Campania. Smi contro l’autenticazione a due fattori per le prescrizioni: “Studi medici a rischio tilt”

Campania. Smi contro l’autenticazione a due fattori per le prescrizioni: “Studi medici a rischio tilt”

Campania. Smi contro l’autenticazione a due fattori per le prescrizioni: “Studi medici a rischio tilt”

Il sindacato denuncia il rischio di rallentamento di tutte le attività degli studi dei medici di famiglia, ma anche difficoltà legate legate a trasferire le procedure della dematerializzazione ai sostituti dei medici di famiglia che subentrano ai titolari durante le ferie o malattie.

Sicurezza? Ma anche caos. È quello che genererà, in Campania l’autenticazione a due fattori delle prescrizioni elettroniche negli studi dei medici di medicina generale, secondo lo Smi. “Diversamente dalle altre Regioni gli specialisti e i medici ospedalieri in Campania non effettuano le prescrizioni di loro competenza, ma le rimandano ai medici di medicina generale. Quindi con la introduzione dell’autenticazione a due fattori si rallenteranno tutte le attività degli studi dei medici di famiglia, generando il caos”, dichiara Giovanni Senese, segretario regionale Campania dello Smi, secondo il quale, inoltre, “molti medici campani non sono a conoscenza degli adempimenti previsti e quindi non riusciranno a dematerializzare le ricette con gravissimi disservizi per i cittadini”.

Non solo, Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale dell’Area Convenzionata dello Smi, fa notare come le difficoltà siano legate, anche, “a trasferire le procedure della dematerializzazione ai sostituti dei medici di famiglia che subentrano ai titolari degli ambulatori nei periodi in cui i professionisti sono impossibilitati (per malattie, per ferie, etc.) ad esercitare la professione. Ci preme rammentare che in molti casi i sostituti per i medici di famiglia non si riescono a trovare, a causa della crisi di vocazione per la professione medica”.

“Questa misura, così, rischia di andare nella direzione contraria a quanto, invece, dichiara di fare e cioè proseguire nella riduzione del carico burocratico dal lavoro dei medici di medicina generale”, conclude Gioria.

22 Aprile 2026

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