso l’assistenza digitale. Il progetto Luiss
Studi e Analisi
Medicina del territorio? Il suo potenziamento passa attraverso l’assistenza digitale. Il progetto Luiss
Come conciliare l’esigenza di innovazione con la carenza di risorse? Quale ruolo possono avere i privati in questo contesto? Queste alcune domande a cui si è cercato di rispondere durante un seminario che ha affrontato il tema del potenziale impiego di modelli organizzativi che sfruttino le opportunità offerte dall’utilizzo di nuovi strumenti di tecno assistenza per l’erogazione di servizi integrati.
Diagnostica per immagini. Assobiomedica: “Apparecchiature sempre più vecchie. Ancora analogico il 50% di quelle radiologiche”
Diagnostica per immagini. Assobiomedica: “Apparecchiature sempre più vecchie. Ancora analogico il 50% di quelle radiologiche”
Studi e Analisi
Diagnostica per immagini. Assobiomedica: “Apparecchiature sempre più vecchie. Ancora analogico il 50% di quelle radiologiche”
Da uno studio di Associazione delle imprese del biomedicale emerge un trend di peggioramento rispetto al recente passato riconducibile al “mancato rinnovamento indotto dalla spending review. Troppo pochi i vantaggi per i cittadini dalle nuove tecnologie, soprattutto per screening e diagnosi precoce”. LO STUDIO
I medici italiani sono i più vecchi della Ue. 1 su 2 ha più di 55 anni
I medici italiani sono i più vecchi della Ue. 1 su 2 ha più di 55 anni
Studi e Analisi
I medici italiani sono i più vecchi della Ue. 1 su 2 ha più di 55 anni
I dati sono contenuti nell’ultimo focus di Eurostat sulla professione nella Ue. In totale in tutto il continente lavorano 1,7 mln di camici bianchi. Più della metà è impiegato negli ospedali. Il nostro Paese quello con i professionisti più anziani e al secondo posto (dopo la Germania) per numero di medici con 235mila. IL FOCUS
Luciano Fassari
Ddl concorrenza. La liberalizzazione della fascia C e i falsi allarmi sulla salute. Lo studio dell’Istituto Bruno Leoni
Ddl concorrenza. La liberalizzazione della fascia C e i falsi allarmi sulla salute. Lo studio dell’Istituto Bruno Leoni
Studi e Analisi
Ddl concorrenza. La liberalizzazione della fascia C e i falsi allarmi sulla salute. Lo studio dell’Istituto Bruno Leoni
"La liberalizzazione dei farmaci di fascia C non nuoce alla salute. La vendita potrà avvenire solo se un medico prescrive il farmaco e solo se c’è un farmacista al banco, ossia con le stesse garanzie che esistono nell'attuale sistema". Nel briefieng paper, curato da Luciano Capone, non solo vengono smentiti i possibili pericoli per la salute dei cittadini ma si torna a parlare anche di risparmi dovuti "all’iniezione di maggiore concorrenza". IL PAPER
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il punto dopo la proposta di Confindustria e Confcommercio (quarta parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il punto dopo la proposta di Confindustria e Confcommercio (quarta parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Il punto dopo la proposta di Confindustria e Confcommercio (quarta parte)
L’articolo che segue era già stato preparato proprio come gli altri che seguiranno ma oggi dopo l’exploit di Confindustria e Confcommercio non avrei scritto  nulla di diverso a parte la possibilità di dare un nome preciso ai nostri controriformatori
Ivan Cavicchi
Confindustria e Confcommercio lanciano la loro sfida per il “secondo pilastro universalistico”. La sanità integrativa non basta più
Confindustria e Confcommercio lanciano la loro sfida per il “secondo pilastro universalistico”. La sanità integrativa non basta più
Studi e Analisi
Confindustria e Confcommercio lanciano la loro sfida per il “secondo pilastro universalistico”. La sanità integrativa non basta più
