Un accordo che semplifica le regole senza abbassare la guardia sulla salute. Nella notte tra martedì e mercoledì, i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un’intesa politica sul cosiddetto pacchetto “omnibus VI”, che introduce modifiche alle normative sui cosmetici, sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche (CLP) e sui prodotti fertilizzanti.
L’obiettivo dichiarato è ridurre gli oneri burocratici per le imprese, in particolare nel settore chimico, che conta 29.000 aziende e 1,2 milioni di posti di lavoro diretti, sostenendo la competitività europea in linea con le raccomandazioni del rapporto Draghi. Secondo la Commissione, le misure proposte dovrebbero generare un risparmio per l’industria di almeno 363 milioni di euro all’anno.
Cosmetici, stop più rapido alle sostanze pericolose
Uno dei punti più rilevanti dell’accordo riguarda le sostanze CMR – cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione – nei cosmetici. I co-legislatori hanno concordato di accelerare i tempi di eliminazione dal mercato rispetto a quanto proposto dalla Commissione.
Per le sostanze per le quali le aziende non chiedono una deroga, il divieto scatterà con un periodo transitorio di 6 mesi per la messa sul mercato e 12 mesi per la vendita (contro i 12 e 24 mesi proposti dalla Commissione). Le aziende che intendono continuare a utilizzare una sostanza avranno 12 mesi dalla nuova classificazione per richiedere una deroga. Se la deroga viene respinta per motivi di sicurezza, l’azienda avrà 3 mesi per ritirare i prodotti e 9 mesi per smettere di venderli; se il rifiuto è dovuto alla disponibilità di un’alternativa adeguata, i termini salgono rispettivamente a 24 e 36 mesi.
I negoziatori hanno inoltre reintrodotto l’obbligo di notifica alla Commissione per i cosmetici contenenti nanomateriali, e respinto la proposta della Commissione di esentare le sostanze CMR basate sull’esposizione per via orale o inalatoria. Per accelerare la sostituzione delle sostanze pericolose, la Commissione dovrà sviluppare, entro un anno dall’entrata in vigore, linee guida sull’analisi delle alternative.
Etichette più chiare e digitali
Sul fronte della classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche, l’accordo introduce maggiore flessibilità, ma con precisi paletti a tutela dei consumatori. Le etichette dovranno essere leggibili: per i prodotti destinati al pubblico, la dimensione del carattere (altezza della x) dovrà essere pari o superiore a 1,2 mm; per confezioni fino a 125 ml, la soglia scende a 0,9 mm. Per i contenitori da 10 ml o meno, alcuni elementi dell’etichetta – esclusi i pittogrammi di pericolo – potranno essere forniti in formato digitale.
Per garantire chiarezza normativa, è stato introdotto un termine specifico di 15 mesi per l’aggiornamento delle etichette in caso di nuova valutazione che comporti una classificazione più severa (invece del generico “senza indebito ritardo” proposto dalla Commissione). Il Parlamento aveva già posticipato al 1° gennaio 2028 l’applicazione della maggior parte delle norme sulla nuova CLP.
Fertilizzanti, più semplici ma con controlli
Per i fertilizzanti, l’accordo semplifica le procedure senza compromettere la protezione della salute e dell’ambiente. Rispetto alla proposta della Commissione di sostituire l’obbligo di registrazione REACH esteso con il regime standard, i co-legislatori hanno scelto di mantenere l’obbligo per le sostanze con una classificazione armonizzata come particolarmente pericolose.
Le reazioni
“Semplificazione e alto livello di protezione possono andare di pari passo – ha dichiarato il relatore della commissione Ambiente, Clima e Sicurezza alimentare, Dimitris Tsiodras (PPE, Grecia) – Abbiamo ridotto gli oneri per le imprese, rafforzato la visibilità delle informazioni di sicurezza per i consumatori e garantito maggiore certezza giuridica all’industria, preservando gli standard europei per la salute e l’ambiente”. Piotr Müller (ECR, Polonia), relatore della commissione Mercato interno e protezione dei consumatori, ha aggiunto: “Avremmo potuto spingerci oltre, ma l’accordo di oggi è una vittoria genuina per la competitività europea”.
Prossimi passi
L’accordo informale dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.