Le linee guida sono indispensabili, anche per il Covid

Le linee guida sono indispensabili, anche per il Covid

Le linee guida sono indispensabili, anche per il Covid

Gentile Direttore,
la stampa, compreso QS, ha dato ampio spazio alla sentenza del TAR Lazio che abrogava, contestandole, le linee guida del Ministero della Salute per il trattamento domiciliare dei pazienti SARS Covid da parte dei medici generali. Pronuncia salutata con entusiasmo da alcuni medici in nome di una riconquistata libertà professionale, così protetta rispetto all’ottusità burocratica dell’autorità sanitaria che avrebbe preteso di decidere le cure al posto dei legittimi prescrittori.
 
Con ammirevole tempestività il Consiglio di Stato ha annullato la predetta sentenza mettendone in luce l’equivoco di fondo: il Ministero si limitava, come è ovvio, a proporre ai medici raccomandazioni cliniche non vincolanti, fondate sulle migliori pratiche disponibili in letteratura la cui bibliografia era allegata.
 
Non è la prima volta che il Consiglio di Stato annulla una sentenza del TAR Lazio, ricordiamo quella sul divieto ai medici generali di visitare a domicilio i propri pazienti affetti da Covid. Verrebbe da dire che se il TAR sbaglia, cambiamolo, ma sappiamo che è impossibile e allora andiamo avanti. Tuttavia una riflessione il caso la merita.
 
Proprio in questi giorni la SIMG e la SIMET hanno pubblicato linee guida per il trattamento domiciliare dei pazienti Covid. Un’ottima iniziativa che si inserisce in un quadro complessivo che vede la comunità scientifica internazionale impegnata nel tentativo di sconfiggere Il virus. Il che si ottiene anche sistematizzando le conoscenze acquisite e mettendo ordine nella sterminata quantità di dati e di notizie che rischia di sommergerci.
 
Il Consiglio di Stato ha colto l’essenza della questione rilevando come “la sospensione della predetta circolare ministeriale, lungi dal far riappropriare i medici generali delle loro inattaccabili prerogative di scelta terapeutica -che l’atto non attacca- determinerebbe se mai il venir meno di un documento riassuntivo delle migliori pratiche che scienza e esperienza in costante evoluzione hanno finora individuato”.
 
E’ ovvio l’auspicio che qualche medico abbia un’idea innovativa in questo come in qualsiasi altra situazione morbosa. Ma quel che si deve evitare è che sia lecito prescrivere ad libitum farmaci già testati in tutto il modo e su cui la comunità scientifica si è espressa giudicandoli inutili.
 
La libertà del medico sta dentro la scienza che ha regole precise, non è anarchia o compiacenza. In una situazione caotica quale quella provocata dalla pandemia le linee guida sono utilissime per il medico che non riuscirebbe in alcun modo a leggere tutta la letteratura quotidiana e per il cittadino così difeso da invenzioni stravaganti.
 
La discussione sulle linee guida nasce anche, purtroppo, da erronee misinterpretazioni di qualche magistrato, ma nella medicina moderna sono indispensabili per i medici. La libertà del medico è garanzia per il paziente ma la medicina è un’arte agita all’interno della scienza.
 
Antonio Panti

21 Gennaio 2022

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