Le due confederazioni propongono l’integrazione della sanità pubblica con una sanità complementare di tipo universalistico (e non più quindi solo rivolta all’extra Lea) capace di “garantire una compartecipazione alla spesa più efficiente che permetterebbe anche di liberare risorse e stimolare nuovi investimenti e consumi ed evitare che sanità vada ‘fuori mercato’”. Ma per iniziare serve una politica di incentivi fiscali. LO STUDIO
Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio
Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio
Studi e Analisi
Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio
Inoltre, il 40% dichiara di aver dovuto dimettere un paziente a causa delle criticità organizzative. Notevole la percezione delle diseguaglianze in salute: oltre il 60% sostiene di aver avuto pazienti che non seguono le cure per motivi economici. Significativa anche la percentuale di chi ritiene che i fenomeni di corruzione siano diffusi in sanità (65%). Questi alcuni dati dell'indagine realizzata su un campione di oltre 1600 intervistati. L'INDAGINE
Ospedali privati: “Noi efficienti. Mentre quelli pubblici ‘sprecano’ quasi 8 miliardi l’anno. E i pazienti ci scelgono sempre di più”
Ospedali privati: “Noi efficienti. Mentre quelli pubblici ‘sprecano’ quasi 8 miliardi l’anno. E i pazienti ci scelgono sempre di più”
Studi e Analisi
Ospedali privati: “Noi efficienti. Mentre quelli pubblici ‘sprecano’ quasi 8 miliardi l’anno. E i pazienti ci scelgono sempre di più”
I conti li ha fatti l'Aiop analizzando con Ermeneia 11 tipologie di spesa che darebbero luogo a inefficienze per 2,3 mld di euro nelle Ao e 2 mld negli ospedali a gestione diretta. E poi ci sono gli oneri per gli ammortamenti che costano 1,8 mld e 1,7 mld di spese per il personale “nascoste” all’interno di altre voci di spesa. Intanto i pazienti sono sempre più scoraggiati per il graduale logoramento dell’offerta di servizi ospedalieri pubblici
In sanità più di un dipendente su 10 è inidoneo e con limitazioni lavorative. Lo studio Cergas: “Fenomeno in crescita e che ha ripercussioni su assistenza”
In sanità più di un dipendente su 10 è inidoneo e con limitazioni lavorative. Lo studio Cergas: “Fenomeno in crescita e che ha ripercussioni su assistenza”
Studi e Analisi
In sanità più di un dipendente su 10 è inidoneo e con limitazioni lavorative. Lo studio Cergas: “Fenomeno in crescita e che ha ripercussioni su assistenza”
In un caso su due l’inidoneità riguarda la movimentazione dei carichi. Nell’80% dei casi riguarda le donne. Le categorie più colpite sono gli Operatori sanitari e gli infermieri. E con l'avanzare dell'età l'impatto è più forte: il 30% del personale over 60 ha una qualche limitazione. Tra le proposte per gestire il fenomeno lo sviluppo delle competenze attraverso communities of practice e un più forte ruolo dell’azienda nella gestione delle limitazioni. LO STUDIO
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Partiamo dalla sostenibilità. Ma quella vera (terza parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Partiamo dalla sostenibilità. Ma quella vera (terza parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Partiamo dalla sostenibilità. Ma quella vera (terza parte)
Oggi la sostenibilità è interpretata dal governo solo come sostenibilità economica.  Cioè come questione finanziaria e per questa ragione  tutte le politiche in campo sono definanzianti. E invece dovremmo partire dall’equilibrio (sostenibilità) della domanda/offerta
Ivan Cavicchi
Pensioni, sanità e assistenza sociale. Censis: “La ‘White Economy’ vale 290 miliardi e coinvolge 3,8 milioni di occupati”
Pensioni, sanità e assistenza sociale. Censis: “La ‘White Economy’ vale 290 miliardi e coinvolge 3,8 milioni di occupati”
Studi e Analisi
Pensioni, sanità e assistenza sociale. Censis: “La ‘White Economy’ vale 290 miliardi e coinvolge 3,8 milioni di occupati”
