Pronto soccorso: tra abbandoni e attese oltre le 8 ore ecco la mappa degli ospedali più in difficoltà

Pronto soccorso: tra abbandoni e attese oltre le 8 ore ecco la mappa degli ospedali più in difficoltà

Pronto soccorso: tra abbandoni e attese oltre le 8 ore ecco la mappa degli ospedali più in difficoltà

I dati Agenas mettono in luce criticità profonde nel sistema dell’emergenza, con tassi di abbandono molto elevati in diverse strutture e percentuali significative di accessi che comportano tempi di attesa superiori alle 8 ore. Al Policlinco Tor Vergata di Roma un paziente su 4 attende oltre 8 ore prima di essere visitato. A Palermo al Ps Riuniti Villa Sofia–Cervello il 24,7% dei pazienti abbandona la struttura prima della visita.

Un nuovo confronto tra i principali pronto soccorso italiani mette in luce criticità profonde nel sistema dell’emergenza, con tassi di abbandono molto elevati in diverse strutture e percentuali significative di accessi che comportano tempi di attesa superiori alle 8 ore. Le analisi di Agenas, suddivise tra ospedali universitari e ospedali generali, mostrano una situazione disomogenea ma con trend ricorrenti: i territori più in difficoltà si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in alcune grandi aree metropolitane.

Abbandoni dal PS: picchi oltre il 20% negli ospedali non universitari

Nel settore degli ospedali non universitari emergono valori molto alti di abbandono prima della visita medica. A Palermo, il pronto soccorso del Riuniti Villa Sofia–Cervello arriva al 24,7%, seguito dal Dei Colli di Napoli con il 23,1%. Sopra il 15% anche il Vico Benfratelli di Palermo (18,2%) e il Garibaldi di Catania (15,6%).

Valori significativi riguardano anche al Cardarelli di Napoli (12,8%), Mauriziano di Torino (12,5%), Brotzu di Cagliari (11,5%) e al Papardo di Messina (10,6%)

Tra le grandi strutture del Centro-Nord, numeri meno allarmanti ma comunque rilevanti si registrano al Papa Giovanni XXIII di Bergamo (9,9%), allo S.Giovanni Addolorata di Roma (9,3%) e al San Camillo Forlanini, sempre nella Capitale, con il 9,2%.

Il dato più basso in assoluto appartiene allo S. Maria di Terni, che si ferma allo 0,3%.

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Gli ospedali universitari: Roma e Padova ai due estremi

Tra gli ospedali universitari, la situazione è altrettanto variabile. Il pronto soccorso con il tasso più alto è il Giaccone di Palermo, dove gli abbandoni raggiungono il 18,8%. Seguono:

            •          Tor Vergata (Roma) – 15,7%

            •          G. Martino di Messina – 13,3%

            •          Cagliari – 11,8%

            •          Riuniti di Foggia – 11,6%

            •          Sant’Andrea (Roma) – 10,9%

Tra le strutture con meno abbandoni spiccano Padova (1,0%), San Matteo di Pavia (1,2%) e Verona (1,9%), che rappresentano i casi di maggiore efficienza.

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Attese oltre 8 ore: emergenza a Palermo, Napoli e Alessandria

Il secondo indicatore analizzato riguarda la percentuale di accessi al PS che comportano tempi di permanenza pari o superiori a 8 ore.

Nei non universitari, anche qui il Riuniti di Palermo è al primo posto con il 20,7%, seguito dal Cardarelli di Napoli con il 20,4%. Valori molto alti anche all’SS. Antonio e Biagio di Alessandria (18,2%), struttura già critica dal punto di vista degli abbandoni.

Altri numeri rilevanti:

            •          Mauriziano di Torino – 17,9%

            •          Garibaldi di Catania – 15,4%

            •          Sette Laghi (Varese) – 15,3%

            •          Cannizzaro (Catania) – 14,4%

Tra le grandi strutture lombarde, il Niguarda di Milano appare in coda alla classifica, ma con un comunque significativo 7,4%.

Il dato più basso, 1%, si registra agli ospedali di Padova e San Carlo di Potenza.

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Universitari: Tor Vergata oltre il 25% di attese prolungate

Il quadro degli ospedali universitari è dominato dal dato di Tor Vergata, che raggiunge il 25,2% di pazienti con permanenza oltre le 8 ore, il valore più alto in assoluto tra tutte le strutture considerate.

Seguono:

            •          Sant’Andrea (Roma) – 23,6%

            •          Cagliari – 23,1%

            •          Giaccone di Palermo – 21,9%

            •          Careggi (Firenze) – 18,5%

            •          Maggiore della Carità di Novara – 18,2%

Chiudono la classifica con i valori più contenuti Padova (2,9%) e San Raffaele – Dulbecco di Milano (4,6%).

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Il quadro complessivo: pressione crescente e differenze territoriali marcate

Il confronto tra i due indicatori mostra una forte correlazione tra ospedali con alti tassi di abbandono e quelli con maggiori attese, a conferma di una pressione strutturale cronica sul sistema dell’emergenza, soprattutto nelle aree metropolitane del Sud.

A emergere è anche la distinzione tra grandi ospedali universitari del Centro-Nord – spesso più performanti – e numerose strutture del Mezzogiorno che presentano livelli critici in entrambe le misure.

La situazione evidenzia inoltre la necessità di:

            •          potenziare gli organici, in particolare nei PS delle grandi città

            •          migliorare i percorsi di presa in carico, soprattutto nelle ore di punta

            •          rafforzare la rete territoriale, per ridurre gli accessi impropri

            •          operare un monitoraggio continuo delle performance ospedaliere

I dati Agenas mostrano un’Italia del pronto soccorso ancora troppo disomogenea, con peggioramenti importanti in aree già storicamente critiche. I dati indicano chiaramente le strutture che necessitano di interventi prioritari e quelle che, al contrario, rappresentano modelli di efficienza. La sfida, ora, è trasformare queste evidenze in azioni concrete di programmazione e investimento.

Luciano Fassari

02 Dicembre 2025

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