Gentile Direttore,
FNOVI ritiene necessario esprimere pubblicamente la propria netta contrarietà rispetto alle modifiche prospettate nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA).
La posizione della Federazione si inserisce nel solco di quanto rappresentato nella nota congiunta odierna, 16 giugno 2026, sottoscritta da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) , FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) , SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica), indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti e alla Conferenza Stato-Regioni. In quella sede è stata espressa una comune posizione di contrarietà rispetto ai contenuti del testo coordinato sulla disciplina del SQNBA e alle modalità con cui le modifiche sono state portate avanti, senza un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze medico-veterinarie.
Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale nasce con l’obiettivo di valorizzare le produzioni zootecniche che adottano standard superiori rispetto ai requisiti minimi di legge, offrendo al consumatore garanzie ulteriori in materia di benessere animale, biosicurezza, tracciabilità e sostenibilità. Proprio per la rilevanza pubblica di tali finalità, il sistema deve mantenere un elevato livello di affidabilità tecnica e istituzionale.
Non si tratta, infatti, di una certificazione meramente commerciale. Il SQNBA interviene su ambiti che riguardano direttamente la salute degli animali, la prevenzione delle malattie, l’uso responsabile del farmaco veterinario, la gestione sanitaria degli allevamenti e, più in generale, la sicurezza delle filiere alimentari. Per questo motivo la valutazione del benessere animale non può essere separata dalle competenze proprie della medicina veterinaria.
Il tema non può essere ricondotto a una questione corporativa o a una rivendicazione di categoria. Il benessere animale è materia sanitaria, con ricadute dirette sulla salute animale, sulla sanità pubblica veterinaria, sulla biosicurezza, sull’uso corretto del farmaco veterinario, sulla sicurezza alimentare e sulla fiducia dei cittadini nei confronti delle produzioni certificate.
Per queste ragioni non sono condivisibili interventi che possano indebolire il ruolo dei medici veterinari nei processi di valutazione, riesame e decisione relativi al benessere animale. Si tratta di ambiti che richiedono competenze cliniche, epidemiologiche, farmacologiche e sanitarie specifiche, proprie della professione medico-veterinaria.
Non è in discussione il valore dell’interdisciplinarità, né il contributo di altre professionalità negli ambiti di rispettiva competenza. È però necessario mantenere una distinzione chiara tra funzioni tecniche, gestionali o agronomiche e valutazioni che attengono direttamente alla salute e al benessere degli animali. Confondere questi piani rischia di indebolire la qualità e l’affidabilità dell’intero sistema.
Un sistema che intenda qualificare le produzioni italiane e rafforzare la fiducia dei cittadini deve fondarsi su presupposti chiari: criteri tecnico-scientifici solidi, responsabilità professionali definite, ruoli non sovrapposti e pieno coinvolgimento delle competenze sanitarie. Diversamente, il rischio è quello di indebolire lo stesso valore della certificazione, trasformando uno strumento nato per garantire qualità e trasparenza in un adempimento formale privo della necessaria robustezza tecnico-sanitaria.
FNOVI ritiene inoltre grave che modifiche di tale rilievo siano state elaborate senza un adeguato confronto preventivo con la Federazione, ente sussidiario dello Stato e rappresentanza istituzionale degli Ordini dei medici veterinari italiani. Tale modalità non appare coerente con la centralità che la professione medico-veterinaria riveste nella tutela della salute animale e della sanità pubblica veterinaria.
La qualità, la sostenibilità e il benessere animale non si rafforzano riducendo le garanzie professionali, ma valorizzando le competenze che l’ordinamento riconosce e che sono poste a tutela dell’interesse generale.
Il percorso deve essere ricondotto a un confronto trasparente e istituzionalmente corretto, nel rispetto delle competenze professionali e della centralità della sanità pubblica veterinaria.
Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale può rappresentare uno strumento importante per le produzioni italiane e per la fiducia dei cittadini. Proprio per questo deve restare un sistema credibile, fondato su basi tecnico-scientifiche solide e su responsabilità chiaramente individuate.
Daniela Mulas
Consigliera FNOVI