Professioni sanitarie, prossimità delle cure e diritto di scelta: serve un chiarimento per il futuro del Ssn

Professioni sanitarie, prossimità delle cure e diritto di scelta: serve un chiarimento per il futuro del Ssn

Professioni sanitarie, prossimità delle cure e diritto di scelta: serve un chiarimento per il futuro del Ssn

Gentile Direttore, la recente sentenza del TAR Marche n. 752/26 sull’esercizio professionale dell’Igienista Dentale merita una riflessione che va oltre il caso specifico e che chiama in causa il ruolo delle professioni sanitarie, l’organizzazione dell’assistenza territoriale e soprattutto i diritti dei cittadini...

Gentile Direttore,
la recente sentenza del TAR Marche n. 752/26 sull’esercizio professionale dell’Igienista Dentale merita una riflessione che va oltre il caso specifico e che chiama in causa il ruolo delle professioni sanitarie, l’organizzazione dell’assistenza territoriale e soprattutto i diritti dei cittadini all’interno del nostro sistema sanitario.

Nel pieno rispetto delle prerogative della Magistratura Amministrativa, ritengo che questa vicenda evidenzi l’esigenza di un chiarimento istituzionale più ampio e che possa offrire una prospettiva coerente rispetto all’evoluzione che le professioni sanitarie hanno conosciuto negli ultimi decenni.

Voglio anzitutto esprimere vicinanza e solidarietà alle colleghe e ai colleghi Igienisti Dentali, che contribuiscono con competenza, responsabilità e rigore scientifico alla tutela della salute dei cittadini. Condivido inoltre le preoccupazioni espresse dalla FNO TSRM e PSTRP sul rischio che una lettura restrittiva dell’attuale quadro normativo possa non cogliere appieno l’evoluzione professionale, culturale e organizzativa maturata nella sanità italiana. Una riflessione che può essere sviluppata nel pieno rispetto della pronuncia del giudice amministrativo ma con la consapevolezza che il tema meriti un approfondimento da parte del Legislatore e del Ministero della Salute.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica Italiana, fondata sui principi chiari e inderogabili della Costituzione, è necessario richiamare il valore dell’articolo 32: un principio che trova concreta attuazione anche nella possibilità per i cittadini di accedere alle prestazioni sanitarie e di esercitare, nell’ambito delle competenze riconosciute, una libera e consapevole scelta dei professionisti ai quali affidarsi.

La sanità, inoltre, è profondamente cambiata. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la crescente domanda di assistenza territoriale e gli investimenti previsti dal PNRR impongono un modello fondato sulla prossimità delle cure, sulla presa in carico multidisciplinare e sulla valorizzazione di tutte le competenze disponibili.

In questo scenario le Professioni Sanitarie hanno compiuto un percorso straordinario di crescita: la formazione universitaria, la ricerca scientifica, l’aggiornamento continuo, l’assunzione di responsabilità professionali sempre più definite e il riconoscimento ordinistico hanno formato professionisti autonomi, competenti e pienamente integrati nei percorsi assistenziali. Un’evoluzione che non ha mai avuto come obiettivo la separazione tra professioni ma la costruzione di un sistema fondato sulla collaborazione, nel quale ciascuno opera secondo le proprie competenze ma nell’interesse esclusivo degli assistiti.

Per questo motivo è oggi più che mai urgente un pronunciamento del Ministero della Salute che contribuisca a definire un quadro interpretativo chiaro, uniforme e coerente per tutte le Professioni Sanitarie. Non si tratta di alimentare contrapposizioni o rivendicazioni corporative ma di garantire certezza normativa, valorizzazione delle competenze e omogeneità di applicazione sul territorio nazionale.

La preoccupazione che emerge da questa vicenda riguarda non soltanto le professioni ma il futuro stesso del SSN: ogni scelta che incide sull’organizzazione delle competenze professionali produce infatti inevitabili effetti sulla prossimità dei servizi, sull’accessibilità delle cure e sulla capacità del sistema di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini.

C’è poi una riflessione che il Paese non può più rinviare: le Professioni Sanitarie sono una risorsa strategica per la sostenibilità del sistema sanitario pubblico, ma assistiamo a una crescente difficoltà nell’attrarre i giovani verso molti percorsi universitari dell’area sanitaria. Non dovremmo sorprenderci se sempre meno di loro scelgono queste professioni, né se molti di coloro che investono anni di studio, impegno e sacrificio nella propria formazione decidono poi di cercare all’estero opportunità più valorizzanti sul piano delle competenze, delle responsabilità e delle prospettive di crescita.

Anche questo è un tema che riguarda la salute dei cittadini. Senza professionisti adeguatamente riconosciuti, valorizzati e motivati nessuna riforma organizzativa sarà sufficiente a garantire la tenuta futura del SSN.

Per questo auspico che il Ministero della Salute promuova un confronto istituzionale con gli Ordini professionali e le rappresentanze delle professioni per giungere a un chiarimento capace di coniugare sicurezza delle cure, valorizzazione delle competenze, prossimità dei servizi e diritto di scelta dei cittadini.

Sono questi, oggi come ottant’anni fa, i principi che meglio interpretano lo spirito della nostra Costituzione e che devono continuare a orientare l’evoluzione della sanità italiana.

Fabio Bracciantini
Presidente OFI Toscana Centro

Fabio Bracciantini

04 Giugno 2026

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