La filiera economica della cura, dell’assistenza e della previdenza per le persone assorbe il 16,5% degli occupati del Paese. Il 42,2% del valore della produzione è attribuibile ai servizi sanitari, il 17,9% alle attività pubbliche di gestione e regolazione, il 17,7% all’industria del farmaco e delle attrezzature medicali. Ma permangono difficoltà nell'accesso alle prestazioni socio-sanitarie e in sanità spesa privata è poco intermediata. Domani convegno a Roma
Contratti pubblici in sanità. Cantone (Anac): “Troppe proroghe ‘tecniche’, anche fino a 13 anni. Se ne fa un uso distorto per coprire palesi inefficienze”
Contratti pubblici in sanità. Cantone (Anac): “Troppe proroghe ‘tecniche’, anche fino a 13 anni. Se ne fa un uso distorto per coprire palesi inefficienze”
Studi e Analisi
Contratti pubblici in sanità. Cantone (Anac): “Troppe proroghe ‘tecniche’, anche fino a 13 anni. Se ne fa un uso distorto per coprire palesi inefficienze”
Falle nella redazione degli atti e nello svolgimento della gara, ritardi nell’aggiudicazione definitiva derivanti da contenzioso, proroghe per la mancata conclusione di gare centralizzate. Queste alcuni motivazioni che hanno portato in alcuni casi anche a proroghe di contratti fino al 300% in più rispetto alla data originaria. “Senza programmazione anche le Centrali uniche d’acquisto hanno creato effetti distorsivi”. IL DOCUMENTO
L.F.
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Facciamo come gli inglesi (seconda parte)
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Facciamo come gli inglesi (seconda parte)
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità. Facciamo come gli inglesi (seconda parte)
La strada più semplice è che la politica nelle sue diverse forme, istituisca  un commissione di scopo a tempo, come tante volte hanno fatto gli inglesi (black report, rapporto Griffith, rapporto Komer, ecc.), con delle competenze e delle sensibilità  riformatrici certe (quelle scientifiche  tecniche amministrative non bastano meno che mai gli amici degli amici, o le logiche di spartizione dei ruoli, o peggio quelle di apparato)
Ivan Cavicchi
In Italia 1,7 milioni di donne straniere in età fertile, ma solo una su cinque va dal ginecologo. Lo studio al Congresso della Sigo
In Italia 1,7 milioni di donne straniere in età fertile, ma solo una su cinque va dal ginecologo. Lo studio al Congresso della Sigo
Studi e Analisi
In Italia 1,7 milioni di donne straniere in età fertile, ma solo una su cinque va dal ginecologo. Lo studio al Congresso della Sigo
I dati presentati in vista del congresso 2016 dei ginecologi italiani dedicato alla società multirazziale. Un parto su cinque in Italia è svolto da una donna di origine straniera. Il 26% è originaria dell’UE, il 25% dell’Africa. Seguono l’Asia (18%) e il Sud-America (8%). L’età media delle madri è di 29 anni contro i 32 delle italiane. E infine resta alta la percentuale di IVG: il 34% riguarda donne straniere
Pronto soccorso sempre più intasati: 76% dei pazienti ci resta più di 2 giorni perché non c’è posto in reparto. Le proposte Simeu
Pronto soccorso sempre più intasati: 76% dei pazienti ci resta più di 2 giorni perché non c’è posto in reparto. Le proposte Simeu
Studi e Analisi
Pronto soccorso sempre più intasati: 76% dei pazienti ci resta più di 2 giorni perché non c’è posto in reparto. Le proposte Simeu
Il monitoraggio della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza evidenzia che si stimano in diverse centinaia ogni giorno il numero di pazienti in barella nei PS in attesa di un posto letto nei reparti, anche per molti giorni (fino a 6), un dato destinato a peggiorare criticamente nei mesi invernali. Tra le possibili soluzioni, proposte al Ministero, la Definizione di standard omogenei per i tempi massimi di permanenza nei PS.
