Morbillo e rosolia. Ue/See, In un anno oltre 4.600 casi di morbillo, 6 i decessi. Italia terzo paese colpito. Solo 83 invece casi di rosolia e 0 morti

Morbillo e rosolia. Ue/See, In un anno oltre 4.600 casi di morbillo, 6 i decessi. Italia terzo paese colpito. Solo 83 invece casi di rosolia e 0 morti

Morbillo e rosolia. Ue/See, In un anno oltre 4.600 casi di morbillo, 6 i decessi. Italia terzo paese colpito. Solo 83 invece casi di rosolia e 0 morti

Oltre un terzo dei casi di morbillo riguarda bambini sotto i cinque anni, con i tassi più alti nei neonati (124 casi per milione) e nei 1-4 anni (65,3). Quasi l’80% dei casi con stato noto è non vaccinato. Persistono ampie lacune nelle coperture, lontane dal 95% raccomandato. La fotografia nel periodo marzo 2025–febbraio 2026 scattata dall’Ecdc

In dodici mesi l’Europa torna a fare i conti con il morbillo: 4.623 casi segnalati tra il 1° marzo 2025 e il 28 febbraio 2026 nei Paesi UE/SEE, a fronte di appena 83 casi di rosolia. Il virus ha causato anche sei decessi (CFR 0,130%), registrati in Francia (quattro), Paesi Bassi (uno) e Romania (uno), mentre per la rosolia non si sono verificati morti (CFR 0,000%).

È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ecdc, basato sui dati Epipulse relativi al periodo 1° marzo 2025-28 febbraio 2026. I dati vengono trasmessi mensilmente da 30 Paesi UE/SEE per il morbillo e da 29 per la rosolia (il Belgio non invia dati sulla rosolia). Tutti i Paesi riportano dati basati sui casi, ad eccezione del Belgio (che fornisce dati aggregati per il morbillo e nessun dato per la rosolia) e della Polonia (dati basati sui casi per il morbillo e aggregati per la rosolia).

Morbillo: Italia tra i Paesi più colpiti

Nel dettaglio, dei 4.623 casi di morbillo segnalati, 3.860 (83,5%) sono stati confermati in laboratorio. Quattro Paesi (Lussemburgo, Malta, Liechtenstein e Finlandia) non hanno registrato alcun caso. Nel periodo considerato sono stati segnalati sei decessi, tutti attribuibili al morbillo.

La distribuzione dei casi evidenzia una vera e propria “classifica” europea: al primo posto la Romania con 1.587 casi (34,3% del totale), seguita dalla Francia con 754 (16,3%) e dall’Italia con 534 casi (11,6%), che si colloca quindi al terzo posto nell’UE/SEE per numero di segnalazioni. Seguono Paesi Bassi (456; 9,9%) e Spagna (366; 7,9%).

Tassi di notifica superiori alla media UE/SEE (10,2 casi per milione di abitanti) sono stati registrati in Romania (83,2), Belgio (29,7), Paesi Bassi (25,4), Cipro (21,7), Francia (11,0) e Austria (10,9).

Trasmissione e importazioni

Dei casi complessivi, 425 (9,2%) sono stati classificati come importati, ossia con esposizione avvenuta fuori dal Paese di segnalazione. Altri 91 (2,0%) risultano correlati a importazione, mentre 2.705 (58,5%) sono stati acquisiti localmente. Per 1.402 casi (30,3%) lo stato di importazione è sconosciuto. In 11 Paesi almeno il 50% dei casi è risultato importato o collegato a importazioni. Nonostante la variabilità tra Stati, la maggior parte dei contagi nell’UE/SEE è legata a trasmissione locale o comunitaria.

Fasce d’età e vulnerabilità

Tra i casi con età nota, 1.536 (33,2%) riguardano bambini sotto i cinque anni, mentre 1.956 (42,3%) persone di età pari o superiore a 15 anni. I tassi di notifica più elevati si registrano nei neonati sotto l’anno di età (124,0 casi per milione) e nei bambini tra 1 e 4 anni (65,3 per milione). I neonati risultano particolarmente vulnerabili, anche perché nella maggior parte dei Paesi UE/SEE la prima dose di vaccino viene somministrata dopo i 12 mesi.

Stato vaccinale

Un totale di 588 casi (12,8%) presenta stato vaccinale sconosciuto, quota più elevata tra gli adulti sopra i 30 anni (302 casi; 27,5%). Tra i 4.013 casi con stato vaccinale noto, 3.206 (79,9%) risultano non vaccinati, 378 (9,4%) avevano ricevuto una dose, 386 (9,6%) due o più dosi e 34 (0,8%) una dose con numero non specificato.

Nella fascia 1-4 anni, su 1.072 casi, 838 (78,2%) erano non vaccinati, 148 (13,8%) avevano ricevuto una dose, 19 (1,8%) due o più dosi e 61 (5,7%) una dose con numero non noto.

Coperture vaccinali

La copertura vaccinale contro il morbillo resta subottimale in molti Paesi. L’obiettivo raccomandato è almeno il 95% per due dosi a tutti i livelli subnazionali. Tuttavia, secondo le stime Ims-Unicef per il 2024, solo quattro Paesi UE/SEE – Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo – hanno raggiunto questa soglia per entrambe le dosi.

Per raggiungere l’eliminazione del morbillo, il rapporto sottolinea la necessità di migliorare stabilmente la copertura vaccinale infantile e ridurre le lacune tra adolescenti e adulti.

Rosolia: Italia tra i pochi Paesi con casi

Per quanto riguarda la rosolia, nel periodo in esame sono stati segnalati 83 casi, di cui otto (1,0%) confermati in laboratorio. Ventidue Paesi non hanno riportato alcun caso. Anche in questo caso emerge una distribuzione concentrata: la Polonia è nettamente al primo posto con 67 casi (80,7%), seguita da Germania (sette; 8,4%), Italia (quattro; 4,8%) e Spagna (due; 2,4%).

La Polonia registra un tasso di notifica superiore alla media UE/SEE (0,2 casi per milione), con 1,8 casi per milione, ma i dati vanno interpretati con cautela: solo due dei 67 casi (2,99%) sono stati confermati in laboratorio.

Non sono stati segnalati decessi per rosolia.

23 Aprile 2026

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