Federalismo fiscale. Il Governo tira dritto dopo il no della Conferenza Unificata. Via libera del Cdm al decreto attuativo della delega

Federalismo fiscale. Il Governo tira dritto dopo il no della Conferenza Unificata. Via libera del Cdm al decreto attuativo della delega

Federalismo fiscale. Il Governo tira dritto dopo il no della Conferenza Unificata. Via libera del Cdm al decreto attuativo della delega

Il Governo procede con il decreto sul federalismo fiscale nonostante il no della Conferenza Unificata, per evitare la scadenza della delega al 29 agosto 2026. L'Esecutivo motiva la decisione ai sensi di legge e recepisce le osservazioni emerse nel confronto con le autonomie.

Il Governo non si ferma. Nonostante il mancato accordo con Regioni ed enti locali, il Consiglio dei ministri ha deciso di proseguire l’iter del decreto legislativo sul federalismo fiscale regionale e sui tributi regionali e locali, uno dei principali tasselli della riforma destinata a completare il percorso di attuazione del federalismo fiscale previsto dalla Costituzione.

La decisione è arrivata nella riunione di ieri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il Consiglio dei ministri ha adottato una deliberazione motivata che gli consente di andare avanti anche in assenza dell’intesa della Conferenza Unificata.

Perché il Governo può procedere anche senza l’intesa
Il via libera arriva dopo che, nella seduta del 28 luglio, la Conferenza Unificata ha formalmente sancito la mancata intesa sullo schema di decreto. Non si tratta, però, di un veto che impedisce automaticamente al Governo di esercitare la delega.

L’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 281 del 1997 prevede infatti che, quando l’accordo non viene raggiunto, il Consiglio dei ministri possa comunque deliberare, purché motivi la decisione e dia conto di aver esperito tutti i tentativi necessari per arrivare a una soluzione condivisa.

È proprio quanto sostiene l’Esecutivo nella deliberazione approvata ieri. Il Governo afferma di aver rispettato il principio costituzionale della leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali, evidenziando che sono state svolte tutte le attività istruttorie e i confronti necessari nel tentativo di raggiungere l’intesa.

La stessa nota diffusa da Palazzo Chigi sottolinea inoltre un elemento politicamente significativo: la mancata intesa sarebbe stata formalizzata nonostante “l’orientamento favorevole espresso dalla maggioranza delle Regioni”. Un passaggio che mira a evidenziare come il mancato accordo sia maturato all’interno della complessa composizione della Conferenza Unificata, nella quale sono rappresentati, oltre alle Regioni, anche Comuni, Province e Città metropolitane.

La corsa contro il tempo della delega
A spingere il Governo verso una decisione immediata è stata anche la scadenza ormai imminente della delega legislativa.

Il termine entro il quale l’Esecutivo può adottare il decreto è fissato al 29 agosto 2026. Trascorsa quella data, il potere conferito dal Parlamento si esaurirebbe e il decreto non potrebbe più essere approvato, salvo una nuova legge di delega.

Per questo il Consiglio dei ministri richiama espressamente, nella deliberazione, la necessità di proseguire il percorso di attuazione del federalismo fiscale prima della scadenza prevista dalla legge.

Le modifiche emerse nel confronto con le autonomie

Il Governo precisa, inoltre, di non aver ignorato il confronto con le autonomie territoriali. Il decreto proseguirà infatti il proprio iter sulla base dello schema già approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 9 maggio 2025, ma incorporando anche le modifiche proposte durante il confronto istituzionale e riportate nell’atto approvato dalla Conferenza Unificata.

In altre parole, l’Esecutivo conferma l’impianto della riforma, ma recepisce le osservazioni emerse nel corso della trattativa, pur in assenza dell’accordo formale richiesto.

Un tassello del federalismo fiscale
Il provvedimento riguarda il riordino dei tributi regionali e locali e rappresenta uno dei decreti attuativi della delega sul federalismo fiscale regionale. L’obiettivo è completare un percorso di riforma avviato da tempo, definendo in modo più organico i rapporti finanziari tra Stato, Regioni ed enti locali e rafforzando il sistema del federalismo fiscale.

L’approvazione della deliberazione di ieri non conclude tuttavia il percorso. Consente al Governo di proseguire nell’esercizio della delega nonostante la mancata intesa con la Conferenza Unificata, evitando che l’imminente scadenza del termine impedisca l’adozione del decreto legislativo.

G.R.

30 Luglio 2026

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