Depressione. In Italia 7,5 milioni di casi. Un paziente costa 4mila euro l’anno al Ssn. Bruciati 4 miliardi di euro per le ore lavorative perse 
Depressione. In Italia 7,5 milioni di casi. Un paziente costa 4mila euro l’anno al Ssn. Bruciati 4 miliardi di euro per le ore lavorative perse 
Studi e Analisi
Depressione. In Italia 7,5 milioni di casi. Un paziente costa 4mila euro l’anno al Ssn. Bruciati 4 miliardi di euro per le ore lavorative perse 
Ne soffre il 12,5% degli italiani e la maggior parte dei pazienti non chiede aiuto e solo il 34% assume una terapia. Oltre i disturbi dell’umore, salute fisica più compromessa. Questi gli scenari emersi oggi al Forum “Un Viaggio di 100 anni nelle neuroscienze” organizzato da The European House-Ambrosetti.
La salute degli italiani. Noi e gli spagnoli (loro sono primi in classifica) i più longevi in Europa. Si conferma però la crescita del “malessere psicologico”. La foto dell’Istat nel Rapporto Bes
La salute degli italiani. Noi e gli spagnoli (loro sono primi in classifica) i più longevi in Europa. Si conferma però la crescita del “malessere psicologico”. La foto dell’Istat nel Rapporto Bes
Studi e Analisi
La salute degli italiani. Noi e gli spagnoli (loro sono primi in classifica) i più longevi in Europa. Si conferma però la crescita del “malessere psicologico”. La foto dell’Istat nel Rapporto Bes
E' uscita l'edizione 2015 del rapporto Bes sul "benessere equo e sostenibile in Italia".  La vita media attesa per gli italiani (82,9 anni)  è più lunga di almeno 1 anno e mezzo della media europa. Peggiora il benessere psicologico, in particolare nel Mezzogiorno. Il Nord si caratterizza per maggiori quote di consumo di alcol considerato a rischio. Le più alte quote di sedentari si osservano in Sicilia (con oltre il 60%), seguita da Puglia e Campania. IL CAPITOLO SALUTE DEL BES
“Spesa sanitaria out of pocket a quota 30 mld. Ma solo 1,4 mld sono intermediati”. Lo studio e le proposte di Fondo Est
“Spesa sanitaria out of pocket a quota 30 mld. Ma solo 1,4 mld sono intermediati”. Lo studio e le proposte di Fondo Est
Studi e Analisi
“Spesa sanitaria out of pocket a quota 30 mld. Ma solo 1,4 mld sono intermediati”. Lo studio e le proposte di Fondo Est
Per il presidente Buongiardino “occorre sgravare le famiglie da oneri economici sempre più difficilmente sostenibili, per contrastare il fenomeno della ‘rinuncia alle cure’ e favorire un più equo accesso alla tutela della propria salute”. E per questo la ricetta proposta è quella di “un’attività di relazione e coordinamento tra sanità pubblica ed integrativa”.
All’Italia il primato delle morti per inquinamento. Nel 2012 registrati 84.400 decessi. Il Rapporto dell’Agenzia UE per l’ambiente
All’Italia il primato delle morti per inquinamento. Nel 2012 registrati 84.400 decessi. Il Rapporto dell’Agenzia UE per l’ambiente
Studi e Analisi
All’Italia il primato delle morti per inquinamento. Nel 2012 registrati 84.400 decessi. Il Rapporto dell’Agenzia UE per l’ambiente
Colpa dell’esposizione a particolato (PM), ozono troposferico (O3) e biossido di azoto (NO2). In rapporto al numero di abitanti peggio di noi solo i paesi dell’Est e di area Balcanica. Nella Ue a 28 stimati 491 mila decessi prematuri dovuti agli inquinanti atmosferici. Benelux, Pianura Padana, Area metropolitana di Londra e Ruhr In Germania le aree più colpite. IL RAPPORTO
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità
Studi e Analisi
Come uscire dal vicolo cieco delle “non riforme” in sanità
Oggi non c’è un angolo del sistema sanitario che non dovrebbe essere riformato (professioni, lavoro, azienda, organizzazioni, spesa, ospedale, cure primarie, prevenzione, ecc.). Come fare? Riformare tutto ciò che le riforme sino ad oggi  non hanno mai riformato
Ivan Cavicchi