Schillaci: “Oltre 1.200 Case di Comunità operative. Ora la sfida è farle conoscere e usarle per rafforzare la sanità territoriale”

Schillaci: “Oltre 1.200 Case di Comunità operative. Ora la sfida è farle conoscere e usarle per rafforzare la sanità territoriale”

Schillaci: “Oltre 1.200 Case di Comunità operative. Ora la sfida è farle conoscere e usarle per rafforzare la sanità territoriale”

Il ministro della Salute ad Agorà Estate fa il punto su emergenza caldo, Case di Comunità, liste d’attesa e prevenzione. “Con la piattaforma Agenas oggi possiamo monitorare in modo trasparente le prestazioni. Sul caldo l’Italia è stata indicata dall’Oms come modello di buone pratiche”.

Dall’emergenza caldo alla riorganizzazione della medicina territoriale, passando per le liste d’attesa e l’appropriatezza delle prestazioni. Sono questi i temi affrontati dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso della trasmissione Agorà Estate, durante la quale ha rivendicato i risultati raggiunti sul fronte della prevenzione e dell’attuazione del Pnrr, indicando nelle Case di Comunità uno degli strumenti principali per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.

Emergenza caldo: “L’Italia indicata dall’Oms come esempio”

Il ministro ha ricordato come il Ministero della Salute abbia attivato con anticipo il piano di prevenzione contro le ondate di calore, con la diffusione dei bollettini già a partire dal mese di maggio e un sistema di monitoraggio che, ha sottolineato, è stato riconosciuto anche a livello internazionale.

“Lo scorso 6 luglio l’Organizzazione mondiale della sanità ha indicato l’Italia come uno dei Paesi migliori per quanto riguarda i sistemi di allerta, monitoraggio e sorveglianza contro il caldo”, ha spiegato Schillaci, ricordando anche il decalogo distribuito nelle farmacie e negli studi dei medici di medicina generale e il numero verde dedicato all’emergenza caldo, rivolto soprattutto alle persone anziane sole. Tra le raccomandazioni: bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, evitare di uscire nelle ore più calde e rifugiarsi, quando possibile, in ambienti climatizzati.

“Le Case di Comunità sono una rivoluzione”

Ampio spazio è stato dedicato alle Case di Comunità, che il ministro ha definito “una vera e propria rivoluzione nella sanità pubblica italiana”.

Secondo Schillaci sono oggi operative oltre 1.200 strutture, realizzate grazie ai fondi del Pnrr, con tutti i target previsti raggiunti. L’obiettivo è rafforzare la medicina territoriale, decongestionare i Pronto soccorso e garantire una presa in carico più efficace dei pazienti cronici e fragili.

Il ministro ha inoltre ricordato l’esperienza della Lombardia, dove alcune Case di Comunità sono state utilizzate come “cold place”, spazi climatizzati destinati ad assistere le persone colpite dagli effetti delle elevate temperature.

All’interno delle strutture, ha spiegato, operano medici di medicina generale, specialisti, infermieri e altri professionisti sanitari, in un modello multidisciplinare destinato, secondo il ministro, a diventare progressivamente familiare ai cittadini anche grazie a future campagne informative.

Accordo con i medici di famiglia

Schillaci ha poi rivendicato l’accordo nazionale raggiunto con la medicina generale, sottolineando come i medici di famiglia rappresentino un elemento imprescindibile del nuovo modello assistenziale.

“Non ho mai pensato che potesse esistere una struttura innovativa come le Case di Comunità senza i medici di medicina generale”, ha affermato, spiegando che l’intesa consentirà di superare le differenze tra le diverse Regioni e garantirà la presenza dei medici di famiglia all’interno delle nuove strutture territoriali per una parte della loro attività.

Liste d’attesa: “Ora abbiamo dati oggettivi”

Sul tema delle liste d’attesa, il ministro ha ribadito che il Governo ha deciso di affrontare direttamente una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale.

Secondo Schillaci, il principale risultato della riforma consiste nella possibilità di monitorare in maniera oggettiva l’andamento delle prestazioni attraverso la piattaforma realizzata da Agenas.

“Prima si parlava di singoli casi; oggi disponiamo di dati che fotografano la situazione regione per regione in piena trasparenza”, ha osservato, aggiungendo che nel primo quadrimestre del 2026 si registrano risultati migliori nell’erogazione delle prestazioni urgenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pur riconoscendo che resta ancora molto lavoro da fare. L’obiettivo, ha ribadito, è garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di cura indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni economiche, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.

Prevenzione e appropriatezza

In chiusura Schillaci ha richiamato il tema della prevenzione e dell’appropriatezza prescrittiva. Pur ribadendo l’importanza degli investimenti nella prevenzione, il ministro ha sottolineato come una quota significativa degli esami diagnostici continui a essere eseguita senza una reale necessità clinica.

Da qui l’invito a migliorare la programmazione delle prestazioni e a utilizzare gli esami diagnostici quando realmente indicati, così da rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale e concentrare le risorse sui bisogni effettivi dei pazienti.

15 Luglio 2026

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