Un passo in avanti verso una nuova legge italiana per la prevenzione e il contrasto di Hiv, Aids, papilloma virus (Hpv) e infezioni sessualmente trasmissibili (Ist). La Commissione Affari Sociali della Camera, presieduta da Ugo Cappellacci, ha approvato all’unanimità il testo base depositato dal relatore Mauro D’Attis, deputato di Forza Italia e primo firmatario della proposta A.C. 218. Il testo – annuncia D’Attis – sarà esaminato in aula a Montecitorio entro la fine di febbraio, con l’auspicio di arrivare all’approvazione definitiva entro l’anno.
La proposta, che aggiorna e sostituisce la legge n. 135 del 1990, si compone di 9 articoli e punta a modernizzare l’approccio italiano alla lotta contro queste patologie, rafforzando la prevenzione, l’accesso ai test, l’assistenza e la lotta allo stigma sociale. Ecco, nel dettaglio, i contenuti articolo per articolo.
Articolo 1 (Piano di interventi contro l’Hiv, l’Aids e le infezioni e le malattie a trasmissione sessuale)Il cuore della legge è l’istituzione di un Piano triennale di interventi, elaborato da una sezione speciale del Comitato tecnico sanitario e adottato dal Ministro della salute d’intesa con le Regioni. Il Piano definisce una strategia organica che include:
– Prevenzione e screening diffusi su tutto il territorio, anche con modelli “community based” gestiti dal Terzo settore in contesti non sanitari.
– Campagne di informazione nelle scuole, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
– Potenziamento delle strutture sanitarie (reparti infettivologici, laboratori, day hospital).
– Rafforzamento del personale sanitario e sociosanitario.
– Formazione obbligatoria per gli operatori, anche sulla gestione delle comorbidità legate all’invecchiamento dei pazienti.
– Assistenza territoriale integrata, con percorsi personalizzati e multidisciplinari.
– Un sistema di sorveglianza unificato Hiv-Aids, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità.
– Distribuzione gratuita di strumenti di prevenzione (come profilattici e farmaci innovativi) per le popolazioni più esposte.
– Ricerca scientifica potenziata.
– Iniziative contro le discriminazioni e per l’empowerment delle persone con Hiv.
Articolo 2 (Interventi di screening e prevenzione contro l’Hpv – Human Papilloma Virus)
Viene garantito l’accesso gratuito agli screening oncologici per il papilloma virus, in linea con i Livelli Essenziali di Assistenza. Il Ministero della salute promuoverà campagne informative nelle scuole per aumentare la copertura vaccinale (obiettivo 95% per ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di età). Sarà favorito il passaggio dal Pap-test al test Hpv-Dna, più efficace dopo i 30 anni.
Articolo 3 (Presa in carico di minorenni affetti da infezioni da Hiv o da sindrome da Aids e delle loro famiglie)
Ogni Regione dovrà individuare un centro pediatrico di riferimento dedicato alla cura dei minori con Hiv/Aids e delle loro famiglie. Il Ministero della salute emetterà linee guida specifiche per la terapia antiretrovirale in età pediatrica, distinguendo tra neonati, bambini e adolescenti. Viene istituito un Osservatorio nazionale sulle malattie infettive pediatriche e un Registro italiano per le infezioni da HIV in pediatria.
Articolo 4 (Norme in materia di personale, di formazione e di aggiornamento)
Previste procedure concorsuali pubbliche per assumere personale sanitario e sociosanitario nei reparti di malattie infettive. Le aziende sanitarie organizzeranno corsi di formazione e aggiornamento obbligatori nell’ambito dell’Educazione Continua in Medicina (Ecm), estesi anche al personale non operante direttamente nei reparti Hiv. Formazione specifica sarà garantita anche agli operatori del Terzo settore impegnati in attività di prevenzione.
Articolo 5 (Accertamento dell’infezione da Hiv)
Introduce una novità importante: i minori dai 14 anni in su potranno accedere al test Hiv senza il consenso dei genitori, purché in strutture sanitarie pubbliche o accreditate. In caso di positività, la comunicazione avverrà con supporto psicologico e medico infettivologo, e sarà favorita l’informazione alla famiglia nel superiore interesse del minore. Viene inoltre garantito almeno un punto di accesso gratuito e anonimo al test Hiv in ogni capoluogo di provincia. Confermato il divieto di discriminazione per le persone sieropositive in ambito scolastico, lavorativo, assicurativo.
Articolo 6 (Divieti a carico dei datori di lavoro)
Viene ribadito il divieto per i datori di lavoro di effettuare indagini sulla sieropositività dei dipendenti o candidati, salvo casi specifici previsti dalla normativa militare. Vietato anche l’accesso ai dati sanitari del lavoratore. Sono previste sanzioni in caso di violazione.
Articolo 7 (Comitato tecnico sanitario, sezione per la lotta contro l’HIV, l’AIDS e le infezioni e malattie a trasmissione sessuale)
Presso il Ministero della salute viene istituita una sezione dedicata all’interno del Comitato tecnico sanitario, composta da rappresentanti delle istituzioni, delle professioni sanitarie e del Terzo settore. La sezione collaborerà all’attuazione del Piano nazionale e si coordinerà con le Commissioni regionali che saranno create con analoghe funzioni. Il Governo presenterà ogni anno una relazione sullo stato di attuazione della legge e del Piano.
Articolo 8 (Disposizioni finanziarie)
Le risorse per l’attuazione della legge proverranno da fondi già previsti dalla legge 135/1990, da uno stanziamento di 1 milione di euro a decorrere dal 2023, e da fondi di prevenzione già allocati.
Articolo 9 (Abrogazione)
Viene abrogata la legge del 1990, ma restano validi gli atti e le risorse finanziarie già impegnate in base ad essa.
“Mi auguro che, con il lavoro di collaborazione di tutti i gruppi politici, si possa arrivare entro l’anno all’approvazione finale”, ha dichiarato D’Attis. La proposta ora attende l’ultimo passaggio in Aula.