Virus CMNV, Toffan (IZSVe): “Sul salto di specie da pesci all’uomo dati poco robusti”

Virus CMNV, Toffan (IZSVe): “Sul salto di specie da pesci all’uomo dati poco robusti”

Virus CMNV, Toffan (IZSVe): “Sul salto di specie da pesci all’uomo dati poco robusti”

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) interviene sul caso del Covert Mortality Nodavirus (CMNV), di cui alcuni ricercatori hanno suggerito il primo salto di specie da pesci e crostacei all'uomo, per lesioni oculari rilevate in persone venute a contatto con gamberi infetti in Cina. Lo studio, pubblicato su Nature Macrobiology, "non presenta dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte". Attenzione anche a non confondere questo virus con i Betanodavirus individuati nel Mediterraneo. 

“Considerata la rilevanza per la salute pubblica di un eventuale salto di specie da parte di un virus marino all’uomo, le informazioni riportate nello studio pubblicato non sono supportate da dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte” la dottoressa Anna Toffan, veterinaria virologa e responsabile del Laboratorio di referenza WOAH per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), commenta così la notizia – circolata in questi giorni – di un virus marino individuato in Cina che avrebbe causato, per la prima volta, lesioni oculari nell’uomo.

Se ne parla in uno studio scientifico pubblicato su Nature Microbiology, e il virus è noto con il nome di Covert Mortality Nodavirus (CMNV). In Cina sarebbero state rilevate in un uomo delle lesioni oculari dovute a questo virus, che normalmente colpisce solo organismi marini. Si tratterebbe quindi, se confermato, del primo caso di salto di specie da pesci e crostacei a mammiferi.

Del CMNV si è parlato per la prima volta nel 2014, come fa notare l’IZSVe, quando dei ricercatori cinesi hanno associato la malattia in alcuni allevamenti di gamberi; è stato poi segnalato in alcuni pesci selvatici e allevati nell’Est Asiatico.

Gli autori dello studio su Nature Microbiology, parlano di passaggio all’uomo tramite manipolazione senza protezioni di gamberi infetti e, nello specifico, attraverso ferite inflitte all’allevatore dai gusci degli animali, oppure attraverso il consumo di questi gamberi e pesci crudi. Sono state inoltre segnalate le persone più a rischio nello sviluppare l’infezione: anziani e immunodepressi dopo numerose esposizioni al virus, che avrebbero poi mostrato grave ipertensione oculare con danni successivi alla vista. Lo studio necessita comunque di ulteriori conferme, visto il basso numero di casi.

“Va chiarito che i Nodavirus sono una famiglia di virus molto ampia che può infettare pesci, crostacei e anche insetti. Per quanto riguarda il caso specifico del CMNV, questo virus non è mai stato descritto in Europa e anche la sua diffusione nei paesi extra-asiatici è ancora poco documentata così come il suo reale potenziale zoonosico” spiegano dall’ IZSVe.

L’Istituto suggerisce di fare attenzione a non associare questo virus ai Betanodavirus, molto diffusi in ambiente marino a livello globale, incluso il Mar Mediterraneo. “Questi “parenti” del virus CMNV causano una malattia nei pesci sia allevati che selvatici chiamata encefalo-retinopatia virale (in inglese Viral Nervous Necrosis – VNN)” specificano. È importante evitare di creare allarmismi intorno a patologie differenti, ma più “vicine”, in quanto rilevate nel Mediterraneo.

“Da anni all’IZSVe studiamo e monitoriamo questi virus – conclude Toffan – in quanto laboratorio di referenza per l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (WOAH) per questa malattia. Alla luce delle conoscenze attuali, i Betanodavirus non possono infettare l’uomo in quanto non sono in grado di moltiplicarsi alle temperature corporee tipiche dei mammiferi. Inoltre, il sistema dei controlli sanitari a livello nazionale è in grado di garantire la salubrità dei prodotti ittici e la sicurezza dei consumatori. Allo stato attuale, quindi, non si configura alcun rischio reale in Italia associato al consumo di pesce e crostacei in relazione al CMNV”.

16 Aprile 2026

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